Home Argomenti Ambiente e Ecologia L’acqua del mare dentro un oleodotto per il petrolio: la soluzione alla...

L’acqua del mare dentro un oleodotto per il petrolio: la soluzione alla siccità targata Genova

130
0


Il sindaco Marco Bucci: “Si tratta di costi e di tempi abbordabili, potremmo partire anche entro fine anno”
ROMA – Un grande impianto di dissalazione che porti 100 milioni di metri cubi d’acqua l’anno alla Pianura Padana. Il progetto della Città Metropolitana di Genova potrebbe partire già quest’anno, assicura il sindaco Marco Bucci. E non solo garantire sostegno agli agricoltori: si potrebbe anche arrivare alla produzione e distribuzione di acqua potabile.

Come siete arrivati a questo progetto? Genova ha problemi di fornitura d’acqua?
“Al contrario, Genova è ricchissima di acqua. E proprio per questo motivo abbiamo pensato che fosse opportuno gestirla in modo equo. Abbiamo calcolato che dai nostri depuratori ogni anno escono 45 milioni di metri cubi di acqua. Se anziché farli finire in mare li mescoliamo con una quantità equivalente di acqua marina, si riduce la salinità del 50 per cento, semplificando e velocizzando il processo. Possiamo ottenere fino a 100 milioni di metri cubi l’anno da fornire alla pianura Padana”.

Quindi bisognerà costruire le condutture per trasportarla?
“No perché ci sono già. Possiamo utilizzare delle vecchie condutture che servivano per il trasporto di gas e di petrolio, dal porto di Genova alla Pianura Padana. I volumi del petrolio trasportato adesso sono stati ridotti, quindi una parte potrebbe essere convertita, con una spesa modesta, al trasporto dell’acqua”.

Ma le condutture di chi sono?
“Sono di alcune aziende petrolifere”.

Quali sono i partner del progetto?
“Sicuramente la nostra partecipata Iren, e poi abbiamo avviato contatti con altre aziende, tra cui Webuild. E con aziende israeliane che conoscono bene il livello di sviluppo e le opportunità offerte da queste tecnologie”.

Quest’acqua come potrebbe essere utilizzata?
“Al momento pensiamo a un utilizzo per l’agricoltura, o ad usi industriali. Ma con le giuste tecnologie potrebbe anche essere utilizzata come acqua potabile”.

E cosa manca per far partire questo progetto?
“Noi aspettiamo che ci sia la luce verde da parte dei ministeri interessati, che vanno da quello dell’Ambiente a Infrastrutture e Trasporti e Agricoltura, e poi potremmo anche partire subito se ci aiutano a reperire i fondi, che potrebbero anche essere quelli del Pnrr, o di altra provenienza”.

Quali sono i costi e i tempi?
“È troppo presto per dirlo con certezza. Posso dire che si tratta di costi e di tempi abbordabili. Se mettiamo tutte le cose in riga potremmo partire anche entro la fine di quest’anno, e finire entro due anni”.

L’acqua verrebbe venduta quindi?
“Venduta o regalata: questo non è un progetto pensato per risolvere problemi economici, ma per risolvere i problemi di acqua del Nord Italia. E se lo facessero tutte le città di mare, si risolverebbero i problemi legati alla mancanza di acqua in tutto il Paese, da Nord a Sud”. 14 MARZO 2023

Fonte Link: repubblica.it