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LIPU: “Stop all’agricoltura avvelenata”

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Margherita d’Amico

Attraverso una petizione la LIPU-Birdlife Italia chiede all’Unione Europea di modificare radicalmente l’attuale politica agricola, che si distingue per favorire il commercio e la diffusione di veleni spaventosi con cui si sta rapidamente distruggendo la biodiversità.

“Il 55% degli uccelli tipici dei paesaggi agricoli è scomparso negli ultimi 30 anni. Il 25% dei bombi (insetti fondamentali per l’impollinazione di molte piante che producono cibo) rischia l’estinzione, e molte altre specie selvatiche stanno subendo lo stesso destino” spiega la LIPU. in un comunicato “Tutto questo si deve principalmente all’agricoltura intensiva che cancella i prati, elimina le siepi, prosciuga gli stagni provocando la distruzione degli habitat che sono la casa di molte specie selvatiche. I prodotti chimici, usati come pesticidi e fertilizzanti stanno uccidendo le api e le farfalle, e inquinando i nostri fiumi. Anche se la campagna può sembrarci ancora verde, in realtà la natura sta scomparendo sotto i nostri occhi. Oggi l’Unione Europea sostiene un’agricoltura malata: favorisce un ristretto numero di grandi aziende agricole – senza pensare al bene di tutti – produce cibo non sano e danneggia la nostra salute, l’ambiente, le piante, gli animali. Il tutto con i soldi dei cittadini europei”.

D’altro canto, la cultura dei veleni si è insinuata da tempo nella vita di ogni cittadino,  ed è facilissimo acquistare prodotti anche letali per animali e persone quali rodonticidi, insetticidi, lumachicidi, diserbanti a uso domestico, che comunque, in ultima analisi, vanno a corrompere acque e terreni, oltre alla vita di chi vi entra in contatto. Si tratta di un avvelenamento parallelo a quello dell’agricoltura e non meno preoccupante.

Conclude la LIPU: “Chiediamo all’Unione Europea di cambiale la sua politica agricola, della PAC: vogliamo un’agricoltura che protegga la salute di tutti, il cibo che mangiamo e l’ambiente che ci circonda. Aiutaci, abbiamo poco tempo per cambiare le cose, partecipa alla consultazione cliccando su FIRMA“.

@margdam
margdam@margheritadamico.it

Fonte Link repubblica.it