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Parma tra le città con la qualità dell’aria peggiore in Europa

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Pubblicata la nuova mappa dell’Agenzia europea dell’ambiente

Nonostante gli sforzi che l’hanno portata anche a candidarsi a Capitale verde d’europa, Parma resta tra le città con la qualità dell’aria peggiore.

E lo fa in “buona” compagnia, dato che la Pianura padana si conferma – anche per la conformazione del territorio – un contesto fortemente critico dal punto di vista ambientale.

È quanto emerge dalla nuova mappa visuale della qualità dell’aria urbana dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), nella quale le città sono classificate dalla più pulita alla più inquinata sulla base dei livelli medi di particolato fine (PM2,5) degli ultimi due anni.

Dal 2019 al 2020 le tre città europee più pulite in termini di qualità dell’aria sono state Umea (Svezia), Tampere (Finlandia) e Funchal (Portogallo), mentre le tre più inquinate sono state Nowy Sacz (Polonia), Cremona (Italia) e Slavonski Brod (Croazia). Cremona è al 322mo posto su 323, Vicenza al 320mo.

L’Italia si piazza male: nella “zona rossa” della classifica, dove si raccolgono le città con l’aria peggiore, ci sono ben 22 italiane, nella “zona verde” che raggruppa quelle con l’aria più pulita, appena sei italiane.

Nella “zona rossa”, su 323 posti, anche Brescia (315ma posizione), Pavia (314), Venezia (311), Piacenza (307), Bergamo (306), Treviso (304), Milano (303), Torino (298), Verona (294), Ravenna (291), Terni (289), Modena (283), Benevento (282), Reggio Emilia (281), Pesaro (278), Parma (276), Ferrara (272), Novara (271), Rimini (258) e Prato (251).

Nella “zona verde” la prima è Sassari (14ma posizione su 323), poi Genova (26), Livorno (64), Salerno (81), Savona (92) e Catanzaro (94).

“In molte città europee l’inquinamento atmosferico è un problema grave, che rappresenta un rischio reale per la salute”, avverte Aea, e la mappa visuale della qualità dell’aria nelle città europee permette di verificare quale sia stata la qualità nella propria città negli ultimi due anni e di confrontarla con quella di altre città europee.

Nella mappa non sono incluse tutte le città. Il set di dati comprende quelle che fanno parte dell’audit urbano della Commissione europea e che hanno una popolazione di oltre 50mila abitanti. Non sono prese in considerazione le città che non dispongono di stazioni di monitoraggio urbane o suburbane, né quelle per le quali i dati provenienti da tali stazioni riguardano meno del 75 % dei giorni di un anno solare.

Delle 323 città che figurano nella mappa Aea, 127 hanno una qualità dell’aria classificata come buona, nel senso che è al di sotto degli orientamenti sanitari per l’esposizione a lungo termine al PM2,5 – pari a 10 microgrammi per metro cubo d’aria (10 µg/m3) – fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

In conformità delle politiche volte a promuovere l’aria pulita in Europa, l’Unione europea ha fissato un valore limite annuale per il PM2,5 pari a 25 microgrammi/m3. La mappa visuale considera la qualità dell’aria a lungo termine molto scarsa quando i livelli di PM2,5 sono pari o superiori a tale soglia; rientrano in questa categoria cinque città (situate in Polonia, Croazia e Italia).

Il particolato fine è l’inquinante atmosferico con la maggiore incidenza sulla salute in termini di morti premature e malattie.

La mappa fornisce informazioni sulla qualità dell’aria a lungo termine in ciascuna città. L’esposizione a lungo termine al PM2,5 causa malattie cardiovascolari e respiratorie.

Sebbene negli ultimi dieci anni si sia registrato “un netto miglioramento della qualità dell’aria in Europa, dall’ultima valutazione annuale effettuata dall’Aea in tale ambito si evince che nel 2018 l’esposizione al particolato fine ha causato circa 417mila morti premature in 41 paesi europei”.

La mappa visuale riporta dati sui livelli di particolato fine sulla base di quelli comunicati all’Agenzia dai Paesi membri a norma delle direttive dell’UE sulla qualità dell’aria ambiente.

I dati provengono dalle misurazioni a terra del PM2,5 effettuate da più di 400 stazioni di monitoraggio nelle aree urbane e suburbane, che delineano un quadro netto dell’esposizione della popolazione all’inquinamento atmosferico.

Le letture e le classifiche si basano sulla concentrazione media annua di PM2,5 negli ultimi due anni solari, calcolata utilizzando dati aggiornati per l’anno più recente e dati convalidati sulla qualità dell’aria per l’anno precedente. Nella tabella le città europee sono classificate in base ai relativi livelli medi di particolato fine negli ultimi due anni solari.
Per quanto riguarda la situazione nella Pianura Padana, secondo un recente studio, il Premature mortality due to air pollution in European cities: a health impact assessment, condotto dal Barcelona institute for global health (Isgloba) e pubblicato su The Lancet planetary health, la Pianura Padana ha la più alta incidenza di mortalità in Europa legata all’esposizione al PM2,5, insieme a Polonia e Repubblica Ceca. Fonte Link: parma.repubblica.it

 

La Toscanini