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ALIMENTAZIONE DI DERIVAZIONE ANIMALE E FAME NEL MONDO

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C’è una relazione tra ALIMENTAZIONE A BASE DI ANIMALI O DERIVATI ANIMALI e la FAME NEL MONDO.

Il rapporto annuale della FAO, ha rilevato come la fame nel mondo, in questi ultimi 10 anni non è diminuita, anzi è in aumento. Da quest’ultima rapporto è risultato che 854 milioni di persone sono risultate sottoalimentate e 13 milioni di persone in prevalenza donne e bambini, ogni anno muore di fame. È soprattutto a rischio la fascia dell’Africa centrale dove c’è stato un aumento preoccupante della percentuale di sottoalimentazione, schizzata del 20%, dal 36% al 56%.
La nostra volontà è quella di diminuire la fame nel mondo, per non vedere più bambini sottopeso, per sconfiggere questa maledetta piaga! Eppure, abbiamo fallito miseramente! Il nostro pianeta è in grado di fornire una quantità di alimenti per soddisfare il fabbisogno di tutti gli abitanti della Terra, ma allora perché ancora nel 2007 dobbiamo assistere alla fame nel mondo? Semplice, si chiama business! Il business della carne.

L’eccessiva produzione di carne sta lentamente divorando il nostro Pianeta Terra. Si calcola che ci siano circa 1,5 miliardi di capi di bestiame. I paesi industrializzati utilizzano ben 2/3 della loro produzione cerealicola per l’alimentazione del bestiame da macello, utilizzando soprattutto le terre dei paesi in via di sviluppo, infatti, 36 dei 40 paesi più poveri del mondo, esportano cereali negli USA, dove il 90% del prodotto viene utilizzato per nutrire il bestiame negli allevamenti intensivi.
Ma qual è il problema della produzione della carne? Per produrre carne occorre utilizzare ingenti quantità di cibo di origine vegetale, per ottenere 1 kg di carne occorrono 15 kg di cereali. I vegetali ad uso zootecnico provengono dai paesi in via di sviluppo e la carne viene venduta nei paesi ricchi!

Ecco alcuni dati:

occorrono 15 Kg di proteine vegetali per produrre 1 Kg di proteine animali;
un capo di bestiame consuma derrate alimentari quanto 12 persone;
con il costo di un Kg di carne oggi si possono comprare 2 Kg di pasta, 2 Kg di pane, 2 Kg di verdure, 2 Kg di insalata e un litro di olio;
negli Stati Uniti il cibo vegetale consumato per gli animali da allevamento sfamerebbe 400 milioni di persone;
se un terreno adibito a pascolo produce, ad esempio, una tonnellata di carne bovina, coltivato a legumi darebbe 20 tonnellate di cibo ancora più ricco di proteine;
oggi, le risorse utilizzate in agricoltura sono in buona parte finalizzate alla produzione di prodotti animali;
per mantenere l’attuale consumo di carne è adibito a pascolo il 25% del territorio mondiale e gli allevamenti intensivi consumano oltre il 35% dei cereali e del mais prodotto a livello mondiale;
molti paesi in via di sviluppo esportano il grano, da loro prodotto, per gli allevamenti intensivi occidentali, mentre le loro popolazioni soffrono la fame;
Se consideriamo che:

mille acri coltivati a soia producono 1.124 libbre (circa 500 chili) di proteine utili;
mille acri di riso producono 938 libbre (422 chili) di proteine utili;
mille acri di mais ne producono 1.009 libbre e mille acri di grano 1.043 libbre;
mentre mille acri di soia, mais, riso o grano, quando vengono utilizzati per nutrire un manzo da carne, produrranno solo 125 libbre (circa 55 chili) di proteine utili;
Se l’occidente riducesse la produzione di carne, i paesi in via di sviluppo anziché esportare i vegetali per uso zootecnico, potrebbero utilizzare i loro raccolti per sfamare le popolazioni locali. In questo modo, assisteremmo ad una diminuzione significativa della fame nel mondo, perchè se tutti i terreni coltivabili del mondo venissero impiegati per produrre cibo vegetale si potrebbe sfamare una popolazione superiore ai 20 miliardi di persone.

Gli allevamenti intensivi non consumano solo grandi quantità di vegetali, ma consumano altresì quantità d’acqua quasi dieci volte maggiore a quella necessaria per coltivare verdure, soia, cereali. Per produrre un kg di carne sono necessari oltre 30.000 litri d’acqua, mentre per produrre un kg di pomodori sono necessari meno di 200 litri di acqua, e lo stesso vale per le altre forme vegetali. Anche il riso, che consuma più acqua di qualsiasi altro tipo di grano, richiede solo un decimo dell’acqua necessaria per produrre carne.

I problemi relativi all’aumento della produzione di carne, sono collegati direttamente ai danni ambientali a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni: deforestazione e desertificazione. Ogni hanno viene bruciata una parte della foresta amazzonica (sono stati deforestati 560 milioni di ettari, un 15% del totale) per far posto a nuove coltivazioni ad uso esclusivo zootecnico. Il terreno delle foreste pluviali, è un terreno acido e poco fertile, è ha una resa di 4 anni al massimo così, quando la terra non è più produttiva, si è costretti a deforestare un’altra zona.
In un secondo momento, in queste aree sfruttate e abbandonate, si presenterà presto la desertificazione. L’eliminazione della vegetazione naturale, infatti, esporrà il suolo all’azione diretta del sole, della pioggia, dell’irrigazione e del vento, elementi che spazzeranno facilmente l’humus (necessario per la nutrizione delle piante). Inoltre, il continuo schiacciamento operato dagli zoccoli dei bovini degli allevamenti intensivi, fa sì che la terra non sia più in grado di trattenere l’acqua piovana.

I paesi ricchi ormai prediligono una dieta carnivora, snobbando gli alimenti di tipo vegetale, questo grazie alle campagne pubblicitarie promosse dalle industrie. E più loro guadagnano, più noi ci ammaliamo, perché un eccesso di proteine e grassi di origine animale (60-70%) può causare problemi alla salute. Si mangia troppa carne, in Italia ad esempio, si consumano 75,7 kg pro capite l’anno, contro i 20 kg pro capite anno che si consumavano agli inizi degli anni ’60. Le malattie più comuni di chi fa un consumo eccessivo di alimenti di origine animale sono: malattie cardiovascolari, cancro, stipsi, artrite, reumatismi, calcoli renali.
Metà del pianeta muore a causa di malattie causate da un’alimentazione sbagliata e sempre più carnivora, e l’altra metà muore a causa della scarsità di alimenti e di acqua.

Quella di eliminare gli allevamenti intensivi, non è solo una questione etica (le barbarie dei macelli), quindi prima di addentare il tuo hamburger pensa a quello che stai causando, alla tua salute, a quella degli altri esseri umani e al nostro Pianeta Terra.

www.alimentazionesostenibile.org

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