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Beneceto: cani rapiti e avvelenati

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Roberta Vinci

(gazzettadiparma.it) PARMA – Rapiti o avvelenati: queste le inquietanti ipotesi sul destino di quattro cani, tre spariti e uno morto. Nella zona di Beneceto il fenomeno si ripete ormai con troppa frequenza. Sono sempre più numerose le denunce di scomparsa e avvelenamento di cani di proprietà nella frazione parmigiana. «Avevo due cani, due meticci, domenica scorsa durante la notte uno è stato rapito e l’altro avvelenato con i bocconi – racconta Massimiliano Milioli, residente in zona -; uno spettacolo tremendo e un dispiacere enorme».
Non è la prima volta che a Massimiliano accade una cosa del genere ed è comprensibile l’amarezza nel raccontare che non si tratta di casi isolati. L’episodio risale a un paio d’anni fa, «anche allora possedevo due cani che vivevano liberamente nel mio giardino e da un giorno all’altro sono scomparsi entrambi – ricorda Massimiliano -; non davano fastidio a nessuno, e dopo questa vicenda inizio a credere che non possa certo essere un caso». Episodi che lasciano di stucco gli abitanti di Beneceto, per la maggior parte agricoltori, con terreni privati nei quali lasciano liberamente correre i loro cani. E’ tanta l’indignazione e la rabbia di chi si è visto il proprio animale ucciso o di chi non lo ha più ritrovato.

Per quale motivo rapire o uccidere animali addomesticati e inoffensivi? «Forse disturbano qualcuno – aggiunge perplesso Massimiliano -: tra le ipotesi c’è quella del rapimento con lo scopo di usare i cani per i combattimenti clandestini con i pit bull oppure il timore è che ci possano essere interessi legati alla caccia, essendo la nostra zona territorio accessibile. Non lo sappiamo, non possiamo affermare niente con certezza, ma la situazione è insostenibile. L’unica prevenzione sarebbe tenerli dentro casa durante la notte, ma è assurdo che io nella mia proprietà debba avere il timore di lasciare libero il mio cane». Gli abitanti della frazione vivono nella paura che l’amico fedele possa essergli strappato via, non dal destino, ma dalle mani di insensibili capaci di gesti vergognosi. Il problema è in crescita costante in tutta l’Emilia Romagna, che si aggiudica tristemente il terzo posto tra le regioni più colpite dal fenomeno. Per i migliori amici dell’uomo e per i rispettivi padroni, non è un buon periodo.