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CARO-CAVALLO, IN ITALIA VALE 10 MILIARDI

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(ansa.it) VERONA – Quasi dieci miliardi di euro di giro d’affari, un milione di "cavalieri", oltre 400 mila animali e più di 50mila addetti. Sono i dati con i quali Associazione italiana allevatori (Aia), e Unione nazionale incremento razze equine (Unire) inquadrano il panorama dell’allevamento in Italia. Sono circa un milione gli italiani che vanno a cavallo.

Un esercito di amanti dello sport e del turismo in sella, che muove, in Italia, un indotto pari a oltre sei miliardi e mezzo di euro all’anno che con il giro legato all’ippica e alle scommesse, sfiorano appunto i dieci miliardi di euro. L’Aia detiene i cinque "Libri Genealogici" istituiti dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, che riguardano il cavallo Maremanno, il Lipizzano, l’Haflinger Italia, il Bardigiano e il Cavallo Agricolo Italiano da tiro. In questi libri risultano iscritti, al 31 dicembre 2006, circa 25.300 capi suddivisi tra 7.500 allevamenti. In particolare 10.225 sono i capi della razza Avelignese o Haflinger, 6.418 gli esemplari di cavallo agricolo italiano da Tiro pesante rapido (Tpr), 3.800 di Bardigiano, 3.994 di Maremmano e 841 di Lipizzano.

Sempre Aia gestisce il "Registro anagrafico della popolazione a limitata diffusione", che comprende altre razze italiane, storicamente selezionate per il lavoro in campagna e oggi a rischio di estinzione. Si tratta di 19 razze tra cui il Murgese, il Tolfetano, il Sanfratellano, il Cavallo del Catria, il Cavallino della Giara, il Pony di Esperia, il Cavallo del Ventasso, il Cavallo Pentro, il Norico, il Sarcidano, il Salernitano, il Cavallino di Monterufoli, il Persano e il Delta. In questo registro sono iscritti 14.240 capi e 3.009 allevamenti di popolazioni cavalline e asinine autoctone. Anche secondo i dati forniti dall’Unire, che si occupa del Purosangue inglese (i cavalli utilizzati per il galoppo), del Trottatore italiano e del cavallo da Sella italiano (allevato per gareggiare nelle discipline olimpiche come salto ostacoli, dressage e completo), l’incremento è percepibile. I cavalli da Sella italiani nati nel 2006, sono infatti 2.833 mentre nel 2003 erano 2.593.

I cavalli Puro sangue inglese nati nel 2006 sono 2.259, mentre nel 2004 erano 1.490. In totale, sono 16mila i cavalli da trotto presenti sul territorio nazionale (tra cui 287 stalloni, 4.921 fattrici e 4.921 puledri nati nel 2006), oltre 6mila i cavalli selezionati per la disciplina del galoppo (tra cui 165 stalloni, 3.304 fattrici e 2.259 puledri nati nel 2006); oltre 6.500, infine, i capi del cavallo da sella italiano (tra cui 559 stalloni, 2.833 fattrici e 2.833 puledri nati nel 2006).

A VERONA UN PIANETA CHIAMATO CAVALLO
Per il 109/mo anno il mondo equestre si ritrova da oggi a domenica a Verona in occasione di Fieracavalli che porterà tra i 350 mila metri quadrati di esposizione e gli stand dei 700 espositori (+10% rispetto al 2006) circa 150 mila visitatori in una sfida continua, tutta interna a Veronafiere, con Vinitaly che puntualmente registra circa altrettante presenze. La rassegna poggia sull’esposizione di 2.600 esemplari di razze equine ma vive di grandi eventi sportivi internazionali come la Coppa del mondo di salto a ostacoli, di appuntamenti turistici e di tempo libero, di saloni specializzati come quelli dell’arte equestre delle attrezzature, del bambino, del western e quelli dei cavalli arabi e spagnoli.

La rassegna è stata aperta da 1.300 bambini di 30 scuole che hanno avviato tutte le attività proposte nel salone a loro dedicato, e poi è stata inaugurata dal vicepresidente del Veneto Luca Zaia. Davanti al grande stand della Regione ospitante, 2.000 metri quadrati, dedicati al cavallo e più in generale al turismo delle sette provincie, Zaia ha ricordato la valenza turistica del Veneto. "Una Regione – ha spiegato il vicegovernatore parlando del comparto equino regionale – con 30 mila cavalli censiti , nonostante l’anagrafe equina sia ancora tutta in costruzione, 4500 animali iscritti nei libri genealogici, mille stazioni di monta e 7.500 fattrici".