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CIBI PER ANIMALI!

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Pappa pronta per Fido
Un segreto di Pulcinella sembra ormai caratterizzare quelle prelibatezze dall’aria rassicurante che troviamo negli scaffali dei supermercati; pratico, nutriente, buono e persino terapeutico, il cibo pronto per i nostri animali d’affezione rappresenta spesso un pasto succulento solo per le ditte produttrici, che all’ombra di strategie opportunamente mascherate muovono un giro d’affari miliardario. Ci sarebbe da stupirsi se ad essere coinvolte, una volta tanto, non fossero le stesse multinazionali tristemente note per lo sfruttamento incondizionato di risorse naturali e umane, visto che l’industria del pet-food è solo una ramificazione e il punto di approdo di una strategia di marketing globale finalizzata all’ottimizzazione dei profitti.

In passato gli scarti di macellazione si consideravano alla stregua dei rifiuti e di conseguenza dovevano essere smaltiti. Durante gli ultimi anni la tendenza è stata quella di trattare la materia prima negli impianti appropriati, al fine di recuperare risorse preziose come grassi e proteine.
L’industria della carne destinata al consumo umano si serve degli scarti di macellazione, denominati "sottoprodotto", e che noi immaginiamo vengano distrutti, per produrre crocchette e bocconcini che non hanno davvero l’aspetto di ossa, carcasse, sangue, tessuto connettivo, testa, visceri, zoccoli, intestino, cartilagini, piume, ghiandole e, purtroppo spesso, parti malate e cancerose. Anche cani e gatti domestici o randagi, ai quali viene praticata l’eutanasia, possono rientrare nelle preparazioni di pet-food delle multinazionali americane*, confusi e inglobati alla voce "carne" o "farina di carne". I metodi di cottura usati nella produzione del cibo per Fido, come il riciclaggio e l’estrusione, non sempre distruggono ormoni, antibiotici e barbiturici, largamente impiegati nei moderni allevamenti intensivi.
Oltre alle farine di carne ottenute attraverso il riciclaggio delle carcasse, fra gli ingredienti più frequenti in queste preparazioni troviamo i cereali, composti principalmente da farine di glutine che spesso non sono completamente assimilati da cani e gatti; molti prodotti chimici che ne alterano il gusto e l’olfatto, le caratteristiche organolettiche e l’aspetto; coloranti, emulsionanti e sostanze che ne ritardano il deterioramento. Qui in basso riportiamo una lista degli additivi più comuni:
Agenti anticoagulanti
Lubrificanti – Agenti antimicrobici – Dolcificanti ipocalorici – Antiossidanti – Dolcificanti calorici – Coloranti – Agenti ossidanti e dimagranti – Agenti affumicanti – Agenti per il controllo del pH – Agenti deidratanti – Ausili di processo – Emulsionanti- Isolanti – Agenti fissanti – Solventi, veicoli – Esaltatori di gusto – Stabilizzatori, inspessitori – Aromatizzanti – Agenti attivi superficiali – Agenti per il trattamento delle farine – Agenti di finitura superficialeAusili di formula – Sostanze sinergizzanti – Umidificatori – Tessuti- Lievitanti *
L’industria alimentare dedicata ai nostri amici a quattro zampe ha cominciato ad affermarsi intorno agli anni ’70 e i consumatori hanno subito imparato ad apprezzarne la convenienza e praticità, sostenuta da una massiccia campagna mediatica che scoraggiava l’utilizzo degli scarti di cucina, considerati pericolosi. La grande distribuzione ha fatto poi il resto, rendendo quell’insulsa poltiglia variegata nella forma e nel colore, accattivante nelle sue numerose versioni di latta o cartone e salutare nelle belle immagini di presentazione appiccicate. In breve tempo la vendita di questi mangimi ha superato le pappe pronte per bambini e l’offerta si è diversificata a tal punto da prevedere diete specializzate per la cura delle patologie più comuni e pasti adatti ad ogni fase dello sviluppo, formulazioni attente alla razza, al sesso, ai comportamenti di cani e gatti e, naturalmente, alle ossessioni dei padroni oggetto di queste subdole campagne pubblicitarie.
Non è molto difficile comprendere che il cibo industriale è materiale organico di dubbia qualità, perchè composto da grassi portati a elevate temperature e residui di macellazione bolliti e omogeneizzati. In questo modo, inoltre, con l’acqua sporca si butta anche il bambino, dato che simili trattamenti distruggono vitamine e proteine, notoriamente termolabili. Questa schifezza in ultimo è condita e spruzzata con dosi massicce di additivi e conservanti che la letteratura veterinaria spesso associa all’insorgenza di gravi patologie quali cancro, insufficienza renale, diabete, pancreatite, problemi ai denti, abbassamento delle difese immunitarie e un numero imprecisato di allergie.
L’esperienza clinica dimostra che la vita di un animale alimentato con mangime secco e scatolette si accorcia di quasi la metà, ma questo non dovrebbe sorprendere neppure il consumatore più distratto, che senz’altro non si sognerebbe mai di mangiare quotidianamente cibo inscatolato. Solo un’alimentazione varia, fresca e possibilmente cruda, secondo un piano nutrizionale bilanciato, è in grado di assicurare una buona salute ai nostri animali domestici*.
Dallo scorso settembre è entrata in vigore il nuovo Regolamento europeo sui mangimi animali, che potranno essere immessi sul mercato e utilizzati unicamente «se sicuri» e «privi di effetti nocivi diretti sull’ambiente o sul benessere degli animali». Gli operatori del settore dovranno garantire che i loro mangimi siano «sani, genuini, di qualità leale, adatti all’impiego previsto e di natura commerciabile», nonché «etichettati, imballati e presentati» conformemente alle disposizioni del regolamento e degli altri pertinenti atti della legislazione comunitaria. Non dovranno invece contenere o essere costituiti di materie prime – indicate in un altro allegato – la cui immissione sul mercato o il cui uso ai fini dell’alimentazione animale «sono limitati o vietati». Come per i prodotti alimentari, poi, gli operatori del settore saranno responsabili della rintracciabilità dei mangimi, essendo in grado di individuare chi abbia fornito loro un mangime, un animale destinato alla produzione alimentare o qualsiasi sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un mangime. Il regolamento, inoltre, prevede che le materie prime siano assolutamente esenti da impurità chimiche derivanti dal processo di fabbricazione e dai coadiuvanti tecnologici, una restrizione del numero degli additivi utilizzati, prescrizioni supplementari obbligatorie per le etichette degli alimenti destinati ad animali da compagnia. Tra queste figura l’indicazione di un numero di telefono gratuito per consentire all’acquirente di ottenere altre informazioni sugli additivi addizionati e sulle materie prime aggiunte*.
Un lato ancora più oscuro e meno prevedibile riguarda inoltre i test sugli animali compiuti da molte industrie del settore per verificare la bontà dei loro prodotti. Questo genere di sperimentazione, a differenza di quella farmacologica, non è necessaria per legge né rappresenta una garanzia a tutela del consumatore, che difficilmente considererebbe eticamente sostenibile l’idea di avvelenare altri cani per dimostrare che tali intrugli, sul campione testato, sono risultati relativamente sicuri. Purtroppo i test di tossicità, sempre invasivi e spesso mortali, eseguiti su un gruppo di controllo con caratteristiche simili o analoghe al destinatario finale, in funzione di ciò che si vuole sostenere, rappresentano una pratica tanto crudele quanto sconosciuta e frequente. In questi casi vale l’osservazione che i prodotti di qualità e le materie prime fresche non hanno controindicazioni; se in discussione fosse esclusivamente la bontà del prodotto, e non l’interesse delle industrie, basterebbe una semplice prova del livello di gradimento: non ci sarebbe alcuna ragione per testare additivi e conservanti, addensanti e farine di carne, presenti esclusivamente nel cibo-spazzatura.
Il caso Iams*
Dopo 9 mesi di indagini all¹interno di un laboratorio utilizzato dalla Iams, l’associazione americana PETA ha mostrato al mondo un video con immagini shock (aprile 2003). I documenti diffusi dalla PETA parlano di test su cani e gatti sottoposti ad ogni genere di maltrattamento. Si denuncia che nei laboratori sono stati trovati:
– cani e gatti rinchiusi in gabbie piccole e sporche, alcuni per più di 6 anni
– cani con le corde vocali chirurgicamente tagliate per impedirgli di abbaiare
– cani e gatti con infezioni agli occhi e alle orecchie non curate, denti marci, zampe ferite, piaghe su corpo e zampe (a causa del pavimento a sbarre delle gabbie)
– gabbie tenute senza alcuna protezione su pavimenti di cemento freddi e umidi
– animali innaffiati durante la pulitura delle gabbie
– animali terrorizzati e tremanti sul fondo delle gabbie, senza alcuna possibilità di socializzazione
– canili sottoposti a umidità e caldo torrido d’estate e temperature gelide d’inverno
L’OIPA ha intrapreso una campagna di protesta contro la Iams. L’OIPA partecipa anche alla campagna appoggiata da varie associazioni animaliste contro Friskies Italia.
* Fonte: http://www.oipaitalia.com/petfood/esempi.html
La consapevolezza è l’arma segreta di chi aspira al cambiamento, provando a manifestare il proprio non serviam alla volontà di chi pretende di guidare le nostre scelte. Esistono molte aziende che si preoccupano delle esigenze nutrizionali di cani e gatti e che investono nella ricerca di soluzioni etiche sostenibili pur tenendo presenti gli interessi del mercato.
Vi presentiamo una lista dettagliata dei principali fornitori di pet-food, con l’indicazione delle industrie che eseguono test sugli animali o li commissionano presso terzi. E’ possibile inoltre scegliere prodotti biologici e vegan, arricchiti con estratti vegetali e sostanze fitoterapiche, sui quali, finalmente, diverse aziende si stanno indirizzando.
Iniziativa: "Cibi per animali cruelity-free"
Fonte: Comitato per un consumo consapevole
http://www.consumoconsapevole.org/pet_food_e_vivisezione.html


01. Aziende che eseguono test su animali
GRUPPO MARS:
Cani: Chappi, Pedigree, Cesar, Royal Canin (tutta la linea). Gatti: Frolic, Whiskas, Sheba, Kitekat, Catsan (sabbia), Royal Canin (tutta la linea).

GRUPPO COLGATE PALMOLIVE:
Hill’s Science Diet, Hill’s Prescription Diet.
Per maggiori informazioni:
www.helpthedogs.org/campaigns/petfood.html<http://www.helpthedogs.org/campaigns/petfood.html>

GRUPPO PROCTER & GAMBLE:
Iams, Eukanuba.
Per maggiori informazioni:
www.uncaged.co.uk/iams.htm <http://www.uncaged.co.uk/iams.htm>
http://www.iamsodead.com/ <http://www.iamsodead.com/>
www.peta.org/feat/iams/video.html <http://www.peta.org/feat/iams/video.html>
<http://www.peta.org/feat/iams/video.html>
Note: Procter & Gamble è da anni oggetto di un boicottaggio "animalista" in quanto utilizza test su animali per alcune sue linee cosmetiche.

GRUPPO NESTLÈ:
Cani: Bull (bocconi), Fido, Friskies, Pro Plan, Purina ONE, Purina veterinary diets. Gatti: Felix, Friskies (Gourmet), Fufi (bocconi), Purina ONE, Pro Plan.
Note: Nestlè è boicottata da 20 Paesi del Mondo già per motivi umanitari (scorretta commercializzazione del latte in polvere nei Paesi del Terzo Mondo e conseguente morte di centinaia di migliaia di bambini).

BAYER:
Cani: PRO GRES. Gatti: PRO GRES.
Note: Non sappiamo se tale alimento sia stato testato su animali. Certo è che Bayer è una azienda farmaceutica/chimica/agrochimica (pesticidi e OGM) tra le più grosse del mondo e tra le più attive nel campo della vivisezione. È pertanto consigliabile NON scegliere i prodotti Bayer per i propri acquisti.

02. Aziende che NON eseguono test su animali La stragrande maggioranza delle piccole aziende PRIVATE (cioè NON di proprietà delle multinazionali di cui si è detto nella lista 01), non hanno interesse a sovvenzionare costose sperimentazioni su animali; pur utilizzando di norma ingredienti testati su animali da terzi, o vendendo prodotti realizzati dalle aziende di cui al punto precedente, non incentivano questi test commissionandoli espressamente o eseguendoli in laboratori di proprietà. Considerata l’attuale situazione generale, possono essere pertanto giudicati "meno peggio". Qui di seguito citiamo alcune marche che, in questo secondo gruppo, sono preferibili alle altre per la qualità dei loro prodotti (ingredienti biologici, non uso dei conservanti, ecc.).
AFFINITY PETCARE:
Cani: Advance, Advance Veterinary Diets, Ultima, Puppy Chow, Dog Chow.
Gatti: Advance, Advance Veterinary Diets, Ultima, Cat Chow, Brekkies Excel Cat, Special Care.
Note: Affinity Petcare produce Cat Chow e Dog Chow. Anche Purina produce Cat Chow e Dog Chow. Identico nome di marca, ma aziende diverse che producono alimenti diversi (PURINA finanzia la VIVISEZIONE, Affinity Petcare non la finanzia). Quindi, attenzione al produttore!

AGRAS DELIC
[ www.agras-delic.it<http://www.agras-delic.it/> ], iSchesiR, Schiress, StuzzyCat, StuzzyDog, StuzzyVita, StuzzyGold, Stoccofisso, WitteMolen

ALMO NATURE (umido e crocchette)
[ www.almo.it<http://www.almo.it/> ], ingredienti naturali e senza additivi

AROVIT (garantiti Peta UK):
Bau (c/o ESSELUNGA), Bull paté (c/o CONAD), Fufi paté (c/o CONAD), Miao (c/o ESSELUNGA), Ronnie (c/o COOP), Winner Cat/Winner Dog (solo cibo umido, c/o LD MARKET).
Nota: Bull e Fufi BOCCONI sono prodotti dalla Nestlè e come tali da evitare.

BURNS:
[ www.antba.com/Burns.htm<http://www.antba.com/Burns.html> ], garantita da Uncaged.

COOP:
Solo il cibo umido, prodotto da Arovit, garantito Peta UK.

CSJ:
Prodotto da CSJK9 Limited [ www.csjk9.com<http://www.csjk9.com/> ] e in vendita su ordinazione: Laura Piperno 011 9876 639 – 348 7801 046, garantito da Peta UK.

EFFEFFE Petfood:
Società controllata di Arovit.

FORZA10 (Sanypet)
[ http://www.forza10.it/ ] Alimenti privi di additivi chimici per cani e gatti

PASCOE’S:
100% biologici e privi di coloranti artificiali, conservanti e aromatizzanti

03. Aziende da preferire: totalmente cruelty-free Nessuna delle marche comprese nelle liste 01 e 02 cerca di risolvere il problema di fondo dell’uccisione di animali di altre specie (mucche, maiali, vitelli, conigli, polli, ecc.) per nutrire cani e gatti o altri "animali d’affezione" carnivori.
Per approfondimenti su questo tema, si consiglia di leggere su SaiCosaMangi.info: "Nutrire gli animali d’affezione<http://www.saicosamangi.info/starterkit/sez4_il_cibo/domestici.html>".

In Italia esistono poche marche che producono cibo vegetariano per animali, le elenchiamo nella seguente tabella:
AMÌ:
Crocchette vegetariane per cani e gatti [ www.aminews.net<http://www.aminews.net/> ].

ANIWELL:
[ www.aniwell.it<http://www.aniwell.it/> ], i prodotti si ordinano dal sito e sono anche reperibili nei negozi di alimenti biologici, di cibi per animali, in ambulatori veterinari. Offre anche un tipo di crocchette per cani quasi completamente vegetali (non 100% vegetali perché contengono olio di pesce; rispetto a crocchette a base di carne o pesce sono comunque sempre preferibili).

BENEVO, BENEVO BIO:
[ www.antba.com/altrelinee.htm<http://www.antba.com/altrelinee.html> ], crocchette vegan per cani e gatti, crocchette vegan e biologiche per cani, patè in lattina vegan per cani e gatti. Approvati dalla Vegetarian Society.

DENKADOG:
[ www.denkadog.it<http://www.denkadog.it/> ], tutti senza additivi e conservanti, i prodotti si ordinano per telefono, fax o posta elettronica, oppure direttamente presso l’azienda EuroService. È offerto un tipo di crocchette vegetali per cani: "Denkadog superior hypo sensitive".

YARRAH:
Produce sia cibi carnivori che vegetariani (vegetariani solo per cani), crocchette e umido, e si trova nei negozi di alimentazione naturale.

ROCKY:
Biscotti [ www.antba.com/altrelinee.htm<http://www.antba.com/altrelinee.html> ], garantito da dichiarazione aziendale e prodotto da Industrie Salustrid Rocky srl, Strada Privata Lamarmora 3, 28062 Cameri (NO).

*Dead Cats And Dogs used to make pet food
http://www.rense.com/general70/dead.htm
* What’s really in pet food – Dossier Born Free USA http://www.bornfreeusa.org/facts.php?more=1&p=359
*http://www.meglioinsalute.com/Alimentazione/Cibo-industriale-per-cani-e-gatti-Mai-e-poi-mai.html

http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:229:0001:0028:IT:PDF