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Contro lettere di risposta a seguito uccisione del cervo a Bolzano

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Egr. Signor Carmignola
 
La ringraziamo per le precisazioni che ci ha mandato che ci lasciano ancor più sconcertati. Affermando che il cervo non era ferito, conferma che lo avete macellato senza motivo (le foto in internet con il sangue del povero animale sparso sulle pareti e sul pavimento, lo testimoniano).
Lei stesso dice che questo animale era esausto, lo avevate intrappolato con l’ausilio di una rete e non costituiva più nessun pericolo per i cittadini e tantomeno per voi operatori che eravati armati e protetti.
 
Con questo episodio avete dimostrato di aver scelto la via della supremazia arrogante e vile dell’uomo verso l’animale e in fondo verso ogni essere vivente.
 
Leo Tolstoj, umanista e poeta russo ha scritto questa frase sulla quale invitiamo Lei e i Suoi colleghi a riflettere: " Dall’uccidere gli animali all’uccidere gli uomini il passo è piccolo, e così anche dal far soffrire gli animali al far soffrire gli uomini".
 
Distinti saluti
 
Il Presidente Marcello Dell’Eva
Il Vicepresidente Anna Pilati

 
www.no-alla-caccia.org     


Gentili Signori,
mi permetto di fornire alcune piccole precisazioni:

– l’analisi della carcassa non ha mostrato alcuna ferita precedente l’incursione in città
– la decisione di abbatterlo è stata una decisione presa dalle autorità sul posto, coordinate dalla polizia, istituzione in primo luogo responsabile per la sicurezza pubblica
– i cervi maschi non proteggono la prole! Sono solo due settimane, durante il periodo degli amori, sono a contatto con femmine e giovani e si occupano esclusivamente dell’accoppiamento
– da un lato ci sono gli animalisti, per i quali ogni animale va tutelato in quanto individuo e quindi il mantenere in vita quel cervo era da considerare una priorità assoluta; dall’altro ci sono i faunisti, per i quali i cervi non sono singoli individui, ma sono una popolazione che fa parte di un sistema, in cui l’uomo deve comunque intervenire per mantenere un equilibrio. Le persone che si sono trovate sul posto ad affrontare, con responsabilità istituzionali, il problema, non erano animalisti, erano poliziotti e faunisti. Per quanto l’abbattimento dell’animale dispiace in ogni caso e si è consapevoli dell’impatto sulla sensibilità di molte persone che viene ferita, l’obiettivo primario, nel caso specifico, per le figure istituzionali coinvolte, era la salvaguardia dell’incolumità degli esseri umani, mentre la salvaguardia della vita del cervo veniva dopo. 
– Dal punto di vista personale io non sono cacciatore, gli animali mi piace soprattutto vederli nell’ambiente naturale. Dal punto di vista professionale i miei compiti prioritari sono dettati dalle normative vigenti.
 
cordiali saluti
 
Giorgio Carmignola