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Ennesimo grave incidente di caccia: Treviso Far West delle doppiette

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A Pederobba (TV) un cacciatore vicentino ferisce gravemente un compagno di caccia.

Sono troppi gli incidenti e i vandalismi dei cacciatori registrati nella stagione venatoria 2008/2009 in provincia di Treviso ai danni di cittadini ed animali domestici.

Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto invita i cittadini a fare attenzione ai cacciatori che spesso costituiscono un pericolo per chi vive in campagna ricordando che solo nella stagione di caccia 2008/2009 in Italia si sono verificati ben 96 incidenti di caccia con 65 feriti e ben 31 morti

La LAC offre aiuto legale alle vittime dei cacciatori e accusa i politici locali di dare il cattivo esempio.

Sabato 17 gennaio, verso le 11, nei boschi compresi tra Curogna e Onigo di Pederobba, in provincia di Treviso, si è registrato l’ennesimo incidente di caccia con il ferimento grave di un cacciatore di 62 anni di Pederobba.

Il cacciatore, L.M. che ora è in prognosi riservata all’ospedale di Castelfranco, è rimasto ferito dai pallini partiti dal fucile di un suo collega, un  cacciatore di Arsiero (VI) autotrasportatore (che pare non essere nemmeno socio della riserva di caccia) , mentre stava ritornando da una battuta di caccia svoltasi nella riserva alpina di caccia di Pederobba, pallini che gli hanno spappolato il braccio sinistro e ferito il torace.

Pare che il fucile da caccia sia caduto a terra carico e che nell’impatto con il terreno siano esplosi addirittura due colpi che hanno colpito l’avambraccio sinistro e il torace dell’uomo.

In questa stagione venatoria in provincia di Treviso si sono stati registrati sin troppi incidenti di caccia ed episodi di soprusi delle doppiette nei confronti dei cittadini ed animali domestici:

–         Il 24 settembre  la signora Lisa della provincia di Treviso ha ricevuto  alcuni spari esplosi contro la sua abitazione dove i pallini si sono conficcati sul portoncino di casa e sul muro quando appena dieci minuti prima era in giardino con i suoi bambini di un anno (verdere fotografie su: http://www.aduc.it/dyn/documenti/immagini/Immagine032.jpg e 33, 34 e 35.

–         Il 28 settembre a Chiarano, in via Dosa, verso le 10,30 un cacciatore ha sparato a distanza di qualche metro dal cortile del sig. G.B. che si trovava con sua figlia seminando il panico;

–         il 29 settembre a Roncadelle di Ormelle l’USL 9  ha recuperato un cane da caccia breton con una grave ferita  in mezzo alle scapole, con una rosa di pallini conficcati dentro la carne.

–         l’1 ottobre in via Colombara a Loria il signor  Angelo Beltrame che abita con la famiglia, ha rinvenuto 7 galline sbranate dai cani da caccia;

–         Il 12 ottobre a Borgo Ponte nei pressi di Madonna della Tosse, in località San Andrea, a Vittorio Veneto un cacciatore, A.M., 75 anni, di Vittorio Veneto, ha ferito due anziani del posto in cerca di funghi: D.A.A., 74 anni, di Vittorio Veneto e D.A, 77 anni, pure lui vittoriese;

–         Il 14 novembre a Valdobbiadene è stato impallinato vicino ad un centro abitato un gattino morto poco dopo.

–         Il 15 novembre ignoti cacciatori hanno effettuato una sparatoria a Scomigo di Conegliano terrorizzando una residente, R.Z.,  e provocando la distruzione delle galline  un pollaio ad opera dei cani da caccia.

–         Il 16 novembre ad Albina di Gaiarine (TV) il signor Renzo Dardengo, è stato minacciato da un cacciatore che gli ha puntato il fucile solo per aver chiesto il rispetto delle distanze dalle case;

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Torna utile ricordare altri gravi incidenti degli scorsi anni in provincia di Treviso:

–         il 3 novembre 2002 a San Pietro di Feletto, morì il cacciatore Miraval Pietro di 56 anni a causa di un colpo di fucile sparato dal compagno di battuta Maset Giuseppe di 76 anni;

–         il 26 settembre 2004 a Tarzo, è morto dissanguato Angelo Fava di 56 anni colpito da una fucilata;

–         il 20 settembre 2006 nelle campagne di Vedelago, il cacciatore S.F.,  ha colpito gravemente un agricoltore pensionato di Vedelago, mentre era nel proprio campo di mais;

–         l’ 11 novembre 2007 nella località collinare di Collagru’ di Farra di Soligo, F.C., residente a Campea, è stato colpito da un cacciatore alla schiena ed alla nuca.

Solo nell’attuale stagione di caccia 2008/2009 in Italia si sono verificati ben 96 incidenti di caccia con 65 feriti e ben 31 morti, tra i quali un cercatore di funghi (la lista completa e dettagliata dei morti e feriti è consultabile sul sito della LAC www.abolizionecaccia.it).

"Le attuali leggi sulla caccia sono ormai inadeguate e sorpassate per una società moderna come la nostra e per le nostre campagne fortemente urbanizzate – ha commentato Andrea Zanoni presidente della LAC Veneto – bisognerebbe bloccare subito la caccia e far rifare seri esami a tutti i cacciatori; sono troppi i morti e i feriti per incidenti di caccia e non c’è da stupirsene viste le condizioni in cui si caccia con un altissimo numero di cacciatori che esercita la sua attività  pericolosa in un territorio tra i più densamente popolati al mondo. Si tratta di una schiera di dilettanti perché i cacciatori italiani non hanno avuto un addestramento professionale all’uso delle armi, la maggior parte di loro non ha neanche superato un esame in proposito perché ha preso la licenza di caccia prima che le leggi lo prevedessero ovvero prima del 1977. Bisogna poi inasprire le sanzioni per chi spara vicino alle case, alle strade ed agli agricoltori prevedendo il ritiro della licenza e aumentando e incentivando la vigilanza venatoria.  Un esempio dell’inadeguatezza delle sanzioni è l’episodio che ha visto Fiorenzo Sarri, un cacciatore di 51 anni di Fossalunga  che è stato condannato lo scorso luglio alla ridicola sanzione di 350 euro per aver colpito un anziano agricoltore, Giovanni Cavasin, di 83 anni di Vedelago, mentre raccoglieva il mais. Il pensionato dal 29 giugno del 2006 convive con due rose di pallini da caccia conficcati nelle gambe e non è nemmeno operabile. I cittadini ci chiamano spesso per segnalare spari sotto le proprie case e piogge di pallini; l’indisciplina dilagante e la faciloneria con la quale i cacciatori usano queste armi micidiali ci ha portati a scrivere un vademecum per i cittadini che riporta tutte le regole che i cacciatori devono rispettare e a chi chiedere aiuto, documento che tutti ci possono chiedere telefonando al 347/9385856 o scrivendo a LAC Via Cadore 15/C int.1 31100 Treviso, o a lacveneto@ecorete.it.

Zanoni ha poi aggiunto: "Purtroppo non è da meravigliarsi se nella nostra provincia i cacciatori prendono sottogamba le norme di sicurezza che prevedono distanze di 100 metri dalle case e di 50 metri dalle strade. Abbiamo infatti degli esempi poco edificanti di Ministri che si sono fatti in quattro per liberare dal carcere un cacciatore trevigiano che aveva violato la legge sulla caccia in Croazia, poi del presidente della provincia e del sindaco di Treviso che hanno sostenuto degli esami di caccia farsa per i quali ci sono già state due condanne di altrettanti funzionari per falso ed abuso d’ufficio. Esempi negativi che non giocano a favore del rispetto delle norme che disciplinano la caccia. Trovo comunque aberrante che dopo lo strazio causato agli animali da 15 giorni di gelo e neve ci sia ancora chi ha il coraggio di uccidere questi esseri decimati e stremati, il tutto, tra l’altro, in una Zona di Protezione Speciale che l’Europa considera degna di tutela per gli uccelli migratori."

LAC Lega Abolizione Caccia – Sezione del Veneto – Via Cadore 15/C int. 1 31100 Treviso – Info: 3479385856 – www.lacveneto.it.