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“HO MANGIATO UN PRESEPE”.

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Salvo qualche improbabile eccezione, dunque, l’anno scorso non siamo riusciti da soli a mangiarci (quindi ammazzare) né un intero bovino né un intero suino. Abbiamo dovuto dividere la responsabilità con altri, magari i familiari (l’ideale da questo punto di vista è una famiglia di 4 persone).
Ma di polli possiamo stare sicuri di essere riusciti a sterminarne abbastanza. A prima vista uno potrebbe anche pensare che se avesse rinunciato ai suoi 17 chili di carni avicole, in fondo, non avrebbe poi salvato la vita a molti polli. Forse perché non si rende conto dell’entità di quella strage il cui bilancio parla di 372.190.000 capi avicoli macellati in Italia in un anno (dato riferito al 2006, ma non credo che nel 2007 le cose siano cambiate di molto). La produzione italiana di carni di pollame (sempre nel 2006) è risultata pari a 1.048,800 tonnellate. E questo massacro è finalizzato proprio ad assicurarci quei 17 chili per ognuno di noi.

Nel calcolo della strage dell’anno scorso non sono stati conteggiati i pesci che abbiamo ucciso. Ma su quelli è più difficile reperire dei dati.
Oggi si smontano i presepi. Sarebbe bello spiegare ai bambini che il presepe non è solo il simbolo del Natale. Il presepe, tra un bue, un asinello (consideriamolo come un maiale) e gli altri animali, rappresenta anche tutto quello che ci siamo mangiati nel corso dell’anno scorso. Tutte le vite che abbiamo prima torturato (negli allevamenti) e poi ucciso. Nel 2008 ogni volta prima di sederci a tavola magari ripensiamo un attimo a quel presepe.

Fonte: AVI – Associazione Vegetariani Italiani.

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