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L’Ufficio Sanità veterinaria blocca il trasferimento di cani

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Randagi, Altolà della Regione. L’Ufficio Sanità veterinaria blocca il trasferimento di cani a Reggio Emilia e chiede il ritiro dell’ordinanza del sindaco. E’ il secondo caso dopo Monteiasi. Danese (Anpaa):- Questa tratta va fermata

Massimo D’Onofrio  

(corriere) – Castellaneta (TA) – Dopo i 43 randagi di Monteiasi, arriva il blocco anche per i 25 di Castellaneta. Niente più "viaggi" fuori regione dunque. La decisione è stata ribadita dall’Ufficio Regionale Sanità veterinaria in una nota inviata al sindaco Italo d’Alessandro all’Asl Ta 1 alla commissione regionale randagismo e all’Anpaa. Ed è stata proprio l’associazione tarantina, in entrambi  i casi a sollevare dubbi sulla legittimità dei provvedimenti presi. Nell’ultimo caso quello di Castellaneta, il sindaco l’11 luglio scorso aveva emesso un’ordinanza – motivata dalla pericolosità dei cani e della mancanza di strutture idonee in zona – per trasferire gli animali in un canile privato di Reggio Emilia. E come nella vicenda di Monteiasi la presidente dell’Anpaa di Taranto Alessandra Danese aveva scritto alla Regione Puglia per denunciare i fatti.

– La sottoscritta Associazione Nazionale Protezione Animali di Affezione Onlus – si legge nella lettera – iscritta all’albo delle associazioni per la protezione degli animali  istituito presso la regione Puglia è venuta a conoscenza dell’ordinanza n. 67 dell’11/7/2008 emanata dal sindaco di Castellaneta per il trasferimento in un canile privato di Reggio Emilia di 25 cani del comune di Castellaneta e di Castellaneta Marina. Si chiede l’intervento urgentissimo del presidente della Regione Puglia dell’assessore Alberto Tedesco e della Commissione regionale Randagismo per fermare questo illecito.-  – I trasferimenti di cani randagi fuori provincia – sosteneva l’Anpaa – sono illegittimi come evidenziato nella recentissima nota della regione Puglia Assessorato alle Politiche della Salute del 3 luglio 2008, sollecitata dall’associazione Anpaa Onlus di Taranto per un altro illecito trasferimento in un canile privato di Parma di 43 cani del comune di Monteiasi, che grazie ad essa è stato prontamente fermato. E’ estremamente necessario scongiurare anche questo illegittimo trasferimento in struttura privata extraregionale che comporterebbe strazio e maltrattamento agli animali sia per il lungo viaggio sia per il mancato controllo del benessere degli animali in un canile così lontano. L’associazione Anpaa Onlus insieme ad altre numerose associazioni locali e regionali denunciano questa vera e propria "deportazione" che sta per avvenire e chiedono sollecito intervento in merito alla importante questione, inoltre richiedono di urgentemente puntualizzare a tutti i sindaci dei comuni pugliesi la normativa in vigore visto che, inspiegabilmente, le linee guida emanate con la circolare dell’Assessore Tedesco del 12 ottobre 2006 non sono state mai nè divulgate nè rispettate dall’Asl Ta/1.- E ieri come detto, il dirigente del Servizio di Sanità veterinaria Fulvio Longo, ha invitato il comune di Castellaneta a sospendere il trasferimento dei cani poichè – come si legge nel provvedimento – le funzioni in malteria veterinaria non espressamente attribuite alla competenza dello stato e delle regioni, sono esercitate dai comuni che si avvalgono delle rispettive Unità Sanitarie Locali. Pertanto gli animali non possono essere ospitati in rifugi ubicati fuori Regione in quanto verrebbe meno il ruolo di organo di controllo assegnato alle Asl territoriali dalla normativa vigente.- Soddisfatto il commento di Alessandro Danese – Per noi è la seconda vittoria. A Monteiasi abbiamo impedito che il sindaco spedisse i cani a San Secondo Parmense. A Castellaneta abbiamo evitato che finissero a Reggio Emilia. Il nostro intervento mira a far rispettare la legge a tutela degli animali d’affezione come i cani e per la prevenzione del randagismo.- Resta il problema però, di dove sistemare i cani randagi. – La legge – spiega Danese – prevede che nei canili non ce ne possono stare più di 200 e in più le linee guida della Regione Puglia puntualizzate nel 2006 da una circolare dell’assessore Tedesco stabiliscono che non si possono trasferire fuori regione. Credo però che servirà un’ulteriore precisazione in materia visto che l’Asl non ha divulgato questa circolare nei comuni che quindi non la conoscono. Ribadire il divieto di trasferimento serve ad evitare un fenomeno che talvolta, si trasforma in una vera e propria tratta di cani. Attorno ai randagi va detto, c’è un giro di svariati milioni di euro…- Insomma vita da cani per i quadrupedi non per chi ci lucra sopra. – La retta per ogni cane – aggiunge Danese – può andare dai 2 ai 2,50 euro, ma anche oltre, e può capitare che in questi canili privati, peraltro situati in regioni lontane, i controlli siano molto difficili da effettuare. Chi controlla per esempio, i decessi? Ci sono cani che sulla carta, sono praticamente immortali e i comuni continuano a pagare rette salate, senza verificare che i cani siano ancora vivi o no.- E le strutture di casa nostra? – Ce ne sono pochissime – spiega la presidente dell’Anpaa –  e per questo il fenomeno del randagismo non si ferma. E ho il fondato sospetto che ciò accada perchè il randagismo è un grosso business per i privati. I cani più viaggiano lontano e più è difficile controllare che fine fanno. E non escludo che entrino purtroppo da cavie in traffici illeciti che forniscono animali a laboratori per esperimenti a altre pratiche vietate.-

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1 COMMENT

  1. Altra vittoria per l’Anpaa Onlus di Taranto, per la seconda volta l’associazione è riuscita a scongiurare illeciti trasferimenti di cani fuori regione, si allega l’articolo del Corriere del giorno del 4/9/2008. Alessandra D. Presidente Anpaa Onlus Taranto tel 3341710208