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L’ultima vittoria animalista: alla sagra gara con i maiali portati in braccio

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DOPO LE PROTESTE, ORDINANZA IN UN BORGO DEL LAZIO. Grottesca soluzione a Bassiano per rispettare il divieto
di maltrattamenti: alla corsa dei porci, padroni da soma

(corriere.it) LATINA – Di corsa con il maiale in braccio: è la rivincita del suino sull’uomo. La battaglia delle associazioni animaliste contro la Corsa dei Porci di Bassiano (Latina) conosce sviluppi grotteschi, senza per questo cancellare le polemiche. Per salvare i porcellini e allo stesso tempo non far decadere il tradizionale appuntamento previsto nella locale Sagra del prosciutto, sono scese in campo tutte le istituzioni. In testa il sindaco, che ha deciso di modificare il regolamento comunale prevedendo che gli animali bardati dal tricolore dovranno sì correre, ma in braccio ai rispettivi custodi. Prima della campagna degli animalisti in loro difesa, i porcelli venivano legati ad una zampa, incitati e percossi per tagliare il traguardo.

QUESTORE E PREFETTO IN CAMPO – La singolare e pilatesca decisione giunge a poche settimane di distanza dalla campagna dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) contro le sagre e feste popolari – numerose nei borghi della Penisola -che maltrattano gli animali. Regole meno cruente, dunque, a Bassiano – borgo sui monti Lepini a sud della Capitale – dopo le diffide dell’Enpa e del Partito animalista europeo che ha visto accolte le proprie istanze dal prefetto di Latina, ricevendo però una bacchettata dal Questore, che ha concesso all’associazione di protestare il giorno della corsa, ma senza far chiasso. E per questo è stato a sua volta diffidato dagli animalisti.
«Ci presenteremo comunque a Bassiano – dice il presidente nazionale del Pae, Stefano Fuccelli – abbiamo inoltrato la richiesta di manifestare in concomitanza con la Corsa dei Porci domenica 31 luglio dalle 18: gli attivisti arriveranno da tutta Italia in maniera pacifica, anche se il questore ci ha vietato l’uso di megafoni e fischietti».

La Corsa dei Porci di Bassiano
dal Blog di Davide Maccagnan

PROTESTA BLINDATA – Gli animalisti protestano: «Ci hanno anche vietato di seguire il percorso della corsa, relegandoci in un angolo del paese». E’ un tentativo delle autorità, sostiene Fuccelli, «di vanificare la nostra protesta blindandola: noi non vogliamo fare sommosse, ma dissentire rispetto a quello che pensiamo sia un maltrattamento». E aggiunge: «Il questore è stato diffidato con urgenza dal nostro ufficio legale: ora dovrà rispondere entro la data della manifestazione se cancellare i divieti nei nostri confronti oppure confermarli motivandone la permanenza. E assumendosi tutte le responsabilità del caso».

«PORTATI A SPALLA? NON BASTA» – Lotta dura, dunque. Eppure agli animalisti dovrebbe piacere il risultato di aver quasi invertito i ruoli tra uomo e animale in occasione della corsa dei maiali. «La legge è anche più severa, – spiega il leader del partito -: gli animali non possono essere percossi, maltrattati o spaventati. Noi pensiamo che ci saranno dei problemi anche nel portare in braccio o spalla i maiali: ce la faranno i conduttori a sopportare il peso o vedremo ancora una volta gli animali scagliati a terra?». Solo domenica, dalle 18, si avrà la risposta nello svolgimento della corsa che mette in palio ben… due maiali. E anche sugli animali promessi in premio le polemiche non mancano, qui come nel resto d’Italia. Sarà colpa, forse, di questa estate della rinnovata sensibilità animalista, bussola per una miriade di gruppi e associazioni che han deciso di non farla passare liscia a quelle sagre e feste che ospitano gare in cui gli animali vengon maltrattati.

CENSIMENTO DELLE SAGRE E DENUNCE – Tra le associazioni più attive – molte sono collegate direttamente al ministero guidato da Michela Vittoria Brambilla – figura l’Anpana onlus (Associazione protezione animali natura e ambiente) che, tramite Facebook e non solo, si sta adoperando per censire tutte le manifestazioni più cruente in Italia, con l’obiettivo di contattare tutti i comuni «incriminati».
Spiega il legale della onlus, Maria Morena Suaria: «Abbiamo ricevuto 200 denunce solo per il palio di Ronciglione e ci tengo a precisare che, per evitare l’accusa di calunnia, cerchiamo prove su manifestazioni illegali e non autorizzate prima di agire legalmente». Ricorda poi l’avvocato «che la legge 189/2004 prevede l’autorizzazione della Regione o del ministero competente» per questo genere di sagre. E indipendentemente dai maltrattamenti, «chi non c’è l’ha può essere già considerato fuori legge». L’obiettivo dell’associazione è censire tutte le manifestazioni, chiedendo a Regioni e Ministero della Salute quali siano state autorizzate, «e andando perciò a colpire tutte le altre di cui vi sia prova di svolgimento, ma che risultano sconosciute agli enti preposti».

PARROCO INDAGATO NEL FOGGIANO – Intanto il ministro Brambilla premia le manifestazioni «cruelty free» – senza crudeltà verso gli animali, per dirla all’italiana – ma l’Italia continua ad uccidere in ossequio a tradizioni ormai insensate. Come testimonia quotidianamente il gruppo Facebook che segnala in rete inutili sacrifici nelle sagre da ogni regione, soprattutto in questi giorni ricchi di fiere e manifestazioni che hanno luogo da secoli.
Il lavoro di alcune onlus apre uno spaccato sul Paese visto dal suo lato meno edificante, dove nessuno è escluso dal compiere atti di violenza nei confronti di innocue bestie. «Nel foggiano – spiega ancora l’avvocato Suaria – ci sono un’intera giunta e il parroco rinviati a giudizio per maltrattamento di animali in relazione ad un palio dove corrono buoi e cavalli…». E che dire, allora, del maialino di Bassiano? Che oggi la cosa peggiore che gli possa capitare è di trasformarsi in un prosciutto, come accade a migliaia di suoi simili ogni giorno. E non tutti avranno il privilegio di correre ammantati con la bandiera italiana.

Michele Marangon
29 luglio 2011 15:13