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Non solo cavie nei laboratori: strage di asini, cavalli, suini e bovini

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Gli animalisti: sono geneticamente diversi dall’uomo, occorre cambiare metodo. Sempre più alto il numero di capi sacrificati alle esigenze scientifice. La Lav: esperimenti inutili e inefficaci

(corriere.it) ROMA – Cavalli, asini, bovini, suini, uccelli e pesci finiscono, sempre più numerosi, la loro vita in un laboratorio di vivisezione. Lo denuncia la Lav (Lega antivivisezione) commentando i dati relativi al numero di animali utilizzati in Italia per fini scientifici e sperimentali nel triennio 2004-2006.

I DATI DEL TRIENNO – Rispetto al triennio 2001-2003, segnala la Lav, in Italia è sensibilmente aumentato l’utilizzo a fini sperimentali di cavalli e asini (221 nel triennio 2004-2006 contro i 90 nel 2001-2003), suini (8.097 nel 2004-2006 contro i 6.840 nel 2001-2003) e bovini (2.795 nel 2004-2006 contro i 1.584 nel 2001-2003); si aggiunge un forte incremento del ricorso ad uccelli (90.493 nel 2004-2006 contro gli 85.651 nel 2001-2003) e pesci (45.418 nel 2004-2006 contro i 7.979 nel 2001-2003). Le specie più rappresentate continuano ad essere topi (1.664.294 nel triennio 2004-006) e ratti (820.143), seguono altri roditori (7.100) e conigli (32.314): animali largamente impiegati a causa del loro basso costo e perchè facilmente maneggiabili, piuttosto che per ragioni strettamente scientifiche.

NESSUNA RIDUZIONE – Nessuna tendenza progressiva nella riduzione del numero complessivo di animali utilizzati, come ci si aspetterebbe considerando che il quadro scientifico e legislativo europeo prevede la promozione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale: anche se esiste un lieve calo nel 2006, la «media» riguardante l’ultimo triennio è più alta di 282 animali rispetto alla media del precedente triennio, passando da 911.680,6 (2001-2003) a 911.962,3 (2004-2006), con un totale di ben 2.735.887 animali utilizzati nell’ultimo triennio, rinchiusi in gabbie, sfruttati per esperimenti di ogni tipo e soppressi.

«CAMBIARE METODO» – «Il dato numerico già di per sè allarmante – dichiara Michela Kuan, biologa e responsabile Lav settore Vivisezione – è fortemente sottostimato visto che non rientrano nelle statistiche invertebrati, embrioni, feti e animali utilizzati già soppressi. Quali informazioni predittive per l’uomo possono avere esperimenti condotti su cavalli, uccelli o pesci, geneticamente differenti dagli umani? Il mondo scientifico e istituzionale deve interrogarsi su questa contraddizione e porvi rimedio». (Agi)

13 novembre 2008