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LETTERA A VENDOLA DOPO LA VISITA AL CANILE DI NOHA

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canile di noha

CHI HA PERMESSO CHE AUSCHWITZ CONTINUASSE A SOPRAVVIVERE

 
 
Caro presidente mi permetto di scriverle ancora una volta e la decisione 
impellente mi deriva dalla visita che ho effettuato appena ‘sta mattina nel 
canile di Noha.
Un giro veloce, registrazione mentale attraverso occhi che diventano 
strumento equivalente ad una  macchina perché  se colleghi occhi , cervello 
e cuore immediato ed inevitabile è il crollo psicologico.
Il proprietario non mi ha permesso di fotografare i cani che ovviamente mi 
riprometto di immortalare alla presenza di un veterinario ASL, 
prossimamente.
Ma quello che mi sento di doverle comunicare con urgenza è una denuncia da 
farsi  alla politica ,alle istituzioni che negli anni hanno permesso la 
creazione e il mantenimento di tali obbrobri.
Il proprietario del canile di Noha, che si sente perseguitato e vittima di 
un ingiusto accanimento da parte degli animalisti, candidamente ha 
dichiarato che a suo tempo dovendo investire circa un miliardo delle vecchie 
lire invece di costruire tre villette decise per il canile . Le ragioni che 
si possono desumere  sono ovvie , e come lui molti altri imprenditori di 
questa  regione hanno fatto tali scelte.
Io li definisco imprenditori immorali che invece di ravvedersi negli anni e 
di capire di quanta sofferenza erano la causa, si sono rafforzati diventando 
personaggi temuti.
E arrivo al dunque: chi ha permesso che  Auschwitz continuasse a 
sopravvivere in tanti campi di concentramento di cani dislocati su tutto il 
territorio della regione Puglia?
Luoghi dove la stretta sorveglianza su 200, 500 1000, 2000 cani  serve solo 
a far vivere, nelle esclusive funzioni fisiologiche, il più a lungo 
possibile uno di questi,  perché fonte di guadagno .
La risposta è solo una : LA POLITICA , di conseguenza le istituzioni.
La politica ha conferito a questi luoghi di concentramento lo status di 
strutture istituzionali legalizzate, sottratte dal codice penale e ai comuni 
procedimenti giudiziari.
Non mi voglio dilungare perché lei già conosce la vergognosa realtà che c’è 
nella sua regione che governa al secondo mandato, ma mi sento in dovere in 
nome della lotta che la civiltà sta portando avanti a difesa dei diritti 
degli animali, di sollecitarla a convocare quel famoso tavolo tecnico che fu 
proposto dalla presidente dell’ENPA Carla Rocchi, perché ormai siamo giunti 
al capolinea.
Non è una questione che riguarda solo gli animalisti ma è una questione che 
riguarda la nostra società , il nostro modo di essere nel mondo, la nostra 
formazione culturale e civica.
Migliaia di persone oggi convivono con un animale da compagnia e l’impatto 
con queste realtà dei canili lager, di campi di concentramento, di sistema 
paramafioso, li sconvolgono nell’intimo , costituendo una seria minaccia 
alla loro salute, perché chi è sensibile, chi dell’empatia ne fa una risorsa 
personale, non può reggere alla vista di tali infamie perpetuate ormai da 
più di 20 anni  sui cani .
In attesa di un confronto in tempi brevi  per dare avvio a quanto stabilito 
nell’ultima riunione alla presenza dell’assessore alla salute Dott. ssa 
Elena Gentile ad un gruppo di lavoro interdisciplinare, porgo distinti 
saluti
 
 
prof.ssa Raffaela Vergine

La Toscanini