Home Argomenti Animali L’ITALIA VIETA GLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI PER PELLICCE

L’ITALIA VIETA GLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI PER PELLICCE

263
0
Link

L’ITALIA VIETA GLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI PER PELLICCE. LA COMMISSIONE BILANCIO DEL SENATO HA APPROVATO L’EMENDAMENTO DE PETRIS (LeU) E ALTRI VOLUTO DALLA LAV, CHE METTE AL BANDO GLI ALLEVAMENTI DI PELLICCE DAL PROSSIMO 1° GENNAIO! 

ENTRO IL 30 GIUGNO GLI ULTIMI 5 ALLEVAMENTI ITALIANI DI VISONI DOVRANNO ESSERE SMANTELLATI. 

LAV: UN RISULTATO STORICO, CHE AFFIANCA FINALMENTE L’ITALIA AI NUMEROSI STATI MEMBRI DELL’UE CHE HANNO GIA’ FATTO QUESTA SCELTA. UN RISULTATO OTTENUTO GRAZIE ANCHE A TUTTI GLI ITALIANI CHE NEGLI ANNI CI HANNO SOSTENUTO IN QUESTA BATTAGLIA DI CIVILTA’. IL NOSTRO PROSSIMO OBIETTIVO, ESTENDERE IL DIVIETO IN TUTTA L’UNIONE EUROPEA 

 

Dal prossimo 1° gennaio l’Italia mette al bando gli allevamenti di animali per produrre pellicce! Una grande vittoria per milioni di animali: la Commissione Bilancio del Senato, infatti, ha approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio 2022 (sintesi di una proposta di Legge della LAV presentata già dal 2011 e rilanciata con ben quattro mobilitazioni nazionali negli ultimi dieci anni), che la LAV ha proposto da diversi mesi anche nell’ambito dei Decreti governativi con misure anti-Covid, e che finalmente è stato accolto. 

Si tratta di un emendamento trasversale la cui prima firmataria è la Sen. Loredana De Petris (LeU, con altri suoi colleghi di gruppo) e sottoscritto anche dai senatori Croatti, Perilli e Maiorino (M5S), Giammanco (Fi), Unterberger (Svp) che permetterà di salvare anche i 7039 visoni riproduttori presenti a oggi negli ultimi 5 allevamenti in funzione fra Lombardia, Emilia-Romagna e Abruzzo, dopo che per tutto l’anno in corso l’attività era stata sospesa dal Ministro della Salute per prevenire la diffusione di Covid da e verso gli animali. 

““L’Italia è un Paese più civile, abbiamo messo la parola fine ad una industria crudele, anacronistica, ingiustificabile che non ha più motivo di esistere in una società dove il valore di rispetto per gli animali, in quanto esseri senzienti, è sempre più diffuso. – dichiara Simone Pavesi, responsabile Area Moda Animal Free – Oggi inizia una nuova epoca di civiltà nella quale i nostri figli avranno difficoltà a credere che un tempo gli animali venivano allevati per poi strappare loro la pelliccia. Il Parlamento ed il Governo hanno finalmente posto il sigillo istituzionale ad un cambiamento sociale radicato tra i consumatori italiani ed europei, e le principali aziende globali della moda che hanno fatto proprio e concretizzato questo valore tramite politiche commerciali fur-free”. 

Il provvedimento di divieto di allevamento è il traguardo finale di un percorso avviato in particolare lo scorso anno con l’inizio della epidemia di coronavirus SARS-CoV-2 anche negli allevamenti di visoni allevati per la produzione di pellicce.  

LAV aveva da subito monitorato l’evoluzione dell’epidemia e lanciato la campagna #EmergenzaVisoni al fine di rappresentare alle Istituzioni la necessità di vietare per sempre questi allevamenti, inaccettabili e insostenibili innanzitutto per gli animali e, poi, anche per la salute pubblica. (v. SCHEDA 4) 

Dopo un primo importante traguardo, l’Ordinanza ministeriale di temporanea sospensione degli allevamenti (ossia divieto di riproduzione dei visoni) sino al 31 dicembre 2021 e che, di fatto, ha consentito di evitare la nascita di 40mila visoni altrimenti destinati a diventare pellicce, nonché di ridurre significativamente il rischio di formazione di nuovi focolai dopo quelli già intercettati in 2 allevamenti, ora è arrivato il traguardo finale: il divieto per sempre agli allevamenti di animali per produrre pellicce. 

L’impegno di LAV prosegue: il nostro prossimo obiettivo sarà l’estensione del divieto agli allevamenti di animali per produrre pellicce in tutta l’Unione europea, visto che l’Italia si aggiunge oggi ad altri dieci Paesi comunitari che hanno già vietato questa crudeltà negli anni passati”, conclude Pavesi. 

 

21 dicembre 2021 

Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 3391748526 – 3290398535 – 3206770285 

 

 

SCHEDA 1 – Cosa dice la norma: 

  • DIVIETO dal 1° gennaio 2022 è vietato allevare, fare riprodurre in cattività, detenere, catturare o uccidere animali, di qualsiasi specie (non solo visoni), per il principale scopo di ricavarne pellicce. 

  • SMANTELLAMENTO Entro il 30 giugno 2022 i 5 allevamenti che attualmente detengo visoni ed altre 5 strutture che però sono senza animali, dovranno essere smantellate. 

  • INDENNIZZI Agli allevatori saranno concessi indennizzi proporzionati alla numerosità dei visoni presenti, un contributo del 30% del fatturato registrato nell’ultimo ciclo produttivo, ed un contributo a fondo perduto massimo di 10.000 euro per la copertura delle spese di demolizione dei fabbricati e degli impianti oppure di quelle sostenute per la ristrutturazione e riconversione in attività agricola diversa dall’allevamento di animali. 

L’indennizzo non potrà essere maggiore di 3 milioni di euro per allevamento. 

  • RICONVERSIONE ECOLOGICA Al fine di promuovere una riconversione ecologica, gli allevamenti potranno accedere ad un fondo complessivo di 3 milioni di euro dal Next Generation EU-Italia per l’avvio di impianti agri-voltaici e parchi agrisolari (Missioni M2C1 e M2C2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). 

  • ANIMALI Con Decreto del Ministero della Transizione Ecologica e dei Ministeri di Agricoltura e Salute, da emanare entro il 31 gennaio, saranno regolate le modalità di eventuale cessione, sterilizzazione e detenzione dei visoni in strutture preferibilmente gestite direttamente o in collaborazione con associazioni animaliste riconosciute. 

SCHEDA 2 – Gli allevamenti in Italia 

Oggi in Italia sono rimasti 5 allevamenti nelle province di Brescia, Cremona, Forlì-Cesena, Ravenna, L’Aquila e che complessivamente detengono 7.230 visoni “riproduttori”. 

 

Allevamenti attivi con ancora animali 

LOMBARDIA (2) 

BS 

Calvagese della Riviera 

3.373 visoni 

CR 

Capergnanica 

EMILIA ROMAGNA (2) 

FC 

Galeata 

2.773 visoni 

RA 

San Marco 

ABRUZZO 

AQ 

Castel di Sangro 

1.084 visoni 

 

 

Allevamenti attivi ma senza animali 

LOMBARDIA (3) 

BG 

Misano 

BS  

Montirone 

CR 

Capralba 

VENETO (2) 

PD 

Rovolon 

PD 

Villa del Conte 

 

 

Allevamenti che sono stati focolaio di coronavirus in Italia 

LOMBARDIA (1) 

CR 

Capralba 

Rilevato ad agosto 2020 

Abbattuti tutti i 26.200 visoni 

VENETO (1) 

PD 

Villa del Conte 

Rilevato a gennaio 2021 

Abbattuti tutti i 3.000 visoni riproduttori 

 

SCHEDA 3 – Il divieto di allevamento di animali “da pelliccia” in Europa 

L’allevamento di animali allo scopo di produrre pellicce è già stato vietato da numerosi Paesi in Europa e principalmente per motivazioni etiche e di benessere animale, poi anche come misura anti-Covid per evitare ulteriore diffusione del coronavirus Sars-CoV-2 e nuove varianti. 

Tra divieti vigenti o già approvati che entreranno in vigore a breve in area europea, molti Stati hanno già messo al bando gli allevamenti di animali “da pelliccia”: Regno Unito (dal 2000), Svizzera (2000), Austria (2004), Slovenia (2013), Repubblica di Macedonia (2014), Croazia (2017), Lussemburgo (2018), Repubblica Ceca (2019), Serbia (2019), Germania (2022), Belgio (2023), Irlanda (2022), Norvegia (2025), Estonia (2026), Francia (2026), Bosnia ed Herzegovina (2029). 

Durante l’epidemia di coronavirus l’Olanda ha anticipato a gennaio 2021 il divieto precedentemente fissato al 2024; la Svezia e la Danimarca hanno sospeso l’allevamento di visoni per tutto il 2021, la Danimarca ha già confermato proroga sospensione a tutto il 2022, mentre l’Ungheria, che non ha mai avuto allevamenti di visoni, ha disposto il divieto di importazione di visoni come misura preventiva contro la possibile delocalizzazione di allevamenti da altri paesi.  

SCHEDA 4 – L’impegno della LAV 

Da sempre la LAV si batte contro lo sfruttamento degli animali per la produzione di pellicce.  

Negli ultimi 10 anni LAV ha avviato 4 mobilitazioni nazionali (nel 2011, 2013, 2016, 2021) raccogliendo ogni volta un crescente consenso da parte della cittadinanza, e facendo presentare ad ogni inizio di nuova Legislatura proprie proposte di legge per la chiusura degli allevamenti di pellicce.  

LAV da tempo si confronta con il mondo delle aziende della moda nell’ambito delle politiche di Responsabilità Sociale di Impresa ed ha contribuito al raggiungimento di policy fur-free adottate da aziende moda come Armani, Gucci, Prada e retailer come Ynap Group. 

A ottobre 2021, LAV ha lanciato #VoceaiVisoni, una campagna di raccolta firme per chiedere la chiusura definitiva degli allevamenti da pelliccia in Italia. #VoceaiVisoni è il seguito della campagna #EmergenzaVisoni lanciata a metà 2020 quando, con il primo focolaio di coronavirus in un allevamento di visoni in Olanda, la LAV ha avviato un sistematico monitoraggio della evoluzione dell’epidemia tra questi allevamenti nel mondo (Europa e Nord America) e in Italia. 

Risultati della campagna #EmergenzaVisoni della LAV (maggio 2020 – settembre 2021) 

  • abbiamo scoperto e dato notizia del primo allevamento italiano di visoni focolaio del coronavirus (Capralba, Cremona); 

  • abbiamo documentato violazioni in allevamenti italiani alle minime norme di biosicurezza finalizzate ad evitare l’introduzione del coronavirus in questi allevamenti (a Cremona, Brescia, Padova); 

  • abbiamo pubblicato il rapporto Fashion Spillover, con una puntuale descrizione della evoluzione della epidemia tra gli allevamenti di visoni (evidenze scientifiche, risk assessment per la salute pubblica, dati sui test nei visoni, provvedimenti adottati dai governi di diversi paesi, ecc.); 

  • abbiamo ottenuto uno screening diagnostico obbligatorio (dato che da subito era emerso che i visoni sono prevalentemente asintomatici nella infezione da SARS-CoV-2); 

  •