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Mancuso e gli animali

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Vito Mancuso, LA VITA AUTENTICA, Raffaello Cortina Editore 

si parla di animali:

1) a pagina 27, citando testi dalle Sacre Scritture
“Uno afferma che Dio “in ogni vivente infuse il timore dell’uomo perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli” (Siracide 17, 3-4) (…) Invece nel Qohelet uomini e bestie vengono messi sullo stesso piano. Chi avrà ragione? si chiede Mancuso, senza sbilanciarsi

2) a pagina 165:
” E’ probabilmente meditando su questa logica talora così illogica al governo della storia, secondo cui il giusto spesso deve soffrire e qualche volta finire schiacciato, che l’ultimo libro del Nuovo Testamento arriva a parlare di “Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 13, 8), come se la creazione richiedesse del sangue innocente per venire in essere e rimanervi. Del resto, se si pensa al carico di dolore innocente che la vita comporta a tutti i livelli, a cominciare dalla nutrizione che impone la macellazione di milioni di animali da parte degli uomini e lo squartamento di un numero ancora maggiore di animali da parte degli stessi animali, si può veramente perdere l’equilibrio e maledire la vita come una orribile catena di sangue. Il fenomeno teologico-spirituale noto come gnosticismo è nato da qui, da questa ribellione dell’anima contro la dirs legge dell’essere, come da qui sono sorte molte forme di ateismo contemporaneo”.

CORRISPONDENZA TRA VITO MANCUSO E PAOLO RICCI

http://www.bighunter.it/Natura/ArchivioNews/tabid/220/newsid734/4822/Default.aspx 

 

Vito Mancuso

La scelta vegetariana come dimostra questo studio, risolve forse soltanto un problema morale ma non aiuta il pianeta, semmai provoca un enorme scompenso tra le risorse a disposizione e quelle consumate. Citando il teologo e intellettuale Vito Mancuso, ospitato qualche giorno fa da Corrado Augias nella sua trasmissione quotidiana, si tratta di capire ciò che sta alla base del nostro vivere che ci ha portato fino a qui:“la catena alimentare è fatta così e gli animali mangiano altri animali. “Se noi ci siamo potuti evolvere – ha sottolineato Mancuso – è grazie al fatto che ci siamo nutriti di carne, cosa che ha permesso al nostro cervello di svilupparsi come ha fatto”. Mancuso ha sottolineato la sacralità della vita, anche animale, “Quando mangio la carne ringrazio l’animale che è stato sacrificato”. Essenza della vita e anche della caccia.

Paolo Ricci

Vito Mancuso
Le parole che mi vengono attribuite sulla catena alimentare e l’evoluzione le riconosco come mie e le sottoscrivo anche ora, con l’unica distinzione che nel frattempo sono giunto alla scelta di non mangiare più carne (non sono però un vegetariano completo, perché al momento mangio ancora pesci e molluschi). Penso che l’evoluzione spirituale di un individuo debba giungere fino al superamento della catena alimentare e che la scelta vegetariana sia la via migliore e più nobile al riguardo. Però penso che essa vada presentata con dolcezza e senza fanatismi integralisti, i quali possono persino contenere una traccia non piccola di quella violenza che si intende combattere. 
Quanto poi alla caccia, essa non ha nulla a che fare con la catena alimentare ma è solo un gioco, un gioco sanguinoso per il quale non provo nessuna simpatia e che ritengo degno di una persona rispettosa della vita non praticare.
Un caro saluto,
Vito Mancuso

Paolo RICCI
 
Quello che colpisce, professore, è pensare ai vegetariani e ai vegani

come gente fanatica.

Fare questa scelta è dovuta all’imperativo categorico che opera in noi.

Noi scegliamo perchè qualcosa nel nostro intimo ce lo impone.

Non ce lo consiglia, ce lo impone. 

La stranezza è che chi rigetta la violenza verso gli esseri senzienti è un fanatico.

Chi la pratica è invece una persona a modo.

Ma Lei sa che una specie dominante su un pianeta si inventa di tutto.

Decide quello che è giusto o sbagliato per le altre specie.  

E poi lo impone facendolo ingiungere ai propri Dei.

Giorgio V che massacrava a fucilate un milione di animali all’anno 

è una persona per bene con la fissa della caccia

io che non uccido alcun essere vivente sono un fanatico con idee

integraliste. Io rompo. Lui no.

L’uomo che tortura i tori è un artista della corrida

io un povero deficiente con idee estreme.

Fuori dal mondo.

Però il mondo sta cambiando…

E vedo che anche lei sta cambiando…

e spero che lo faccia anche la Chiesa…

ma ce ne vorrà…

Tempo fa Le scrissi una lettera….forse se la ricorda…

Un caro saluto

Lettera di Paolo Ricci a Vito Mancuso del 2009

Ma voi cristiani veramente pensate di essere i soli abitanti su questo pianeta?

Dawkins nel capitolo The moral zeigeist del The God delusion annuncia i nuovi dieci comandamenti

dell’ateismo militante. Nel terzo comandamento scrive: “Tratta gli umani, i viventi non umani e il mondo in

generale con amore, onestà, fedeltà e rispetto” (pag. 298) Un comandamento che è – secondo la logica

elementare – un chiaro invito al vegetarianismo. Se scrive quello che intende bisogna chiudere i macelli e

vietare non solo la corrida. E ancora: “Il filosofo Peter Singer, in Liberazione Animale, è il più eloquente

avvocato dell’idea che dobbiamo indirizzarci verso una condizione post specista che contempli un umano

trattamento verso tutte le specie che hanno la capacità di apprezzarlo. Forse, questo modo di pensare indica

una direzione verso cui il Zeitgeist etico si indirizzerà nel prossimi secoli. Sarebbe una naturale

estrapolazione di altre riforme fatte in altri tempi come l’abolizione della schiavitù e l’emancipazione delle

donne” (pag.308)

Ho letto con attenzione Disputa su Dio e dintorni. Ho notato alcuni riferimenti al non umano fatti da Augias,

e uno fatto da Lei quando parla “di amore come simpatia per ogni frammento di essere: per l’essere

personale degli uomini, per l’essere impersonale del mare e del cielo, per l’essere a metà strada delle

piante e degli animali” (pag. 253-254). Augias è più chiaro quando racconta che voleva abbracciare uno

scimmione nello zoo (pag. 242) e quando chiede: perché Dio ha sterminato gli animali con il diluvio?

Perché lo ha fatto? Povere bestie innocenti, che male hanno fatto?

Già, che male hanno fatto?

Mi domando se Augias sa quanti animali muoiono ogni giorno su questo tragico pianeta.

Se non lo sa (e avrà voglia di leggere questa lettera) glielo dico io.

Nel mondo vengono uccisi a scopo alimentare: 170 miliardi di animali ogni anno; oltre 14 miliardi di

animali ogni mese; mezzo miliardo di animali ogni giorno; 19 milioni di animali ogni ora; oltre 300.000

animali ogni minuto; oltre 5.390 animali al secondo. Il numero di animali uccisi ogni 3 ore nel mondo per la

nostra alimentazione è pari al numero di abitanti dell’Italia. Nella sola Italia vengono uccisi per finire sulle

nostre tavole: 2 miliardi e mezzo di animali ogni anno; 225 milioni di animali ogni mese; 8 milioni di

animali ogni giorno. Prima assorbire i crudi fatti “deinde philosophari”.

Quando leggo la teologia cristiana ho sempre la terribile impressione che questo pianeta sia abitato solo da

umani. Da anime umane. E’ una impressione tremenda, perché questa visione del mondo ha fatto scaturire

oceani di sangue. Il monoteismo tout court è colpevole per la nostra odiosa weltanshaaung.

Va bene, non è il solo colpevole, ma colpe tremende le ha. E anche Lei, che ha una visione eretica

(peculiarmente eretica, direi da rogo alla Giordano Bruno) del cattolicesimo, raramente approda sulle

sponde dello strazio del non umano. O ci approda relativamente. Quando vi leggo ricavo sempre

l’impressione che è come se il pianeta sia abitato solo da umani con le loro anime immortali e non esista il

non umano (animali, i pesci, insetti, alberi, piante ecc…) o che sia relegato ai confini del nulla o

dell’insignificanza.

Una volta qualcuno mi ha raccontato una barzelletta riguardante un ebreo che arriva in paradiso e vede una

fortezza massiccia con grandi mura di pietra e chiede all’angelo che lo accompagna: “Ma chi c’è là dentro?”

E l’angelo risponde: “I cattolici, perché credono di essere soli in paradiso”.

Così sulla terra. Più uno legge i santi padri e più si convince che solo l’umano conta mentre il non umano è

relegato ai margini del nulla, come gli enti di Severino che dal nulla originano e nel nulla silenziosamente

ritornano. Per i cristiani, con dovute eccezioni, un randagio ha il valore di una lattina di birra schiacciata.

Sa una cosa, Mancuso? La panzana dell’anima immortale riservata a un sola specie e l’unicità della specie

umana sono stati gli atti più presuntuosi, più sconvolgenti, più ubrici della storia dell’umanità: hanno

distrutto masse di umani e non umani. Chi si è inventato la fandonia dell’unicità della specie andrebbe

fucilato come Ceausescu, in un cortile, senza nemmeno bendargli gli occhi.

In Italia ho vissuto poco, ma quando ero bambino vivevo in un casa romana a Prati, in Via Ciro Menotti 24.

Negli anni sessanta era un vecchio convento demolito e trasformato in un osceno abitacolo moderno. In

quella antica casa mio nonno Ettore spesso disquisiva con Don Cesare, un prete alto quasi due metri

appartenente all’ordine dei Pallottini, un baritono di 150 chili, concupito oscenamente da beghine e forse

anche da mia madre (una cattopagana classica: una di quelle che credono a Padre Pio, alla reincarnazione,

all’astrologia, alla Madonna addolorata e alla dea Iside allo stesso tempo). Ricordo, come fosse ieri, i due

che ragionavano su cristianesimo e animali davanti a un lucido tavolo di noce sul quale era posata, su un

centrino merlettato e bianco, una caffettiera d’argento ricolma di caffè ghiacciato. Fumo e caffè roba da far

schiattare il cuore.

Mio nonno venerava Schopenhauer e citava i Colloqui in ogni occasione. Io l’osservavo incuriosito mentre

imperversava sull’eunuco (così chiamava segretamente Don Cesare) e aveva sulle gambe il vecchio gatto:

Micio. E mentre disquisiva giocava con il felino agitando, infilato in una mano, un logoro Pulcinella.

Ricordo che una volta utilizzò il burattino per spiegare al prete, sbadigliante e indifferente, il concetto della

Will schopenhauriana: “Non c’è il vostro babbone personalizzato, sublimato, umanizzato,

antropocentrizzato nell’alto dei cieli, quella è una fandonia, una pia frode, un imbroglio voluto e non voluto,

non c’è il gentleman barbuto dei protestanti inglesi c’è solo la Will che muove le cose, la volontà cieca è il

noumeno, l’essenza secreta dietro l’apparenza, la cosa in sé kantiana, l’energia oscura e tremenda che tutto

muove…” e aggiungeva: “… vede Don Cesare; la mano che agita la marionetta è la volontà cieca,

magistralmente descritta da Schopenhauer, mentre il Pulcinella di stoffa, che copre la mano rendendola

invisibile, rappresenta le diecimila cose, gli enti, gli essenti, i cani di paglia di Lao Tze. Noi vediamo i cani

di paglia agitarsi, ma non vediamo la volontà cieca che – perversamente – li scrolla, che li dimena, che

scuote umani e non umani. Viventi e non viventi.”

Don Cesare ascoltava sorridente, indifferente e compiaciuto. Esprimeva con il ghigno quello che pensa la

stragrande maggioranza dei cristiani. Sorridendo voleva dire, con la sua spocchia curiale: “Cavaliere ma

perché ci scassa sempre i testicoli con questi stupidi animali?”. Mia nonna, cattolicissima, si preoccupava,

perché mio nonno, provocato oltre misura dal sogghigno pretesco a un certo punto dava di fuori

imbestialito. Ricordo che una volta levò il braccino di Pulcinella verso il soffitto (che rappresentava

l’Iperuranio, la volta del cielo) e gli fece dire in un napoletano approssimato, con un notevole accento

genovese (mio nonno era di Genova): “putive ricere ‘na parola pe ‘llore e nun le ritte….” “potevi dire una

parola per loro” e indicava Micio “e non l’hai detta”. Una sola parola. E non l’hai detta. E poi, vedendo Don

Cesare che continuava a sogghignare, cominciava una solfa tremenda e sostenuta d’invettive che spaziava

dagli gnostici (che amava) alle mille nefandezze della Chiesa per approdare a Qoélet (che rispettava) e a

Levitico 1; 1, 17 (l’odore della carne bruciata che allettava le narici di Jahvè), per imperversare sul Tempio

di Gerusalemme, che lui chiamava il negozio della macelleria di Abba- Jahvè provocando le reazioni della

mia maman che temeva che il prete, provocato oltre misura, si alzasse e ne andasse, come quasi sempre

accadeva. Ed era roba ilare. Irripetibile. Degna di Fellini. Roba da “8 e mezzo”. Nella filippica che sparava

davanti al pretone sbadigliante, mio nonno esprimeva la sua immensa avversione verso Agostino. Diceva

che la predestinazione e l’invenzione oscena della regione limbica per gli infanti erano trovate da eunuchi

pervertiti e che tutto l’apparato teologico cristiano era un imbroglio tremendo. una fregatura metafisica.

E chiedeva a Don Cesare che l’ascoltava con il solito sorriso beffardo: “ Mi dica lei se un Dio d’amore può

aver provocato le estinzioni di massa o un diluvio universale per quattro sodomiti?” Un’altra cosa che

detestava di Agostino era l’ossessione della rinuncia al sesso. Mio nonno amava smodatamente le donne.

Non era a livello di Papi (quello del karaoke con Noemi) ma poco ci mancava. E diceva sempre di

Agostino: “Prima se l’è spassata con le donne e poi come tutti i grandi puttanieri ha condannato il sesso. Ma

se ci levano anche quello, Don Cesare, che altro rimane?” E mica aveva tutti i torti! Ma Don Cesare esaltava

la castità e continuava a sogghignare e mio nonno si inviperiva; e, rosso in faccia per la collera, produceva

un torrente di invettive che facevano sbiancare mia nonna e mia madre. Un fiume in piena rimuginante

catari, inquisizione, crociate, persecuzione degli ebrei, ecatombe per la conquista dell’America, valdesi,

roghi delle streghe, guerra dei trent’anni, notte di San Bartolomeo, Giordano Bruno, genocidio croato, Pio

XII (che detestava con trasporto totale) e il silenzio sugli ebrei, per poi approdare alla pedofilia

raccomandandomi, davanti al prete sorridente e alle due donne pallide e imbarazzate, di raccogliere sempre

il sapone, durante la doccia dopo le partite di calcio organizzate dai Pallottini, con le ginocchia piegate e

mai con le gambe dritte. A quel punto mia nonna s’imbestialiva e mio nonno si alzava e se ne andava

trascinandosi dietro Pulcinella e Micio. E io lo seguivo perché amavo mio nonno, e lui mi diceva: “Ciocio

(così mi chiamava) un giorno tu anche dovrai difendere queste povere bestie!” E mi metteva Micio tra le

braccia. E io, nei miei limiti angusti, l’ho fatto. Devo dire che Don Cesare dopo i primi attacchi si era

preparato teologicamente per rintuzzare con risolutezza l’assalto di mio nonno. Quando Ettore cominciava

l’aggressione il prete utilizzava quattro tesi classiche per proteggersi. La prima era la privatio boni come

spiegazione del male del mondo. La seconda era quella che John Hicks, nel suo studio sulla Teodicea,

chiama “soul making” che faceva irritare mio nonno oltre ogni misura. La terza l’argomento di Tommaso

d’Aquino (domanda.XCVI della Summa teologica parte prima LXXXV- CII) riguardo il diritto naturale

(sic) nel massacrare gli animali. La quarta il sogno di Pietro in Atti 10: 9-16. Ora capisco perché mio nonno

s’imbestialiva. Allora non lo capivo, erano cose troppe complesse per un bambino.

La privatio boni in nuce? Se splende il sole c’è anche l’ombra. Se c’è il bene ha bisogno del male. E il male

è solo privazione del bene. Il male in natura non è voluto da Dio, ma il bene, che Dio vuole, contiene in sé

un elemento di Nulla e di privazione. Insomma, le forme del male presenti in natura – che sono

indirettamente volute da Dio – sono accompagnate dalle forme del bene – che sono direttamente volute da

Dio. Lo spiega Journet nel suo Le Mal . E se uno chiede agli agostiniani: ma questo orrore non potrebbe

essere più limitato? I santi uomini rispondono: sì, ma potrebbe essere anche più grande.

Incassa e porta a casa! Non si vince mai con i cristiani!

John Hicks invece dice un’altra cosa. Dice: tutto il mondo con il suo dolore, i suoi stermini, il suo male, la

sua tremenda sofferenza è una palestra per rafforzare i muscoli delle nostre anime. Quindi lo strazio animale

è parte del gioco. Corrida, macelli, vivisezione, sterminio delle foche e delle balene, tutto! Tutto per

rafforzarci i muscoli. Hicks dice che la sofferenza animale è “baffling” sconcertante (mio nonno la trovava

immonda) ma esiste per farci raggiungere the human apex, l’apice dell’evoluzione spirituale.

In ducati sonanti? Le galassie, il multiverso (con i suoi infiniti universi paralleli) sono lì per farci crescere

spiritualmente. Il mondo e le sue specie sono lì per far flettere i muscoli delle nostre anime e prepararci alla

beatitudine eterna. E sapete una cosa? Yeshua – Gesù da umile profeta ebreo è stato innalzato a livello di

ipostasi della trinità che riscatta l’intero universo! Non questo pulviscolo roteante perso nello spazio

immenso, ma l’intero universo!Come costruire su una casupola di legno un grattacielo di 120 piani!

E non aveva ragione mio nonno quando sentiva corbellerie del genere a dar di fuori?

E poi c’è Tommasone l’Aquinate che dice che è un diritto dell’uomo essere il padrone degli animali e le

piante. Che quello è l’ordine della natura. Che cacciare e massacrare è giusto perché il superiore ha diritto

sull’inferiore. E che l’uomo fatto a immagine di Dio può fare quello che vuole con le bestie perché sono

soggette al suo dominio. Insomma il cristianesimo risolve il rapporto con il non umano in termini nazisti.

Abbiamo una őbergeschlech (super specie) e delle untergeschlech (sotto specie), la őbergeschlech può fare

tutto quello che vuole alle untergeschlech perché è fatta a immagine di Dio e ha un’anima immortale. Mio

nonno sentiva questo e volava la caffettiera, tremava la casa, oscillavano le teste bronzee di Scipione e

Catone. E quando Cesarone citava il sogno di Pietro (Atti 10: 9-16) (con Jahvè che dice all’apostolo

ammazza, scanna e pappati tutto quello che vuoi); mio nonno paonazzo gridava: “E chi sarà mai questo

Pietro, la verità assoluta? E sa una cosa Don Cesare? Quel sogno era un sogno diabolico. Chi suggerì quella

roba era un fottuto demone!” Mio nonno tendeva verso lo gnosticismo, non lei professore! Enzo Bianchi

sbaglia. Lei non è uno gnostico ma un eretico col botto: il che Le fa molto, molto onore!

Vede Mancuso io non ho mai capito come la Chiesa possa restare silenziosa davanti alla distruzione del

pianeta, davanti ai massacri dei non umani, come possa ignorare l’odioso sterminio delle piccole foche, un

milione di esseri massacrati, la ributtante strage delle balene, condotte verso l’estinzione, e non si renda

conto che l’invito alla procreazione folle e incontrollata moltiplica lo strazio dei viventi su questo

disgraziato pianeta. Come è possibile che questi santi padri che si consumano d’amore per la propria specie

non trovino un grammo di compassione nei loro immensi cuori per ciò che non è umano? Le mi dirà che ci

sono eccezioni come Francesco d’Assisi, Pietro di Verona, Benedetto Labre, Isacco da Ninive, Gertrude di

Helfta, Cesare de Bus, Macario, Edmondo di Canterbury, Filippo Neri, Atanasio di Alessandria,

Bonaventura, Nicola da Tolentino, Caterina da Siena…ecc…ecc…. e io le conosco molto bene ma quelle

sono mosche bianche insignificanti davanti al monumentale, tetragono apparato teologico – ideologico

ecclesiale che ignora il non umano. Non capisco come la Chiesa non si renda conto di quello che facciamo

agli animali, alle foreste, alle piante concentrando tutta la sua attenzione sulla fandonia della specie

assassina (che si è espressa – attraverso la forma più avanzata delle sue civilizzazione: l’Occidente – con

milioni di morti ammazzati nel secolo passato: 50 milioni solo nell’ultima guerra mondiale) creata a

immagine sia del Dio della tomistica, del Jahvè monoteista trasformato nell’Abba amoroso di Gesù, sia di

quello che è dietro (si può dire così?) all’espansione del puntino cosmico primordiale, la singolarità del big

bang – che mi sembra sia il suo Dio.

Il nostro corpo e la nostra mente, lei dice, sono frutto di questa stupenda avventura. Ma dal momento

dell’espansione del puntino cosmico primordiale, la singolarità del big bang, (come dice Lei) ci sono stati

macelli incredibili, inenarrabili, estinzioni di massa nell’ordoviciano, nel devoniano, nel permiano, nel

triassico inclusa quella tremenda avvenuta 65 milioni di anni fa, nel cretaceo, che ha provocato l’estinzione

dei dinosauri. In queste cinque estinzioni che si conoscono fu obliterato circa il 70% delle totalità delle

specie viventi, e aver pensato – e lei non lo ha fatto – che questo fosse il disegno di un essere perfettissimo

sommo e onnipotente è qualcosa che mi fa sentir venir meno dallo stupore. Come possono aver pensato

teologi e filosofi una cosa del genere? Lei ha variato passando dal concetto dell’essere perfettissimo e

onnipotente della tomistica all’essere energia ma è approdato anche lei alla classica (e intellettualmente

misera) conclusione della specie riprodotta a immagine di Dio, che io trovo una cosa blasfema. Se c’è una

fonte misteriosa e divina che ha dato il via al processo dell’espansione cosmica attraverso il big bang penso

che l’ultima cosa che questa fonte abbia “desiderato” è quella di riprodursi in una particolare specie in un

qualche oscuro, insignificante pianeta. L’idea che questa energia cosmica si sia incarnata in questo stupendo

e desolato mondo è pura ybris antropocentrica, è tracotanza specista al cubo.

Io la vedo così: attraverso la storia tremenda dell’universo, tra i mondi infiniti che esistono e che non

conosciamo (considerando che solo nella Via Lattea esistono 125 milioni di galassie e 200 miliardi di

stelle) delle volte, in casi rari, anzi rarissimi, la coscienza di una specie si è sviluppata (come nel caso

nostro) a tal punto da far diventare quella specie dominante sul proprio pianeta; e raggiungendo, e spesso

superando, il nostro livello d’intelligenza questa specie (egemone nel proprio pianeta come lo siamo noi

umani sulla Terra) ha cominciato a pensare ed è inesorabilmente approdata all’idea che l’ego coscienziale

l’ego consciousness sia un’entità astratta separata dal cervello – e non un epifenomeno del cervello stesso –

e così facendo ha relegato il suo pensiero, la sua percezione delle cose, a un livello trascendentale,

sublimato, oltremondano. E perché ha fatto questo? Perché i viventi dotati di un ego coscienziale, gli essenti

pensanti, quando scoprono l’idea dell’annientamento, della morte, escogitano conseguentemente l’idea

bizzarra di essere immortali. Ma ogni mortale, come dice giustamente Heidegger del suo Dasein è “un

essere per la morte”. Neanche siamo nati e già si comincia a morire.

Ma mi domando, professore, non sarebbe stato meglio addentrarsi lungo il sentiero indicato da Shelling

nelle sue Ricerche filosofiche sull’essenza umana?

Shelling capovolge tutto. Comincia dal basso. Stravolge il sistema platonico e plotiniano delle emanazioni

dall’alto. Abbatte la via discendente da Dio. La stravolge. Spiega che tutta la creazione è un movimento

perpetuo e temporalizza Dio trasformandolo da un essere perfetto a una vita evolvente, proponendo una

teologia evoluzionista nella quale anche Dio, evolvendosi, si evolve nella mente degli uomini. E così

facendo, spiega il passaggio dal Dio guerriero Jahvè (come lo chiama Harold Bloom) al Dio d’amore di

Gesù di Nazareth, che altrimenti è totalmente incomprensibile. Mi dica lei cosa a che fare l’Abbà del Cristo

Gesù con il Dio di Giosuè 6,21 o quello di I Samuele 15; 2-3, o quello di Deuteronomio 13; 12-15, o quello

di Geremia 7;20? Che ha che fare il Jahvè degli stermini degli umani e dei non umani con il Dio amorevole

e mite di Yeshua – Gesù? Cosa?

La domanda che Le pongo è questa: perché vi è così impossibile aprirvi come tentò di fare Francesco –

incapsulato dalla tremenda teologia medievale – verso il non umano? Perché non riuscite a guardare oltre

l’ossessione angosciosa dell’anima immortale e l’eccezionalità della specie?

Ammiro il buddismo per due cose: per il rigetto della deità personale e la dottrina dell’anātman che nega

l’anima e serve a eliminare l’attaccamento al proprio ego, cancellando l’ossessione con l’immortalità, una

preoccupazione che i grandi mistici ritengono funesta in quanto lega e non libera dal mondo.

Se uno chiede ai grandi illuminati cosa accade dopo la morte, i saggi, che hanno acquistato conoscenza,

evitano la risposta quasi fosse una veste impestata. Taisen Deshimaru una volta rispose che mai nessuno è

tornato dall’Oltre e che quindi quella è una domanda deleteria.

Ma guai aprirsi verso il mondo non umano. Se ci apriamo verso il mondo e i suoi abitanti non umani apriti

cielo! La stragrande maggioranza dei cattolici non ci sente da quell’orecchio. Condanna.

Se legge le cose che scrivono Luigi Santambrogio e Messori rimarrebbe inorridito. Legga quello che

Santambrogio scrive su Libero (che oltre a difendere “papi che fa il karaoke” difende tutto il negazionismo

riguardante la responsabilità umana verso la sistematica distruzione del pianeta):

Le punte assurde a cui è giunta l’ossessione contemporanea per i diritti degli animali è il segno più chiaro

del desiderio di morte che affascina la civiltà occidentale. ….Dietro questa commozione spacciata a quintali

si nasconde il mostro di una nuova dittatura: quella del nulla tenebroso dove tutti gli uomini sono bigi

(i gatti già lo sono)… Occorre incrociare i movimenti animalisti per mettere a fuoco l’inganno. Il nemico

teologico di Peter Singere e Ralph Acampora? è lo specismo, una variante del razzismo, altrettanto

obbrobriosa fondata sull’assunto che anche gli animali soffrono, quindi sono uguali agli umani”

e incalza lacerato dalla preoccupazione del vorticoso aumento del vegetarianismo:

Tutto ciò ha forse a che vedere col vertiginoso aumento degli adepti del vegetarianismo.

Un italiano su 10 lo è, in 6 milioni hanno bandito la carne dalla loro alimentazione e le cifre ci dicono che

nel 2050 saranno 30 milioni. A scanso di equivoci faccio parte di quel 10 per cento, pure se considero

imbarazzante la compagnia dei verdurai…Alla scelta vegie o più estrema vegana sovente si aggiunge la

militanza animalista nella forma radicale. L’animalismo ateo (oggi dominante che detta regole alimentari e

comportamenti ambientali) si fonda infatti sulla negazione del senso religioso e dei suoi tre elementi:

ragione, libertà e mistero. Che vengono assassinati a vantaggio di un biologismo parascientifico che annulla

ogni differenza…E’ ideologia spietata. Ecc…ecc…”

Voilà: il vegetarianismo come il vero pericolo mondiale! Altro che le nucleari nord coreane di Kim Jong Il!

Messori, invece, in un pezzo dilettevole (ci vorrebbero Verdone o Sordi) sfodera un attacco al povero Duca

d’Edimburgo che ha un figlio, Carlo d’Inghilterra, che parla alle piante e spara ai cervi. Il pezzo è sublime:

Malgrado queste alleanze, non si creda però che il Fondo Mondiale per la Natura (le cui iniziali in inglese

sono appunto WWF) sia qualcosa “di sinistra”. Come tutti sanno, questa, che è la più potente e ricca

organizzazione ambientalista del mondo, è stata fondata da Filippo, duca di Edimburgo, marito della regina

d’Inghilterra e dal principe Bernardo d’Olanda. Nella sua direzione internazionale siedono alcuni tra i

maggiori petrolieri, industriali, finanzieri del pianeta. Singolare personaggio è soprattutto il “principe

consorte” Filippo, per anni in lotta con Edoardo, duca di Kent, per occupare il posto più prestigioso e

influente della massoneria di ogni continente: quello di Gran Maestro della Gran Loggia Madre di

Inghilterra. Vinto, alla fine, dal duca di Kent, Filippo, pur restando altissimo e attivo dignitario massonico, a

quell’impegno “coperto” ha deciso di affiancare quello più “scoperto” del Wwf.”

Se difendi il pianeta, quindi, sei parte del complotto giudaico – massonico – mondiale. Roba da “i protocolli

(verdi) dei savi anziani di Sion”

Poi Messori passa allo stupendo:

Come tutti i “verdi” coerenti, il duca di Edimburgo ce l’ha innanzitutto con l’uomo e ne vorrebbe, se non la

scomparsa, la drastica diminuzione. E’ nota la sua dichiarazione dell’otto agosto ’88 alla DPA, l’agenzia di

notizie tedesca: “Se rinascessi, mi piacerebbe essere un virus letale, per contribuire a risolvere il problema

dell’eccesso di popolazione”. E più volte ha ripetuto che il vero problema ecologico è il fatto che, nel Terzo

Mondo, ci siano più nascite che morti.”

Il consorte della regina trasformato in un ecoterrorista da “esercito delle 12 scimmie”!

Cinque miliardi di morti e il pianeta restituito alle bestie! Quando tocchi la procreazione illimitata tocchi

nervi scoperti. E poi un consiglio alle masse cattoliche sprovvedute:

Quei molti cattolici che in buona fede si aggregano a certi carri “verdi”, magari tirando in ballo il povero e

incolpevole san Francesco, non sanno che ci sia dietro a certe organizzazioni che pur sembrano tanto

benemerite.”

E forza diciamolo! C’è dietro il partito nazista di Himmler risorto! C’è la Waffen SS!

Altro che salvare il pianeta! Ilari e tremendi questi cattotaliban!

Come possa ancora un apparato teologico – ideologico di questa bieca portata sostenere l’urto del 21mo

secolo è per me fonte di pura meraviglia.

Una domanda professore: perché non fate qualcosa di umano e compassionevole e riconoscete gli animali

come esseri senzienti che hanno bisogno di rispetto e dite qualcosa, qualcosa di umano?

Solo un paio di parole sulla vivisezione, sugli orrori dei macelli, sull’infamia della corrida, sulla zoomafia,

sulla piaga dell’abbandono e il conseguente randagismo, sui maltrattamenti perpetrati verso esseri indifesi,

sul commercio infame di esseri viventi non umani, sugli stermini delle specie, sulla distruzione delle foreste

e degli alberi, sul massacro di un milione di piccole foche e sulla violenza inaudita verso le balene che

hanno raggiunto livelli di spaventosa carneficina, dite qualcosa di umano! Parlate! dite qualcosa di

compassionevole! Dite qualcosa anche contro la caccia oscena che la Destra promuove in questo paese!

Contro l’abbattimento degli uccelli migratori e il fucile consegnato ai poppanti! Elargite la vostra pietà che

riversate su un’unica specie anche verso le altre creature, fate come i luterani che dopo secoli di vergognoso

silenzio alla fine hanno dichiarato:

Questa è la confessione del peccato delle Chiese Tedesche Evangeliche fatto a Clamberg nel 1988:

Noi confessiamo davanti a Dio creatore degli animali e davanti ai nostri umani compagni che abbiamo

fallito come cristiani perché abbiamo dimenticato gli animali nella nostra fede. Abbiamo tradito la

missione di Gesù e non abbiamo servito i nostri fratelli ultimi, gli animali. Come pastori abbiamo avuto

paura di considerare gli animali nelle nostre chiese, come Chiesa siamo stati assenti davanti al travaglio,

al maltrattamento, allo sfruttamento dei nostri fratelli animali”.

Fate come Schweitzer un grande cristiano che curava i lebbrosi ma si prendeva cura anche degli animali e

che ha detto: se vedi un lombrico soffrire raccoglilo e salvalo. Seguite Enzo Bianchi che dice:

Occorre….cessare di mangiare tutto e non dimenticare che per poter mangiare carne occorre esercitare una

violenza e uccidere l’animale”. Fate come il grande cattolico, il filosofo pacifista Aldo Capitini che nelle

carceri fasciste salvava anche i pidocchi. Ritornate a Francesco liberato dalla nefasta gabbia teologica.

Apritevi verso gli altri viventi! Non restate nel vostro angusto ghetto mentale! Urlate contro il massacro

dell’Amazzonia! Dite qualcosa di compassinonevole! Ditelo!

Concludo con una storia, professore. E’ la storia dei fratelli Pandava, tratta dal Mahabharata.

Quando il loro itinerario terreno finisce i Pandava si avviano verso il cielo. Ma il loro karma è greve,

oppressivo e li ostacola nel loro cammino. Draupadi, la moglie che dividono, è una grande anima, ma anche

lei, a causa del karma negativo, esperimenta difficoltà nel trovare il sentiero divino. Alla fine solo uno dei

cinque fratelli, Yudhisthrita, trova la via. Nella sua peregrinazione il Pandava ha trovato un piccolo randagio

che l’ha sempre seguito e ora corre felice verso i sentieri celesti. Alla fine i due giungono alle porte del cielo

ma arcigni guardiani impediscono al cane di entrare. Urlano che agli animali è proibito l’accesso.

Yudhisthrita dice ai guardiani: “O entro con il mio cane o torno indietro. Se non lo lasciate entrare me ne

frego del paradiso e ritorno da dove vengo! ” I guardiani sono implacabili: il paradiso non è per gli animali.

Ne nasce una formidabile rissa e alla fine gli dei, disturbati dal clamore, intervengono e commossi dalla

storia lasciano entrare il cane. E Yudhisthrita e il suo randagio si avviano verso la Luce Infinita.

Paolo Ricci
Ilfracombe – Devon
Inghilterra.
05.06.2009.