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Per cani e gatti a Parma ora c’è l’ambulanza veterinaria: già 600 trasporti all’ospedale

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Settanta volontari che portano cani e gatti dal veterinario, aiutando anziani e persone fragili e puntando a un servizio h24

Ormai lo hanno capito anche loro. Che quando arriva quell’ambulanza con il logo blu e l’immagine di un cane e un gatto, bisogna andare dal medico. È l’
ambulanza veterinaria dell’Assistenza pubblica di Parma. E pur essendo nata da poco, ha già portato a termine e con successo oltre 600 interventi.

Il responsabile Maurizio Romanelli ne è orgoglioso: «Un servizio che mancava nel territorio e che si aggiunge agli altri della Pubblica – spiega -. La divisione dell’unità veterinaria è costituita da una squadra con un autista e due volontari. E complessivamente i volontari sono ben 70: basta dire che al primo corso che abbiamo avviato i candidati volontari erano 212». Anche il presidente dell’Assistenza pubblica, Maurizio De Vitis, è soddisfatto: «L’ambulanza veterinaria è uno degli ultimi due servizi che abbiamo messo in campo, sempre dedicato alle persone che hanno bisogno: prendersi cura di un animale domestico significa prendersi cura anche del suo amico umano. L’altro servizio che abbiamo realizzato in questi ultimi tempi è l’ambulatorio mobile, che si occupa delle persone fragili: ci siamo messi in sinergia con Seirs Croce gialla, Croce rossa e amministrazione comunale per dare una risposta il più completa possibile».

L’idea di istituire l’ambulanza veterinaria è di Maurizio Romanelli: «Nel 2022 abbiamo lanciato il progetto e piano piano siamo diventati operativi. Ai 70 che si rendono disponibili per questo servizio si chiede un turno alla settimana: dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’obiettivo – continua Maurizio Romanelli – è quello di raggiungere un servizio da h 24, sabato e domenica inclusi, per cui il prossimo step è la reperibilità continua, per coprire anche il sabato pomeriggio e i festivi, affinché il servizio possa rispondere tutti i giorni nei casi in cui un animale domestico possa aver bisogno del veterinario. Per il momento, comunque, siamo soddisfatti dei risultati che abbiamo raggiunto».

E se un cane, un gatto o un altro animale domestico ha bisogno del trasporto per andare all’ospedale o dal veterinario di fiducia, basta telefonare al numero 0521-224999. Certo, sono servizi programmati, ma al centralino c’è sempre qualcuno che risponde e l’intervento viene organizzato secondo le necessità nei tempi operativi. E la volontà di essere sempre pronti per aiutare i nostri amici a quattro e a due zampe c’è tutta. Al fianco di Maurizio Romanelli, ci sono infatti le volontarie e coordinatrici del servizio Doriana Zanichelli, anche autista della Tep, e Irma Oppici, che si occupano di organizzare i trasporti; Luca Zarenghi, medico veterinario in pensione. E la dedizione si intuisce dall’espressione dei loro volti. Non è difficile capire che il servizio di ambulanza veterinaria dell’Assistenza pubblica è oggi più che mai necessario: prima se un anziano o una persona senza patente doveva portare il proprio cane o gatto dal veterinario o in clinica doveva chiedere aiuto a conoscenti o chiamare il taxi, oggi invece basta telefonare al numero dedicato dell’unità veterinaria e il trasporto viene organizzato quanto prima.

«Sì, attualmente il nostro servizio di ambulanza veterinaria si rivolge solo maggiormente ai privati – conferma Maurizio Romanelli -, anche perché non c’è ancora un accordo con le istituzioni locali per la movimentazione di cani e gatti e di altri animali domestici. Il dialogo con le istituzioni e i vari enti è comunque aperto: il nostro intento è quello di aiutare anche gli animali meno fortunati, che non hanno una casa e una famiglia». Il servizio della Pubblica non è chiaramente completamente gratuito: per andata e ritorno da casa alla clinica – ambulatorio veterinario, per un percorso totale entro i 20 Km sono 20 euro, mentre per i luoghi più lontani, si pensi ai paesi dell’Appennino, sono 1 euro a chilometro. «Siamo una onlus – sottolinea Romanelli -. Non dobbiamo guadagnare sul servizio, ma adeguiamo le tariffe alle esigenze di sopravvivenza del servizio. Non dobbiamo pagare degli stipendi, perché siamo tutti volontari. Ma è anche chiaro che dobbiamo sostenere tutte le spese collegate all’attività, dall’acquisto dei mezzi divise e DPI, alle manutenzioni, carburante e quant’altro». Un servizio dedicato all’animale, ma allo stesso tempo alle persone: «È un servizio sociale – conclude Maurizio Romanelli -. Il cane o il gatto che vive in casa fa parte della famiglia e quindi tutelando la salute dell’animale si contribuisce al benessere dell’intera famiglia».

Le volontarie

Le ambulanze? Sono due: un’auto per il trasporto di piccoli animali e l’ambulanza vera e propria. All’interno, c’è il trasportino per i gatti, le lenzuola, la barella per i cani, il telo che viene usato in situazioni più complesse, l’ossigeno, il pulsossimetro per misurare l’ossigenazione nel sangue e le pulsazioni. Si aspetta la donazione di un monitor per misurare i parametri vitali. Negli sportelli superiori, ci sono le pettorine di tutti i tipi e di tutte le misure per rispondere alle esigenze di sicurezza e comfort, le museruole, i guinzagli, non manca il materiale per le medicazioni, per la sanificazione, i guanti e l’immancabile fisiologica. E proprio a fianco del portellone laterale, ci sono la rampa per i cani che non deambulano e l’indispensabile barella a cucchiaio.

I servizi sono davvero tanti. Negli ultimi tempi la squadra di volontari dell’ambulanza veterinaria dell’Assistenza pubblica ha soccorso un cane epilettico: «La proprietaria, una signora anziana, non aveva la patente – raccontano le volontarie – e non sapeva come portarlo al pronto soccorso. Così è arrivata la nostra ambulanza veterinaria: anche la signora è venuta con noi ed è poi rimasta tutto il tempo al pronto soccorso accanto al suo cane».

E ancora, il cane di un’altra anziana, che aveva urgentemente bisogno di una visita cardiologica. Servizi a Parma e provincia, ma anche nel vicino Appennino reggiano: «Sì, per una cagnolina che aveva bisogno di essere sterilizzata – proseguono le volontarie -. L’abbiamo portata in struttura alla mattina e al pomeriggio l’abbiamo riportata a casa. In strada Argini, invece, abbiamo fatto un intervento sul posto: un cane aveva fatto un brutto incontro, quello con un’ istrice, e aveva gli aculei persino negli occhi, per cui soffriva davvero tanto. Sul posto è stata chiamata anche la nostra ambulanza veterinaria: l’intervento in emergenza ha evitato che il cane perdesse la vista». Un servizio dietro l’altro: dall’alano al maremmano, fino ai gatti che non ne vogliono sapere di salire in macchina e di andare dal veterinario. Ma la dolcezza delle volontarie della Pubblica convince tutti: persino la piccola barboncina Viola che fa i capricci per le goccine negli occhi. «Insomma – chiudono le volontarie – più ci conoscono e più capiscono quanto il nostro servizio sia utile». 22 Maggio 2026

Fonte: gazzettadiparma.it