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PIEMONTE: DIVIETO DI CACCIA PER 13 SPECIE. CROLLO DEL NUMERO DEI CACCIATORI IN ITALIA

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Carlo Consiglio

PIEMONTE: DIVIETO DI CACCIA PER 13 SPECIE

Il 21 dicembre 2016 il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il disegno di legge n. 219 che prevede il regime di tutela per 13 specie di uccelli, quasi tutte cacciabili nella corrente stagione venatoria.

Le Associazioni Pro Natura Piemonte, LAC (Lega per l’abolizione della caccia) e LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) hanno espresso la loro soddisfazione per la decisione del Consiglio regionale. In dettaglio si tratta di fischione (Anas penelope), canapiglia (Anas strepera), mestolone (Anas clypeata), codone (Anas acuta), marzaiola (Anas querquedula), folaga (Fulica atra), porciglione (Rallus aquaticus), frullino (Lymnocryptes minimus),  pavoncella (Vanellus vanellus), moretta (Aythya fuligula), moriglione (Aythya ferina), combattente (Philomachus pugnax) e merlo (Turdus merula). Si tratta di specie generalmente poco diffuse nella Regione, di scarso interesse venatorio ed in alcuni casi a rischio di estinzione.

Il provvedimento della Regione ha ripristinato l’elenco delle specie cacciabili  preesistente prima dell’abrogazione della legge regionale n. 70/96, effettuata nel 2012 al solo scopo di impedire il referendum regionale contro la caccia.

C’è tuttavia anche il rovescio della medaglia. Durante la discussione in Consiglio Regionale è stato presentato dal Movimento 5 Stelle un emendamento, che avrebbe esteso il divieto di caccia anche a coturnice e fagiano di monte, altre due specie in evidente declino numerico ed a rischio di estinzione. La maggioranza del  Consiglio Regionale tuttavia, ancora fortemente asservita alle richieste del mondo venatorio, non ha avuto il coraggio di approvarlo.

Grande impegno per cercare di impedire l’approvazione della legge e per difendere le ragioni dell’estremismo venatorio è stato dimostrato dal gruppo di Forza Italia con in testa Gianluca Vignale. 

Le Associazioni esprimono comunque la loro intenzione di non fermarsi e di proseguire la loro battaglia a tutela della fauna selvatica. Battaglia di civiltà, contro una minoranza, i cacciatori, arroccata su posizioni anacronistiche e che antepone la difesa di interessi personali a quelli della collettività (LAC, LIPU, Pro Natura Piemonte, 21 dicembre 2016). 

CROLLO DEL NUMERO DEI CACCIATORI

I cacciatori italiani sono diminuiti di circa 180.000 in otto anni, inoltre hanno un’età media molto alta. Confrontando i dati ISTAT del 2007 (751.876) con quelli regionali del 2015 (579.252) si osserva un calo di circa il 20%. La proiezione del quadro tenendo conto dell’età media dei cacciatori ci dice che tra 5-10 anni questi dati saranno ancora più pesanti, con un calo che potrebbe aggirarsi tra il 50% ed il 70% (LIPU, dicembre 2016).

CONSIGLIONEWS 30
23 dicembre 2016