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Romania: bloccata la legge sulla soppressione massiva dei randagi.

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randagi rumeni

Paolo Ricci

Era il 14 settembre quando, in occasione della manifestazione di protesta tenutasi a Bucarest a cui hanno partecipato circa 3.000 persone, siamo stati informati che il Senatore Marinescu era riuscito ad ottenere l’appoggio di 30 senatori contrari alla legge sulla soppressione massiva dei randagi

 
 
Romania. La Corte Costituzionale blocca la legge sui randagi. Si esprimerà il 25 settembre. Nel frattempo ricordiamoci di quei piccoli eroi nascosti che salvano i cani in un territorio dove essere animalista è davvero difficile.

Grazie ad un ricorso presentato da 30 senatori appartenenti al Parlamento romeno, è stata per ora bloccata la legge che prevede l’eutanasia di massa per i cani randagi in Romania, votata trasversalmente settimana scorsa, sulla spinta emotiva generata dall’aggresione mortale di un branco di cani ai danni di un bambino. Legge immediatamente giudicata inutile e dannosa da più parti. Trasversale, comunque, è anche l’appartenenza politica dei suddetti senatori, i quali hanno presentato ilricorso alla Corte Costituzionale romena. Quest’ultima, avendolo accettato, ha di fatto bloccato la legge,  non ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Il motivo del ricorso risiede nella diversità tra il provvedimento votato settimana scorsa e quello in sospeso da almeno due anni. A diffondere la notizia, l’associazione Save the Dogs, che cita fonti di stampa. La Corte Costituzionale romena  giudicherà l’ammissibilità della legge che prevede l’eutanasia di massa per i cani randagi il prossimo 25 settembre.

Secondo altre fonti locali, piuttosto autorevoli, il blocco della legge (o meglio, l’accettazione del ricorso da parte della Corte Costituzionale), proverebbe anche uncambiamento avvenuto in questi ultimi giorni in almeno una parte dell’opinione pubblica e della forza delle pressioni di quest’ultima esercitate sulla politica.  Qualche considerazione:  gli ultimi avvenimenti dovrebbero indurre una riflessione in chi, a causa di una pur comprensibile rabbia, nei giorni appena successivi al voto di martedi scorso, ha invaso la rete di frasi come “Romania fuori dall’Europa”. E’ ovvio che una reazione emotiva, davanti ad un provvedimento legislativo così risolutivo e penetrante (anche nell’animo umano, per i suoi effetti), può starci. Però, a parte il fatto che se la Romania uscisse dall’Europa (ovviamente, non succederà), le speranze di cambiare le cose a livello strutturale in quel Paese si ridurrebbero praticamente a zero, è fondamentale tenere presente sempre e comunque che, in Romania, come in qualunque altro paese del mondo, vivono persone dall’animo buono e caritatevole, verso chiunque, animali compresi. Vivono persone che lottano,  che organizzano manifestazioni per difendere diritti che ritengono sacrosanti, inclusi quelli degli animali.

Queste persone, non vanno mai lasciate sole, perché se da qui è facile arrabbiarsi, “da lì”, è ancora più facile. Chi manifesta, spesso, si è dato da fare e ha salvato, chessò, 10 cani in una settimana, ma nello stesso lasso di tempo ne ha visti morire sotto i suoi occhi altri 100, magari in maniera orribile e  per i quali, materialmente, non ha potuto fare nulla. Quindi, se ci arrabbiamo “noi”, figuratevi quali possano essere i sentimenti di questi individui, che non sono altro che dei piccoli eroi nascosti agli occhi del mondo, dopo l’approvazione di una legge che sancisce l’eutanasia di massa, come se non bastasse previa rastrellamenti e che  potrebbe facilmente colpire gli stessi cani salvati dai piccoli eroi di  cui sopra, reinseriti sul territorio in luoghi e condizioni migliori. Nella stragrande maggioranza dei casi, tra le altre cose, sono persone che certo non navigano nell’oro, il che rende i loro gesti ancora più preziosi. Rabbia o non rabbia, è doveroso ricordarsi sempre di loro.

Lamento Rumeno Onlus