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GUANTANAMO, TECNICHE DI TORTURA PRATICATE DA MAO

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Marco Bardazzi

(ansa.it) WASHINGTON – Il Pentagono ha usato a Guantanamo tecniche di interrogatorio sviluppate nella Cina comunista di Mao e usate, negli anni ’50, per fare il lavaggio del cervello ai prigionieri di guerra americani in Corea. I metodi usati mezzo secolo fa sui piloti catturati vengono da tempo considerati dagli Usa forme di tortura, ma soprattutto lo stesso ministero della Difesa da decenni ha stabilito che chi ne e’ vittima è pronto a fare confessioni del tutto inaffidabili. Le nuove rivelazioni su Guantanamo, emerse in un’audizione in Congresso e rilanciate dal New York Times, escono mentre l’America continua a riflettere non solo sul futuro della prigione militare più contestata al mondo, ma più in generale sui metodi usati nei primi anni della guerra al terrorismo dall’ amministrazione Bush.

E’ il caso per esempio del waterboarding, l’interrogatorio con affogamento simulato che la Cia ha ammesso di aver usato tra il 2002 e il 2003 su almeno un paio di presunti leader di Al Qaida, Khalid Sheikh Mohammed e Abd al Rahim al Nashiri (non a Guantanamo, in questo caso, ma nelle prigioni segrete dell’agenzia d’intelligence). Il magazine Vanity Fair ha offerto ai lettori l’esperienza diretta di un proprio collaboratore eccellente, lo scrittore e polemista Christopher Hitchens, che si è sottoposto al waterboarding in una località segreta in North Carolina. Dopo pochi secondi di trattamento da parte di ex membri delle Forze Speciali, Hitchens ha bollato la tecnica come "una tortura" e ha pubblicato sul sito web di Vanity Fair non solo il resoconto scritto, ma anche un videoracconto dell’impresa.

Il waterboarding non risulta tra le tecniche ‘cinesi’ impiegate dal Pentagono, ma è uno dei metodi estremi di interrogatorio che nel corso degli anni i militari americani hanno usato in un programma noto come SERE (Survival, Evasion, Resistance, Escape). In pratica, il programma serve ad addestrare gli uomini delle Forze Speciali a resistere alle peggiori angherie che possono subire se vengono catturati. Un esperto militare che ha voluto mantenere l’anonimato ha riconosciuto quelle stesse tecniche nei giorni scorsi, quando in un’audizione al Pentagono sono stati dettagliati i metodi usati per convincere i presunti terroristi a collaborare. Ulteriori indagini del New York Times hanno portato a scoprire che in pratica l’intero programma è stato copiato, passo per passo, da uno studio del 1957 dell’Air Force realizzato interrogando ex prigionieri di guerra americani che erano finiti nelle mani di aguzzini cinesi, durante la guerra di Corea.

Le tecniche di privazione del sonno, obbligo di restare in piedi per lungo tempo e umiliazioni varie erano state ricostruite 50 anni fa da un esperto, Alfred Biderman, per permettere al Pentagono di sviluppare programmi di addestramento che aiutassero a resistere agli stessi metodi e a quello che veniva generalmente etichettato come il "lavaggio del cervello" Il SERE è nato da queste premesse, ma ora emerge che un intero programma nato per addestrare i militari americani è stato tradotto, parola per parola, nel manuale di interrogatorio per i presunti terroristi. "Cio che rende sorprendente questa circostanza – ha commentato il senatore democratico Carl Levin, presidente della commissione Forze Armate del Senato – è il fatto che si trattava di tecniche usate per ottenere false confessioni. Si dice spesso che abbiamo bisogno di informazioni d’intelligence, ed è vero. Ma non abbiamo bisogno di informazioni false". Anche Hitchens, nel dettagliato racconto del waterboarding cui è stato sottoposto, ha sottolineato che non può che sorprendere che vengano usate "tecniche cui gli americani erano stati addestrati a resistere, non a infliggere". Secondo lo scrittore, un sostenitore della linea dura contro il terrorismo, il waterboarding si spinge troppo oltre. "La bugia ufficiale – ha affermato – è che questo trattamento ‘simula’ la sensazione di affogamento. Non è vero. Ti sembra di affogare perché stai effettivamente affogando".