Home Argomenti Armi Guerre e Terrorismo Proteste La denuncia di una Ong americana: “Le proteste nei campus universitari Usa...

La denuncia di una Ong americana: “Le proteste nei campus universitari Usa pagate da finanziatori cinesi”

28
0


Secondo il Network Contagion Research Institute, il vero obiettivo non sarebbe combattere Israele ma destabilizzare gli Stati Uniti.
NEW YORK — C’è anche la Cina dietro chi finanzia e fomenta le proteste nelle università americane su Gaza. Non tanto, o non solo, per attaccare Israele, ma più in generale per seminare il caos negli Stati Uniti e l’instabilità nel blocco occidentale. La denuncia viene da un rapporto del Network Contagion Research Institute, che documenta le relazioni tra diversi gruppi impegnati nelle manifestazioni ed emissari di Pechino.
Lo studio di 32 pagine si intitola “Contagious Disruption: How CCP Influence and Radical Ideologies Threaten Critical Infrastructure and Campuses Across the United States”, ossia come il Partito comunista cinese e le ideologie radicali minacciano infrastrutture e campus negli Usa. Secondo l’organizzazione non profit americana dedicata alla disinformazione, il testo «analizza attività e connessioni estere del movimento “Shut It Down for Palestine (SID4P)” sin dalla sua formazione nell’ottobre 2023. Esamina l’uso di proteste, azioni dirette e sofisticate campagne mediatiche, per promuovere narrazioni anti-americane e anti-israeliane, online e offline. Inoltre evidenzia il coinvolgimento di una rete collegata al Pcc, che finanzia organizzazioni mediatiche anti-establishment e movimenti di attivisti come SID4P».

Il rapporto scende nei dettagli, facendo nomi e cifre. SID4P funziona come ombrello di vari gruppi impegnati nelle proteste come The People’s Forum, Answer Coalition, International People’s Assembly (Ipa), Al-Awda, National Students for Justice in Palestine (Nsjp), Palestinian Youth Movement (Pym) e Palestinian American Community Center NJ (Pacc). Tutti ricevono contributi dal Singham Network del milionario americano Neville Roy Singham, accusato di essere strumento del governo cinese.

«SID4P ha legami con gruppi estremisti che abbracciano politiche violente e la risoluzione del conflitto israelo-palestinese con un solo Stato. L’aumento dell’azione diretta, mirata a infrastrutture e spazi pubblici, è in parte guidata da organizzazioni connesse al Pcc. Anche se nominalmente concentrate su Israele, le proteste sono meglio intese come iniziativa ben finanziata per promuovere un’agenda rivoluzionaria, antigovernativa e anticapitalista, con gruppi che fungono da strumenti versatili per le entità straniere ostili agli Usa. I metodi esacerbano le tensioni sociali, polarizzano le generazioni più giovani e cercano di destabilizzare le istituzioni americane. Queste organizzazioni persisteranno nell’incitamento dei disordini durante tutta l’estate del 2024 e nel periodo precedente alle presidenziali americane».

Il rapporto rivela che «la sera del 30 aprile 2024, oltre cento attivisti si sono riuniti al People’s Forum. Hanno fatto appello ai manifestanti della Columbia per ricreare i disordini associati all’estate del 2020. Quattro ore dopo, la Hamilton Hall è stata occupata». La polizia è poi intervenuta a sgomberarla, rivelando che circa metà degli arrestati non erano studenti.

«Quattro gruppi sono organizzazioni di attivisti filopalestinesi, con almeno due, Nsjp e Al-Awda, noti per i legami con formazioni terroristiche designate dagli Usa. Oltre a Nsjp e Al-Awda, tra i sostenitori di SID4P c’è Samidoun, affiliato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, definito come organizzazione terroristica da Usa, Germania e Israele».

Secondo il rapporto, «People’s Forum, Ipa e Answer fungono da canale attraverso cui entità del Pcc hanno cooptato l’attivismo filo-palestinese Usa, portando avanti un’agenda antiamericana, antidemocratica e anticapitalista. Fanno parte di una rete collegata da stretti rapporti finanziari e ideologici con Neville Roy Singham e sua moglie Jodie Evans, coppia di potere nel movimento globale di estrema sinistra legata al Pcc. Dal 2001 al 2008 Singham è stato consulente di Huawei. Ora vive a Shanghai, dove condivide la sede con Shanghai Maku Cultural Communications, società di propaganda cinese concentrata sul sud globale. Secondo un’inchiesta del New York Times, i suoi “legami con la macchina propagandista risalgono almeno al 2019, quando ha avviato un’attività di consulenza con partner cinesi attivi nell’apparato”».

I gruppi di SID4P collegati a Singham «mostrano sovrapposizioni fiscali, indicando un sostanziale sostegno finanziario. Tra il 2017 e il 2022, il People’s Forum ha ricevuto sovvenzioni per oltre 20 milioni di dollari dal Goldman Sachs Philanthropy Fund», ritenuto «un centro di compensazione del denaro oscuro» finanziato da Singham. Altri gruppi hanno ricevuto e distribuito aiuti economici. Secondo Jonathan Schanzer, vice presidente della Foundation for Defense of Democracies, «l’obiettivo di Pechino non è solo Israele, che osteggia in quanto alleato degli Usa, ma da cui vuole comprare tecnologia. Lo scopo è soprattutto seminare il caos negli Usa per indebolirli e incrinare le loro alleanze». 18 MAGGIO 2024
Fonte Link: repubblica.it