Home Argomenti Armi Guerre e Terrorismo IRAQ: FERMATA RAGAZZINA-KAMIKAZE CON CINTURA ESPLOSIVA

IRAQ: FERMATA RAGAZZINA-KAMIKAZE CON CINTURA ESPLOSIVA

55
0
Link

Stefano de Paolis

(ansa.it) BEIRUT/BAGHDAD – In Iraq, il terrore si nasconde sempre più spesso sotto le lunghe vesti nere delle donne e, ora, anche di quelle molto giovani: una ragazzina con indosso una cintura esplosiva è stata fermata a Baquba dalla polizia che, poco prima, aveva bloccato un’attentatrice suicida, forse la madre. Ha 13 anni, hanno affermato fonti americane. Altre fonti dicono 15. Di certo aveva indosso una carica esplosiva di oltre 10 kg, e dei fili elettrici che spuntavano da sotto l’abaya, la lunga veste delle donne devote. Ma non aveva il capo coperto dal velo. La polizia irachena ha diffuso il filmato del suo arresto, che non è apparso molto concitato.

Fonti della sicurezza hanno affermato che si chiama Raniya, e che è stata data in sposa alcuni mesi fa ad un suo parente, nel villaggio Abu Karma, nei pressi di Baquba, capoluogo della più violenta provincia irachena, Diyala. In una irruzione nella sua abitazione sono state poi trovate altre cinture esplosive, e sono arrestate la madre e tre cugine, apparentemente pronte a loro volta a farsi saltare in aria tra la folla, secondo quanto ha affermato un colonnello della polizia locale, Ali Mandalawi. Altre fonti hanno riferito che il padre di Raniya, Ibrahim Matlab al Taie, è morto due anni fa, facendo detonare la sua cintura espolosiva nel consiglio municipale di Abu Saida, e uccidendo così otto persone. Da mesi la provincia di Diyala ha il triste primato di attentati compiuti da donne. E il fenomeno è in crescita costante. Nel 2007 sono stati in tutto otto. Quest’anno sono stati già 35, secondo fonti militari Usa. L’esercito iracheno e le forze di polizia sono corse ai ripari arruolando un certo numero di donne da impiegare in particolare nelle perquisizioni femminili ai posti di blocco e altre si sono volontariamente unite ai cosiddetti Consigli del Risveglio, i comitati popolari anti al Qaida, per essere impiegate in operazioni anti-terrorismo. Ma il fenomeno delle aspiranti kamikaze sembra comunque essere inarrestabile.

"Molte delle attentatrici suicide sono giovani donne, sole e disperate, con scarsa educazione e senza risorse economiche. Terreno fertile per essere reclutate, magari esortandole a vendicare il padre, o il marito, o un figlio ucciso dalle forze Usa o dalla polizia", afferma Soja Kadduri, del consiglio provinciale di Diyala. Una analisi che sembra rispecchiare lo spot contro il fenomeno che da alcuni giorni viene trasmesso da diverse Tv irachene. Vi si vede una giovane donna velata, vestita di nero, che si lamenta di di non avere lavoro e famiglia. Poco dopo appare un uomo che l’accoglie a braccia aperte e poi, la donna che cammina in un mercato e, in primo piano, lo stesso uomo che ride, con un telecomando in mano. Un istante prima della prevedibile esplosione, lo spot ricomincia e si vede la donna che viene accolta da una famiglia irachena nella propria casa e la donna che si prepara ad andare all’università e a cominciare "una nuova vita".