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CORREGGIO: INTRODUZIONE ALL’ARTISTA

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Antonio Allegri detto il Correggio (Correggio, 14895 marzo 1534) è stato un pittore italiano.
Nacque nella cittadina emiliana, nell’attuale provincia di Reggio Emilia, da Pellegrino Allegri e da Bernardina Piazzoli degli Ormani.

Uno degli elementi fondamentali dei dipinti del pittore è la luce, cui più volte l’artista ha attribuito il ruolo principale della composizione, declinata secondo un chiaroscuro morbido e delicato considerato uno dei punti di non ritorno della pittura, capace di influenzare movimenti artistici tra loro diversissimi come il barocco di Giovanni Lanfranco e Baciccio e il neoclassicismo di Anton Raphael Mengs.

Mantova avrebbe appreso la resa prospettico-illusionistica. La sua formazione dopo una fase di semplice apprendistato, si svolge dalla prima determinante esperienza dell’ambiente mantovano, con l’illusionismo prospettico del Mantegna e il garbato classicismo del Costa, ai successivi arricchimenti forniti dalla conoscenza dello sfumato leonardesco e dal tonalismo del Giorgione, dallo studio di Raffaello; mentre nella maturità artistica riesce a creare uno stile personale che avrebbe poi posto le basi per una pittura rivoluzionaria.
Successivamente, forse con il passaggio a Mantova di Leonardo da Vinci, Correggio venne profondamente influenzato dallo stile dell’artista toscano, da cui riprese la delicatezza della tecnica dello sfumato, anche se nelle sue opere la morbidezza del colore mostra influssi anche dell’arte di Raffaello e del primo manierismo centro-italiano, anche se secondo Giorgio Vasari l’artista emiliano non fu mai a Roma.

A Parma, in cui dipinse nel soffitto un pergolato con tondi di ghirlande da cui si affacciano dei putti, mentre nella zona inferiore inserì delle lunette a monocromo con bassorilievi anticheggianti, con un chiaroscuro tenue e vibrante.
L’anno successivo decorò l’abside e la cupola della Chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma, di cui oggi restano solo la decorazione della cupola, con la Visione di san Giovanni a Patmos e la figura di apostolo nel transetto sinistro, mentre dell’Incoronazione della Vergine rimane solo un frammento nella Galleria nazionale di Parma. Nella cupola usa lo sfondato, cioè simula un cielo aperto con le monumentali figure degli apostoli a fare da corona, seguendo il perimetro della cupola, al Cristo sospeso a mezz’aria. Il tono cromatico forte e violente accresce la suggestione della scena, a questi affreschi si ispirerà tutta la successiva pittura barocca.

Stipula il contratto per la decorazione del coro e della cupola della cattedrale di Parma nel 1522 e si stabilisce in questa città. Nella cupola è la scena dell’Assunzione della Vergine in cui una moltitudine di angeli a cerchi concentrici accompagnano l’ascesa della Madonna su un cielo nuvoloso, qui le figure perdono la individualità, diventando parte integrante di una grandioso scena corale, esaltata e maggiormente unificata dall’uso di tinte chiare, leggeri e fluenti che creano un continuo armonico fino al punto di volta.

Tra il 1527 e il 1528 realizzò la Pala della Madonna di san Gerolamo detta Il Giorno (oggi a Dresda), costruita sulla linea orizzontale che parte dalla testa del santo a sinistra e passa per tutti i volti dei maggiori protagonisti della scena.

Tra il 1524 e il 1527 eseguì la tela con Giove e Antiope, oggi conservata al Louvre. Fose in pendant con L’educazione di Amore della National Gallery di Londra, che rappresenta l’Amore celesta, mentre questa tela rappresenta l’Amore terrestre, forse le tele sono state realizzate per il conte mantovano Nicola Maffei, nella cui casa si trovavano nel 1536.

Tra il 1529 e il 1530 realizzò l’Adorazione dei Pastori (oggi a Dresda), di ambientazione notturna (nota come La Notte)e costruita su le linee oblique che si incontrano ad x nel punto luminoso interno al dipinto costituito dal Bambino, da questo punto partiranno le ricerche sulla luministica dei Carracci.

Dal 1530 Correggio eseguì le quattro tele con Danae, Leda, Io, e Gaminmede del ciclo con "Gli amori di Giove" per Federico II Gonzaga.

Opere [modifica]

Fonte: WIKIPEDIA