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“Correggio come Leonardo e Michelangelo” Domani ‘prima’ di Fo al Parco ducale

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Il premio nobel  ha presentato alla Casa della musica il suo spettacolo Correggio che dipingeva appeso al cielo, in calendario domani e dopodomani per la rassegna Sotto il cielo di Parma: "Peccato per certi politici ottusi e per la televisione che ci snobbano, noi andiamo avanti comunque"

MARCO SEVERO

(parma.repubblica.it) Lo chiamano tutti "maestro" ma il primo a voler imparare è lui. Nel tragitto tra hotel e Casa della musica, esempio, ha inserito dieci nuove immagini nel suo spettacolo. Così, d’embleé: "Si è fatto rapire dalle suggestioni del battistero, del duomo, del centro storico" racconta Felice Cappa, il suo regista. Anche così Dario Fo ricostruisce l’universo di Antonio Allegri, che racconterà nello spettacolo Correggio che dipingeva appeso al cielo: domani e dopodomani in prima assoluta al Parco ducale, per la rassegna Sotto il cielo di Parma.

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Correggio ridipinto dal nobel

"Senza il contesto storico e sociale, senza il fondale umano sui cui i grandi artisti si mossero – dice il nobel per la letteratura – non metteremo mai davvero a fuoco l’opera dei geni dell’arte italiana". Bene quindi anche le passeggiate per Parma, i libri non sono mica tutto. Servono anche occhi aperti e curiosità viva.

Correggio l’anticonformista – E a 84 anni il "maestro" non smette di guardarsi attorno. Dopo aver raccontato Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Mantegna, Giotto, Caravaggio, Dario Fo ridà spessore esistenziale a Antonio Allegri in arte Correggio. Alla Casa della musica è venuto per presentare il monologo che ne ripercorre la vita. Fo l’ha tratto dal libro omonimo, edito da Franco Cosimo Panini e curato da sua moglie Franca Rame: Correggio che dipingeva appeso al cielo, appunto. Insieme al premio nobel, con l’assessore comunale alla Cultura Luca Sommi, il produttore Mauro Dazzi e l’editrice Teresa Panini accompagnati dal regista Cappa. Ha impiegato dieci anni, il "maestro", per studiare il Correggio. Ne è venuto fuori il ritratto di un innovatore, di un anticonformista della pittura Cinquecentesca che poteva stare benissimo accanto a Leonardo e Michelangelo. Di un artista che non temeva di contaminare le rappresentazioni sacre con elementi di paganesimo e gioioso erotismo. Non per nulla Rame e Fo hanno messo in copertina, nel volume sull’Allegri, un dettaglio assai poco celestiale della cupola del duomo di Parma: un nudo visto dal basso, una zoommata sulle parti intime d’un personaggio dell’Assunzione della vergine, ritratto con le gambe spalacante e tutto ben bene in mostra. "Quel particolare venne per secoli nascosto – spiega Fo – lo abbiamo scelto anche per esaltare il rapporto fra Correggio e la censura".

Politici ottusi – Il potere, a proposito. Le gerarchie e l’ordine costituito. "Raffaello per esempio – ricorda il drammaturgo – è sempre stato descritto come un bravo ragazzo, mite. E invece era uno che si incazzava, che non esitava a scagliarsi contro il papa perchè questi aveva deciso di far divellere i sampietrini dalle strade". Stesso discorso vale per Correggio. Sotto la crosta della vulgata, a voler grattare, c’è un materia viva da narrare. E’ il dato umano a interessare Fo, propedeutico alla comprensione di quello artistico. Per Leonardo come per Giotto, per Michelangelo come per Mantegna. "E pazienza – accenna polemico il premio nobel – se la televisione e i politici non lo capiscono". Anni fa chi esortò il "maestro" a portare in scena Correggio gli promise anche una copertura mediatica: "Ora invece la tv non pare più essere interessata, eppure i miei ultimi spettacoli in video sono stati seguiti da milioni di spettatori" argomenta. "La gente – prosegue l’artista – ha voglia di sapere, di conoscere e solo alcuni politici ottusi stentano a comprenderlo". Forse anche a loro servirebbe passeggiare di più.

(22 giugno 2010)