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E’ MORTO LO SCULTORE PIETRO CASCELLA

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(ansa.it) ROMA – E’ morto a Pietrasanta lo scultore Pietro Cascella, nato a Pescara nel 1921. Lo annuncia il ministro dei Beni culturali Alessandro Bondi, che era suo amico e era stato suo collaboratore. "Con la scomparsa di Pietro Cascella, straordinario uomo e artista, mi viene a mancare una guida paterna e un punto di riferimento insostituibile – dichiara Bondi – La sua grande umanità e la sua arte hanno segnato la mia vita. L’unico rammarico è che nel mio impegno ministeriale non mi possa essere vicino con i suoi consigli e le sue idee".

Bondi ha dichiarato tempo fa in un’intervista a Claudio Sabelli Fioretti di essere riuscito ad incontrare Berlusconi proprio grazie all’intercessione di Cascella. Pietro Cascella viveva con la moglie Cordelia Von den Steinen, anch’essa scultrice, nel castello della Verrucola, a Fivizzano, in provincia di Massa.

Pietro Cascella ha studiato all’Accademia di Roma; dopo aver praticato la pittura, si è dedicato alla scultura in pietra e bronzo a partire dai primi anni Cinquanta. Sempre più le sue opere hanno visto prevalere l’utilizzo del marmo e della pietra, per sculture monumentali composte da masse pietrificate levigate, aspre o corrose con accenni di base cubista e elementi di purismo geometrico. Cascella nel 1957 partecipa al Concorso per il ‘Monumento di Auschwitz’ con un progetto realizzato dal fratello Andrea e dall’architetto Julio Lafuente.

Dopo alterne vicende viene approvato un progetto curato da Pietro stesso e dall’architetto Giorgio Simoncini. L’opera che vedrà la luce nel 1967 sarà una delle più importanti creazioni dell’artista italiano. Negli anni ’70 si applica a una serie di opere monumentali in cui si fondono impegno sociale e progetti di scultura su scala urbana. Tra i suoi lavori pubblici si ricordano quindi l’Arco della Pace di Tel Aviv (1971), il monumento a Mazzini di Milano, quello alla Resistenza per la città di Massa Carrara (1979) e di dieci anni dopo ‘La nave’ sul lungomare di Pescara.

Dal 1984 inizia a lavorare sul progetto "Campo del Sole" insieme a Mauro Berrettini e Cordelia von den Steinen, che diverrà sua moglie. L’uso della pietra, da lui definita ‘l’ossatura della terrà, il recupero dell’antica naturalità ed integrità dell’uomo, la sintesi plastica di volumi articolati, che richiamano forme archetipe, lo collocano per molti critici in una linea ideale che passa attraverso Brancusi e Lipchitz.

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