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Fondazioni Magnani-Rocca: mostra su Munari, Un raro capolavoro è stato ritrovato. Si tratta di Buccia di Eva

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Nella mostra “Bruno Munari. Tutto” è possibile vedere da vicino anche un quadro futurista di Munari che da più di 90 anni non veniva esposto in pubblico. Si tratta della grande tela dal titolo “Buccia di Eva”.

L’opera, faceva parte di una mostra collettiva di artisti del secondo futurismo, organizzata dalla Galleria Pesaro di Milano nel 1930, le cui opere sono andate perdute. “Buccia di Eva” è l’unica sopravvissuta, ricomparsa ad un asta nel novembre dell’anno scorso.

“Una maestosa nike futurista adagiata in un paesaggio notturno in cui ogni elemento è ridotto a puri modelli geometrici. Il dipinto vive di un fascio di luce diafana che sgorga dal rettangolo giallo collocato sullo sfondo che fa impallidire la timida luna sospesa nel vuoto. La testa reclinata e il braccio trascinato giù, così come quel viso-maschera senza occhi, sono indizi di un’assenza di vita” (Enrico Barbieri)

È sorprendente che la “Buccia di Eva” sia stata realizzata nello stesso periodo in cui Munari cominciava le sue sperimentazioni cinetiche con le sculture sospese che diventeranno le sue celebri “Macchine inutili”. Anche se realizzate dalla stessa mano si tratta di opere stilisticamente molto distanti che testimoniano la varietà dell’arte e del pensiero di Munari.