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I dieci dettagli più assurdi delle opere di Hieronymus Bosch al Palazzo Reale di Milano

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Dal 9 novembre al Palazzo Reale di Milano sarà allestita la mostra “Bosch e un altro Rinascimento”: qui vi lasciamo una guida (semiseria) dei personaggi e dei particolari da cercare con la lente d’ingrandimento nei quadri del pittore fiammingo

Le opere e i personaggi di Hieronymus Bosch saranno ospiti del Palazzo Reale di Milano dal 9 novembre con una nuova e grande mostra il genio creativo del pittore fiammingo vissuto tra il Quattrocento e il Cinquecento.

Secondo i curatori, l’artista nato a ‘s-Hertogenbosch, nei Paesi Bassi, rappresenta l’emblema di un Rinascimento “alternativo”, lontano dal Rinascimento governato dal mito della classicità: si tratta dunque della prova dell’esistenza di una pluralità di Rinascimenti, con centri artistici diffusi.

Per noi comuni mortali, però, Bosch è anche il pittore dei personaggi strani, antropomorfizzati, su cui – peccando – ci siamo fatti beccare dalla prof di Storia dell’Arte mentre ridevamo con i nostri compagni di banco. Ecco perché abbiamo fatto una mini-guida semiseria sui personaggi più bizzarri di quello che in Spagna chiamano “El Bosco”, partendo dalle metafore e allegorie del pittore che oggi sono diventati Meme per arrivare al brano nato proprio da uno dei dettagli dei suoi quadri.

“Freak” con la barba

Cappello rosso, barba bianca: il Natale si avvicina, ma non è lui. Difficile che nel 400 Hieronymus Bosch potesse conoscere Babbo Natale, ma questo “Freak” (inteso come mostro) fa parte della serie di personaggi assurdi inseriti nella collezione Bosch Figurines creata da Parastone, una società inglese nata una cinquantina di anni fa con l’obiettivo di restaurare oggetti d’arte religiosi. Il suo negozio si trova a ‘s-Hertogenbosch, la città storica dei Paesi Bassi, luogo di nascita del pittore fiammingo. I prezzi per avere un pezzetto di un quadro di Bosch sul comodino vanno dai 40 euro in su.

Precursore dei Meme

Per molti critici pur essendo nato quattrocento anni prima di Dalì o Magritte, Bosch è stato un visionario precursore del surrealismo grazie a un immaginario visivo in grado di entrare nel mondo dell’incoscio e della fantasia, acquisendo una modernità senza eguali. E andando ancora oltre: i quadri di Bosch, infatti, sono stati tra i primi a essere trasformati in Meme.





Ballerini con Gufo

Sulla destra nel pannello centrale del Giardino delle delizie si trovano due figure, parzialmente nascoste in un frutto, che eseguono una danza rituale. Questo potrebbe riferirsi alle tre danze mortali della vita: amore, destino e morte.






Orecchie con un coltello

Si tratta chiaramente di una metafora, ma non c’entrano gli acufeni. Le orecchie giganti perforate da più armi, secondo molte inteprpetazioni dovrebbero rappresentare un monito del dolore eterno.




Uccello in uovo blu

Gusci rotti, vuoti o bucati da cui fuoriescono gambe umane sono un motivo ricorrente nell’opera dell’artista fiammingo, che dalle Tentazioni di Sant’Antonio al Trittico del Giardino delle Delizie ne declina i simbolismi ogni volta in maniera differente. In questo caso l’uovo blu sorretto dagli uomini sarebbe segno di impurità.




Demone blu su poltrona da notte

Qualcuno ha detto Just Eat? Anche questa sorta di mostro dal volto di uccello con un calderone come copricapo che ingurgita o espelle un corpo umano è diventato molto ricorrente tra i memers più affamati. In realtà, secondo alcuni critici, pare che Bosch fosse a conoscenza della Visio Tungdali, una calligrafia del XII secolo che parla della visione di un viaggio agli Inferi e da questa avrebbe tratto ispirazione per questo demone che espelle così le anime maledette.





La suora maiale

Poco a che vedere con l’ultima festa di Halloween a cui avete partecipato. Il maiale con il velo da suora, che sembra stia seducendo l’uomo intento a  stipulare un contratto, per il pittore fiammingo stava a simboleggiare il forte decadimento del clero.






Il messaggero con il becco

Nel trittico “Le tentazioni di Sant’Antonio”, troviamo quello un buffo gobbo che pattina sul ghiaccio, nei panni di un insolito messaggero che porta una lettera nel becco. Nell’imbuto sulla sua testa sta confitto un ramo secco di salice da cui pende una bacca rossa: lo manda il Male. Secondo le varie interpretazioni nella missiva si legge “bosco”, il nome di Bosch nell’Europa del sud. È una firma, o un modo per rivelare che quelle tentazioni parlano anche di lui. Noi ci vediamo quel corriere che non arriva mai.





L’uomo albero

Uno dei più famosi: nello stomaco ha un pub, e non scherziamo. Si vede una donna che spilla qualcosa da una botte, mentre altri bevono più in fondo. Lo storico dell’arte tedesco Hans Belting ha ipotizzato che questa figura fosse un autoritratto di Bosch, anche se per altri interpreti come Falkenburg “Il giardino delle Delizie”, in cui è contenuto questo dettaglio, si tratta di un’opera pensata per non essere volutamente interpretabile.





La musica nata da questo dettaglio

L’arte di Bosch va oltre la pittura e si trasforma in altra arte. Dallo spartito presente in questo dettaglio, infatti, è nato anche un brano. A renderlo celebre Amelia Hamrick, studentessa dell’ Università Cattolica dell’Oklahoma, che ha pensato di trascrivere e registrare un breve pezzo musicale intitolato: “The 500-Year-Old Butt Song from Hell”Potete ascoltarlo qui.  

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