Home Argomenti Arte e Cultura Matteo Pugliese da White Room Positano a Positano

Matteo Pugliese da White Room Positano a Positano

363
3

Matteo Pugliese

Liquid art system, progetto fondato da Franco Senesi, presenta la prima mostra personale a Positano di Matteo Pugliese 

Nel lavoro di Matteo Pugliese il concetto del limite gioca un ruolo fondamentale. Questo tema è centrale non solo per la serie delle figure che lottano per emergere dalle pareti – la serie “Extra Moenia” Fuori dalle mura– ma anche per la serie dei “Custodi” e, seppure in misura minore, per quella degli Scarabei. Ad un primo sguardo le tre serie sembrano non solo differenti ma addirittura in antitesi tra loro: tormentati e mossi da sacro furore gli Extra Moenia, ieratici e centrati i Custodi, e ludici e spensierati gli Scarabei… Tuttavia ad un’indagine più attenta non è difficile scoprire il fil rouge che li tiene uniti; quello del limite appunto.

Negli Extra Moenia questo limite è rappresentato dalla presenza del muro stesso. Cosa meglio di una parete rappresenta il blocco, il condizionamento che ci imprigiona e ci costringe? L’insofferenza verso questa costrizione si traduce allora in una lotta e in uno sforzo radicale che ha l’unico obbiettivo di scardinare questa prigione e ristabilire una condizione –fisica o mentale- che il soggetto ritiene meritevole e necessaria. L’affrontare e il superare detto limite diventa il punto di partenza e l’occasione per una rinascita, per una nuova vita, lontano dai compromessi e dalle frustrazioni che per troppo tempo si era deciso di accettare e tollerare. 

Si possono citare vari riferimenti iconografici per questa serie di sculture, riferimenti classici come il gruppo del Laocoonte, rinascimentali come i Prigioni di Michelangelo, o manieristi come l’Appennino del Gianbologna, ma questi non toglierebbero nulla alla complessità e all’interesse suscitato dagli Extra Moenia; ne sottolineano invece l’universalità del tema trattato, che mai ha smesso di attrarre gli artisti.

Nei Custodi il concetto del limite è altrettanto importante, solo – in apparenza – meno evidente. Queste figure non hanno più bisogno di lottare perché la loro battaglia l’hanno già vinta. La smania di liberarsi dal blocco si traduce ora nella consapevolezza di averlo attraversato. Battaglie, guerre e frustrazioni le hanno lasciate alle spalle e solo restano evidenti i requisiti, grazie ai quali queste guerre sono state vinte: un grande equilibrio, una profonda consapevolezza e una forte determinazione. Concetti questi   espressi attraverso lo stravolgimento delle proporzioni classiche (questo sì in netta antitesi con gli Extra Moenia): piedi enormi e sicuri, corpi possenti e centrati, visi decisi e sguardi consapevoli, spesso con gli occhi socchiusi di chi non teme più minaccia alcuna. Soprattutto compare un nuovo elemento prima assente, l’ironia; requisito evidentemente indispensabile per poter finalmente accettare e comprendere se stessi e, dunque, il mondo intero. L’ energia e il dinamismo sono però ancora ben presenti, ma non si manifestano più con l’azione fisica e la tensione muscolare bensì con l’espressione di una forza annunciata ma non esibita. Le linee di forza non esplodono più verso l’esterno ma implodono, si rincorrono tra i loro stessi vortici.

Infine gli scarabei… nella antica cultura egizia rappresentavano il ciclo di eterna rinascita e trasformazione degli esseri viventi ed è chiara la loro funzione magico-apotropaica. Lo scarabeo perpetua il concetto di solidità e di forza delle due serie precedenti. Il solo paragone con l’uomo (peso proprio, peso spostato, distanza percorsa, li rende eroici). Anche qui, per contrasto, ritorna chiaro il concetto del limite.

Gli Scarabei di Pugliese trovano anch’essi la loro collocazione ideale sulla parete, ma al contrario degli Extra Moenia per essi il muro non rappresenta un limite o una minaccia, ma una possibilità di mettersi in evidenza e raccontarsi… e mostrare così non solo il proprio aspetto esteriore, ma la parte più intima e caratteristica.Gli scarabei di Pugliese custodiscono i sogni nati letteralmente per gioco, da bambini. A questi lavori l’autore ha scelto di affidare i suoi eroi: gli oggetti o i giocattoli che nella sua infanzia abitavano le sue avventure, vere o presunte, ma comunque reali, attraverso le quali immaginava e costruiva il proprio futuro… un avvenire dove i limiti non esistono, nel quale la fantasia e l’immaginazione possono tutto.

_____________________________________________________

Per Info:

WHITE ROOM POSITANO
Via dei Mulini 26, Positano (SA)
tel. +39 089 812 34 40
whiteroom@liquidartsystem.com

Il progetto Liquid art system, con i suoi dipartimenti, White Room, Square Gallery, Studio Lab e Art Archive, propone un modo “glocale” di promuovere e commercializzare l’arte contemporanea.