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ALTRA MEMORIA

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Date, numeri, pin, agende digitali…E la memoria diventa un optional. Ricerca irlandese su 3000 persone di varie fasce di età. Ma bastano pochi esercizi per non smettere di ricordare

AGNESE ANANASSO

(Repubblica.it) ROMA – Sommersi dalle notizie e quindi incapaci di ricordare date, numeri e codici di accesso. E’ questa la generazione under 30. Quella che ancora non ha il pollice da videogioco ma che comunque subisce già i danni causati dall’utilizzo pervasivo di cellulari, smartphone, console portatili e agende fatte di fogli excel invece che di fogli di carta. E se qualcuno, in questa era fatta di dialoghi costruiti su sms ed e-mail ha il coraggio di chiedere a un amico il numero di telefono di casa, la risposta è "aspetta che devo guardare in rubrica che non me lo ricordo".

La memoria, quella naturale, è così diventata un optional. Sostituita, forse ancora non del tutto, da quella artificiale. E’ la conclusione a cui è arrivato, dati alla mano, un team di ricercatori del Trinity College di Dublino, che ha condotto uno studio ad hoc su un campione di 3000 persone di varie fasce di età.

La ricerca ha dato risultati sconfortanti per un verso, ma "tranquillizzanti" per un altro, perché in qualche modo giustifica, specialmente per noi italiani – sempre più dipendenti dai cellulari – la crescente "distrazione" e le piccole amnesie quotidiane. Il sondaggio – a quanto si legge sul sito del quotidiano britannico Telegraph – è durato due mesi ed è stato programmato in funzione del lancio di una rivista, Puzzler Brain Trainer, specializzata in esercizi per allenare il cervello e mantenerlo più lucido nel tempo. Secondo il direttore del dipartimento di neuroscienze dell’istituto, Ian Robertson, esperto di degenerazione celebrale e responsabile della ricerca, conducendo uno stile di vita sano e compiendo 5 semplici esercizi mentali giornalieri si possono "guadagnare" anche 14 anni di memoria.

Ma la sorpresa viene dal fatto che i più "scordarelli" sono i giovani, non gli anziani. Infatti essendo gli under-30 coloro che utilizzano più della generazione precedente, BlackBerry, palmari, cellulari di nuova generazione, sono quelli più abituati a gestire un gran numero di informazioni ovunque si trovino. In genere hanno più di un indirizzo e-mail, più di un numero di telefono cellulare – sempre più frequentemente va a sostituire il numero di telefonia fissa – più di un conto bancario, meglio se on line. Però poi alla fine sono proprio loro che per ricordare il numero del telefono di casa devono guardare l’agenda o consultare il telefonino. Cresce quindi il numero di password, di pin per l’accesso sicuro ai dati protetti.

I ricercatori hanno stimato che mediamente ognuno di noi deve ricordare cinque password, cinque codici pin e tre numeri di conto corrente bancario. Impossibile tenere tutto a mente, anche perché a questo sovraccarico di codici va aggiunto quello da informazioni: il 60 per cento degli intervistati ha dichiarato che ricevono quotidianamente troppi input e che la loro memoria proprio non ce la fa. E allora si ricorre al telefonino per esempio, memorizzando sotto la parola "Pin" tutti i codici possibili, magari distinguendo tra "Pin banca" o "Password e-mail". Poi bisognerà, ovviamente, appuntarsi da qualche parte il Pin per accendere il telefono. C’è chi risolve il problema scegliendo un’unica password o un codice, in genere il nome del cane o la propria data di nascita, e la usa universalmente, mettendo a rischio però la sicurezza delle informazioni. Questa è la tecnica preferita, per esempio, dalla metà del campione analizzato per accedere ai vari account di posta elettronica.

"Oggi la gente deve ricordare molte più informazioni rispetto al passato e sta sviluppando la tendenza a delegare ai dispositivi tecnologici il compito di ricordare. Ma meno si ricorre alla memoria, più questa regredisce", sottolinea Robertson. "Per mantenere in forma la nostra memoria, sono sufficienti soltanto cinque esercizi mentali al giorno". Invece si preferisce "delegare" tutto, compleanni inclusi. Quanti under-30 si appuntano le date di nascita sul cellulare che alla data e all’ora stabilita suona per evitare figuracce? Secondo la ricerca sono gli ultracinquantenni quelli che non ne hanno bisogno, visto che l’87% di loro si ricorda di fare gli auguri senza bisogno di marchingegni.

Figura meschina per i più giovani: solo il 40% di loro non ha bisogno dell’"aiutino". Le cose vanno peggio se si tratta di uomini. I maschi infatti si rivelano i più sbadati, dimenticando, più delle donne, l’anniversario di matrimonio: solo il 55% dei maschi se lo ricorda, contro il 90% delle donne. Ma su questo punto, niente di nuovo sotto il sole. (17 luglio 2007)

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