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L’ANEMIA, IL RESPIRO E LA CLOROFILLA

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Valdo Vaccaro

Mestruazioni, insonnia e feroci mali di testa

Salve, sei tornato in Italia? Ho urgente bisogno di un confronto. Sono Doretta. Nelle ultime mail ti parlavo della mia insonnia e, nonostante ieri notte mi sia arresa alla melatonina, nemmeno quella mi ha portato alcun effetto benefico. In più nelle ore notturne ho avuto un violento flusso mestruale. L’insonnia mi sta provocando dei mali di testa ferocissimi.

Da quando ci siamo sentiti mi alimento solamente di frutta fresca e integro con qualcosa di quasi-cotto.

Ma stamattina stavo talmente male che ho chiamato la mia psicoterapeuta per sentire il suo parere.

Il ricorso in extremis alla psicoterapia e alla medicina

Preoccupata del mio digiuno, mi ha sollecitata a mangiare e a rivolgermi al medico di fiducia.

Cosi’ ho preso del miglio e l’ho appena tostato, mangiandolo assieme ai semi di lino, ai semi di girasole e di sesamo, assieme alle carote. Non so proprio cosa devo fare.

La dottoressa è preoccupata per la mia microcitemia ed io sono entrata in crisi.

Il medico di famiglia mi ha prescritto dei farmaci che io pero’ non ho alcuna intenzione di prendere.

So che verrai a Roma all’Associazione Vegetariana di Piazza d’Asti, ma non ho il programma preciso per sapere quando incontrarti. Me lo potresti inviare? Grazie.

Doretta da Roma

Un’alimentazione carnivora e artificiale da supermercato

Carissimo dr Valdo,

Ti invio la cartella clinica di mia figlia Grazia e ti chiedo una prescrizione scritta di una dieta vegetariana adeguata al suo sviluppo, tenendo presente il suo dossier pediatrico, e facendo in modo di cambiarle la sua attuale alimentazione carnivora e artificiale da supermercato che potrebbe comportargli dei problemi in età adulta.

Ti ringrazio per la tua gentilezza e attendo a breve una tua lettera di risposta.

Edwige da Reggio Emilia

Due problematiche femminili diverse ma pur sempre assai simili

Carissime Doretta ed Edwige,

Sono appena rientrato dall’Asia. Non ho nemmeno dischiuso le valigie, che sono preso d’assalto.

Qualche problemino di jet-lag ce l’ho pure io, che sono passato dai 30 gradi di Thailandia, Manila e dintorni, al clima freddo e umido di fine d’anno italico. I lunghi viaggi acidificano l’organismo, e al rientro non è strano che sopravvenga un po’ di muco da smaltire.

Non sono preso per niente dalla frenesia generale della gente che fa casino, stappa bottiglie e fa scoppiare botti. Per me ogni giorno vale quanto il Natale e quanto il Capodanno.

I buoni auguri li faccio chiaramente a tutti, anche se per me dire Buon Natale e Buon Anno vale esattamente come dire Buona giornata in date anonime e sperdute tipo 16 gennaio e 4 marzo.

Quindi mi fa piacere elaborare questa tesina a cavallo tra il 2009 e il 2010, sperando che abbia un valore per voi e per qualche altro.

Vi vorrei togliere subito dai guai con la bacchetta magica, ma non posseggo talismani.

I vostri problemi si possono e si devono superare, ma non sono di facile e immediata risoluzione.

Devo premettere anche che sono autorizzato soltanto a dare delle informazioni e dei consigli igienistici, privi di implicazioni e di responsabilità legali, non essendo questo uno studio medico.

Una donna con seri problemi di anemia mediterranea e una madre preoccupata per il futuro della sua bambina già troppo alle prese con l’ambulatorio

Metto assieme queste vostre due lettere, anche se riguardano problemi notevolmente diversi.

Nel primo caso siamo di fronte a un’anemia mediterranea o talassemia, con microcitemia.

Parliamo di una donna giovane che ha già accumulato diversi problemi e che vuole coraggiosamente risolverli e saltarne fuori, pur continuando a fare diversi errori di percorso in fatto di alimentazione.

Nel secondo invece c’è una ragazzina di 10 anni  con visite ripetute per malattie apparato respiratorio tipo bronchite acuta, cistite, cefalea, influenza, e con desiderio della mamma di modificare in modo profondo le sue attuali abitudini dietologiche, prima che sia troppo tardi.

Una bella strigliatina la Doretta se la merita.

Non ci si deve spaventare per una dolorosa ma preziosa crisi purificatrice di scarico tossine.

Rispondo alla Doretta dicendo che sarò a Roma il 14 di gennaio.

Aggiungo che non bisogna spaventarsi troppo per l’acuirsi di qualche sintomo.

Potrebbe benissimo essere che il ricorso al digiuno e l’incremento intensivo e per lei inusuale di frutta stiano provocando la prevedibile crisi purificatoria di scarico-tossine.

Le crisi purificatorie devono essere accolte come una liberazione e come un Eureka, e non sorprendere chi le fa.

Psicoterapeuti e medici poco e nulla sanno di questi fenomeni.

Possono solo spaventarsi e trasmettere paura aggiuntiva o atroci dubbi al paziente.

Non si può saltare di palo in frasca.

Se uno crede nella medicina deve stare in quel filone, accettando quelle regole e quei farmaci.

Se uno crede invece nell’igienismo naturale, percorre quella strada con la dovuta coerenza.

Non si può andare oggi dal medico, domani dall’igienista e dopodomani dal medico ancora.

Si potrebbero scocciare entrambi, e la salute non ne gioverebbe affatto.

Il meccaniso di espulsione delle scorie antiche

Anche perché in fase di digiuno il corpo diventa ultrasensibile, e dargli dei farmaci o dei correttivi in quelle circostanze diventa davvero insidioso.

Più una persona è inquinata, soprattutto da residui farmacologici, da sostanze prese negli anni precedenti, e più sofferenza le causerà il digiuno in fase purificante, visto che dai propri depositi di grasso tornano fuori, espulsi rapidamente con l’ausilio dell’acqua distillata, gli antichi veleni e le antiche droghe, gli antichi acidi urici e le antiche tossine accumulate da lungo tempo nell’organismo, determinando il famoso effetto ridrogante di ritorno, che si traduce il più delle volte in cefalee più o meno intense a seconda del grado di inquinamento interno, ma sempre benefiche e sempre temporanee.

Rimettersi in carreggiata richiede fiducia ed anche qualche sacrificio

Guai prendere un’aspirina o degli antidolorifici in quelle circostanze.

Avrebbero un effetto quadruplo, ed in più comprometterebbe tutto il prezioso lavoro già svolto dal sistema immunitario.

Il recupero della salute ha un suo prezzo.

Chi smette di bere caffè entra pure in fase purificatoria, e subisce pure lui i mali di testa e le sofferenze intense. Ma alla fine guarisce e fa salti di gioia per essersi liberato da una grave dipendenza.

La presente tesina più due altre precedenti per le preoccupazioni di mamma Edwige

Alla Edwige rispondo inviandole immediatamente le mie due tesine dai titoli Cibi salvavita e cibi rovina vita: la mala proteina e Fame intensa, vicissitudini nutrizionali e conferenza Abin di Bergamo, in quanto contengono a mio avviso le problematiche e le indicazioni adatte a reimpostare l’alimentazione della sua ragazzina, commisurando i quantitativi di frutta, verdura, cereali, ed eventuali cibi aggiuntivi di supporto o di compromesso, con l’appetito e il fabbisogno calorico della figlia stessa.

Non esistono infatti grandi differenziazioni tra l’alimentazione di una ragazzina e quella di una donna.

Fatte le giuste scelte qualitative, si tratta solo di giostrare coi quantitativi, in base alla capacità assimilativa della fanciulla, ed anche ai suoi gusti personali.

      Sangue ed ossigenazione entrano in tutte le salse della salute e della malattia

In comune i due casi hanno un problema femminile di salute cagionevole (anche se appena delineata e tendenziale da parte della ragazzina), un problema di tipo ossigenativo-respiratorio, e una necessità di sfruttare al meglio le caratteristiche benefiche generali del crudismo.

La presente tesina sull’anemia e sull’emoglobina, risulterà spero utile a entrambe le lettrici, ed anche al pubblico in generale, visto che i problemi concernenti il sangue, e l’ossigenazione in genere, entrano un po’ in tutte le salse della salute e della malattia.

Sangue umano e sistema cardiocircolatorio

Il sangue umano può essere definito come succo rosso di essere umano, composto da una parte liquida detta plasma (acqua, glucosio, sali organici, vitamine naturali, ormoni, proteine tipo albumina-globulina-fibrinogeno, acidi grassi polinsaturi), e da una parte corpuscolata e sospesa nel plasma stesso.

La circolazione sanguigna usufruisce della pompa cardiaca, vale a dire del cuore.

La circolazione linfatica invece, non avendo un suo cuore pompante, trae giovamento e migliore movimentazione dall’attività motoria ed aerobica del corpo. Da qui l’estrema importanza dell’attività fisica.

Contenuto corpuscolato del sangue

La parte corpuscolata del sangue è costituita da:

1)      Globuli rossi (cellule ad azione vivacizzante e rivitalizzante che sono di breve durata, vivendo 120 giorni soltanto ed essendo sottoposte a rapida eliminazione-sostituzione cellulare, con produzione intensiva di materiale decomposto e polverizzato di origine organica definibile come polvere virale o come virus endogeni al pari delle centinaia di altri tipi di virus di origine interna generati dagli svariati tipi di nostre cellule in continua demolizione-disgregazione nell’organismo).

2)      Globuli bianchi o leucociti (cellule ad azione tendenzialmente depressiva-mortificante, o meglio ad azione eminentemente difensiva-immunitaria, che devono quantificarsi in rapporto equilibrato coi globuli rossi, per non portare il sistema sulla strada della leucemia). Scoperti dal sacerdote-biologo-fisico-matematico-filosofo-naturalista Lazzaro Spallanzani (1729-1799) da Scandiano in Romagna.

      Il fenomeno della leucocitosi (aumento patologico dei leucociti nel sangue, dai 6000 leucociti ai 18000 per mm3 di sangue) avviene dopo ogni pasto carneo, come dimostrato dal medico russo Paul Kouchakoff (vedi 1° Congresso Mondiale di Microbiologia di Parigi, 1930).

3)      Piastrine (o trombociti), piccole masserelle di 2-3 micron (da 200 a 400.000 per mm3 di sangue, prodotte dai megacariociti (grandi cellule del midollo osseo). Intervengono nella coagulazione del sangue e nelle cicatrizzazioni, proteggono dalle emorragie, ma rendono pure il sangue più denso e meno scorrevole.

      Il fenomeno della piastrinosi (aumento patologico delle piastrine) avviene dopo ogni pasto carneo.

Caratteristiche del sangue umano

La quantità totale di sangue equivale a 1/13 o a 1/14 del peso totale, per cui una persona di 70 kg di peso corporeo avrà all’incirca 5 kg o 5 litri di sangue.

Il sangue ha funzioni di intermediazione e di scambio tra ambiente esterno e ambiente cellulare interno.

Il sangue fornisce alle cellule l’ossigeno attinto a livello degli alveoli polmonari, e fornisce i nutrienti assorbiti a livello dei villi intestinali ed elaborati a livello epatico.

Il sangue preleva pure i materiali di rifiuto, e li elimina poi tramite il sistema escretorio (rene, pelle e polmoni). Il sangue umano è un sangue di tipo fruttariano, e dunque alcalino, non acido come nel caso degli animali carnivori ed onnivori.

Alcalinità del sangue umano e interventi protettivi del sistema immunitario

Il pH del sangue arterioso può variare tra i valori di 7.35 e 7.45, e il pH del sangue venoso da 7.31 a 7.41. Il pH delle urine può andare da 4.60 a 8.00, toccando valori di intensa acidità.

Proteine animali, ed anche cibi cotti in genere, sono estremamente acidificanti ed offensivi nei confronti del sangue umano, per cui provocano l’intervento protettivo di emergenza del sistema immunitario, che provvede a creare dei tamponi alcalini (calcio buono, ovvero osseina) per scongiurare l’acidificazione che sarebbe altrimenti letale per il corpo umano, in quanto bloccherebbe la differenza di potenziale elettrico disattivando e bloccando tutte le reazioni e gli scambi bioelettrici che avvengono a ripetizione dentro il nostro organismo caratterizzato da sistematica bipolarità.

L’insidia delle proteine animali che acidificando portano pure all’osteoporosi

In questo modo ci si salva dal guaio maggiore dell’acidificazione del sangue, ma si cade comunque

nel guaio, minore ma non troppo, della decalcificazione interna delle ossa, chiamata osteoporosi, tipica delle popolazioni che bevono latte e mangiano formaggi, carni e pesce, tutte sostanze fortemente acidificanti (sconosciuta invece tra le genti crudiste e vegetariane del pianeta).

Come può essere che il latte causa osteoporosi se è ricco di calcio?

E’ semplicemente una questione di non assimilabilità, legata al fatto che l’essere umano svezzato non è più un lattante e non è mai stato figlio della mucca.

La formazione dei globuli rossi o eritropoiesi, e l’emoglobina che colora di rosso i globuli

L’eritropoiesi o emopoiesi è il termine usato per il processo di formazione dei globuli rossi nel sangue.

E’ regolato da una glicoproteina (eritropoietina o EPO, prodotta dal rene) che è sensibile ai livelli di ipossia (carenza di ossigenazione) dei tessuti.

Alcune cellule specializzate del rene sono dotate di sensori, e rilevano le carenze di ossigeno, facendo aumentare la secrezione di eritropoietina che a sua volta fa aumentare la suddivisione cellulare che dà origine a nuovi globuli rossi e aumenta la sintesi dell’emoglobina.

L’emoglobina (Hb) è la proteina colorante dei globuli rossi, e serve di base agli scambi respiratori legandosi labilmente con l’ossigeno e formando ossiemoglobina.

L’eritropoiesi coinvolge la presenza di fattori di crescita (auxoni) e di sostanze nutritive tipo il ferro, la vitamina B9 (folati) e la B12.

Il ruolo di midollo e rene.  L’equilibrio dinamico tra produzione e distruzione eritrociti.

Il mantenimento dei valori normali di globuli rossi e di emoglobina si basa su un equilibrio dinamico tra produzione e distruzione degli eritrociti, ed è influenzato dalle condizioni del midollo osseo (che assieme al rene costituisce la coppia di organi emopoietici dell’organismo), dalle cellule staminali (progenitrici dei globuli rossi), dalla normalità dei processi di proliferazione e di distruzione cellulare (ovvero dallo stato di salute generale) e dallo stato funzionale della milza e dei nodi linfatici.

Tale mantenimento dipende in altre parole dall’equilibrio tra il tessuto mieloide (midollo osseo e cellule da esso generate che sono gli eritrociti, le piastrine, i granulociti e i monociti, ovvero i globuli bianchi) e il tessuto linfoide (timo, linfonodi, milza e cellule derivate che sono i linfociti B e T).

I soggiorni in alta quota stimolano la produzione di eritropoietina, ed hanno dunque valore curativo.

I vasi linfatici e i vasi chiliferi scoperti dal medico italiano Gaspare Aselli

La linfa è la sostanza fluida o il liquido interstiziale che imbeve i tessuti.

I vasi linfatici sono canali di diverso calibro che raccolgono la linfa nei nodi linfatici e la comunicano al sistema sanguigno.

Tali canali funzionano a senso direzionale unico, per cui la linfa si riversa nel sangue ma non può refluire nei canali linfatici.

Il chilo è un liquido lattiginoso contenente le sostanze assimilabili derivate dai cibi.

I vasi chiliferi assorbono il chilo dall’intestino tenue e lo trasportano nel canale toracico, da dove passa nel sangue.

Sia i vasi linfatici che i vasi chiliferi furono scoperti dal medico anatomico Gaspare Aselli (1581-1626), che insegnava all’Università di Pavia.

Le indagini mediche per capire il grado ed il tipo di anemia di un paziente

Per stabilire il tipo di anemia, la diagnostica medica prevede 10 capisaldi dell’indagine anamnesica:

1)  Epoca insorgenza sintomi, studio degli episodi più significativi.

2)  Ereditarietà (sferocitosi del Nord-Europa, falcitosi Africana e talassemia Mediterranea).

3)  Segni di emolisi (distruzione di globuli rossi), con feci e urine scure.

4)  Segni di sideropenia e di ferritina bassa (lesioni ungueiali da fragilità, o lesioni labiali tipo ragadi)

5)  Segni di deficit da vitamina B12 e da vitamine gruppo B nell’assieme (lingua piatta, senza papille e

     con bordi arrossati, che evoca la glossite atrofica di Hunter, ovvero uno stato infiammatorio.

6)  Abitudini di vita, carenze alimentari, abuso di alcol e malassorbimento conseguente dei folati B9.

7)  Malattie croniche associabili allo stato anemico.

8)  Neoplasie attinenti il tessuto midollare.

9)  Interventi chirurgici che abbiano reso precario l’assorbimento  di valori vitaminici importanti.

10) Sanguinamenti (verificabili con esame feci e urine) e flusso mestruale femminile.

Definizione di stato anemico

L’anemia è una evidente situazione di povertà del sangue, con pallore cutaneo, ittero, stanchezza, capogiri, tachicardia, asma, difficoltà del respiro in condizioni di sforzo (e anche a riposo se l’anemia è grave).

Nell’anemia c’è un numero insufficiente di globuli rossi, soprattutto quelli di nuova produzione, chiamati reticolociti, che formano in genere l’1-2% dei globuli rossi totali.

Nell’anemia c’è una riduzione del livello di emoglobina Hb a livelli inferiori a 13 g/dl per i maschi e di

12 g/dl nelle femmine.

La differenza di concentrazione Hb nei maschi è dovuta alla maggior presenza di testosterone, potente ormone anabolico androgeno che stimola l’eritropoiesi e la formazione di nuovi globuli rossi.

Le soluzioni invasive e rapide della medicina

Mentre si scrive e si dice molto sull’anemia, mentre si fanno distinzioni e catalogazioni dettagliate a iosa, assai poco di veramente valido esiste in fatto di terapie efficaci e risolutrici.

Al punto che, tanto per fare un esempio, per i pazienti che tendono a varie forme di leggera leucemia, ed anche per quelli affetti da anemia mediterranea o talassemia, si parla delle trasfusioni di sangue come dei soli rimedi possibili.

Occorre riconoscere che a questo mondo c’è troppa gente messa piuttosto male, e che la voglia medica di risolvere velocemente certe situazioni porta a cercare soluzioni estreme.

Il corpo si riequilibra e non va contro se stesso, se gli diamo modo di funzionare

Personalmente, da filosofo igienista e naturalista, tendo a non demordere in fatto di ottimismo, in ossequio al principio secondo cui finchè c’è vita c’è speranza, ed anche in ossequio a quello per cui il corpo non va mai contro se stesso, a patto di metterlo in grado di funzionare, a patto di metterlo nelle condizioni giuste.

Le cure e le terapie particolari per le diverse decine di forme e di varianti anemiche sono sicuramente materia di stretta competenza medica.

Niente prescrizioni e nemmeno contro-prescrizioni, ma solo pareri salutistici migliorativi

In una società medicalizzata, medicodipendente per abitudine e per legge, quale quella umana dei nostri giorni, mettere le mani su queste cose equivale scottarsi o prendersi delle responsabilità che esulano dai nostri compiti.

Niente prescrizioni dunque e nemmeno contro-prescrizioni. Chiunque ha il suo bravo medico lo segua e lo obbedisca, nella misura in cui crede alla filosofia interventistica sanitaria.

Ma i miei consigli salutistici generali, volti a migliorare le proprie condizioni a prescindere da ogni uso di farmaci e di altri interventi medico-invasivi, nessuno al mondo mi può impedire di esternarli.

Massimizzare dunque il fattore ossigenativo e respiratorio

E allora dirò che tutti dovrebbero puntare proprio a quelle condizioni giuste, a quelle condizioni che permettono al corpo di riassestarsi e alle vostre animelle di andare avanti senza troppe difficoltà, senza troppi dolori e senza troppe angosce.

Le condizioni giuste implicano sicuramente una massimizzazione del fattore ossigenativo che viene inibito e compromesso già troppo dal fattore Hb, dalle proprie condizioni intrinseche, caratterizzate per l’appunto da scarsità qualitativa e quantitativa di emoglobina ossigeno-trasportatrice.

Troppo ovvio che la soluzione più conveniente, più semplice e più interessante passa attraverso una migliore ossigenazione del sistema, attraverso esercizi ginnici e respiratori di tipo yoga, attraverso sistemi basati sulla profondità e sul ritmo del ricambio gassoso, utilizzando ed espandendo-contraendo al meglio la capacità polmonare e la muscolatura interna correlata.

Un prezioso aiuto dalla respirazione yoga

Le tecniche e le ginnastiche del respiro yoga, dove si suddivide il respiro in 3 momenti-base scanditi e ritmati, con l’aggiunta di un quarto momento occasionale di apnea o assenza di aria, diventano importanti tanto quanto la corretta alimentazione, se non ancora di più.

L’esercizio parte dallo svuotamento viscerale di quanto teniamo ancora dentro.

Ci si deve liberare di ogni residuo di contenuto gassoso.

Il che è ottenibile al meglio facendo una flessione sulle ginocchia e compiendo qualche saltello in quella scomoda posizione, e sbuffando fuori sonoramente gli ultimi residui di anidride carbonica dalle sacche più recondite dei polmoni.

Poi si torna in piedi e si inizia a respirare riempiendo i polmoni prima nella parte bassa, spingendo in fuori il ventre, e poi via via allargando progressivamente il diaframma e giungendo all’espansione massima nella parte alta, fino a far sollevare scapole e spalle.

Respirazione è vita, per cui respirare bene significa vivere bene

Occorre dunque sfruttare al massimo la capacità polmonare in fase di inspirazione o immissione di aria (ossigeno 20% e azoto o nitrogeno 80%), trattenendo a lungo la preziosa miscela per dar modo agli alveoli polmonari di assorbirne l’ossigeno, e poi lentamente espellerla fino a svuotare di nuovo i polmoni stessi.

Due operazioni fondamentali che non si fanno normalmente quando si respira in modo inconscio, meccanico e automatico, utilizzando i polmoni al minimo, come se quasi non esistessero.

Non si fanno perché primo non si riflette su quanto importante sia la funzione respiratoria e, secondo, perché la carenza di moto, l’eccesso di cibi sbagliati che creano sonnolenza, i battiti rapidi del cuore da stimolazioni ansiogene varie, portano inevitabilmente a respirare corto e a respirare male.

Per assimilare meglio i cibi si usa dire che la masticazione accurata è fondamentale.

Per ossigenare meglio le cellule la respirazione prolungata, approfondita e ritmata, è altrettanto fondamentale.

I ritmi della respirazione yoga

Durante gli esercizi respiratori si dovrà impostare un ritmo il più possibile preciso, utilizzando preferibilmente lo schema minimo di partenza 1-4-2 (dove 1 sta per 1 secondo di inspirazione, 4 sta per 4 secondi di trattenimento aria, e 2 sta per 2 secondi di espulsione) e approfondendo il respiro nelle sedute successive, passando al 2-8-4, al 3-12-6, al 4-16-8 e al 5-20-10, ed anche oltre, a seconda delle capacità individuali, senza sforzare troppo e senza esagerare.

Chi ha una capienza toracica ridotta potrebbe non poter andare oltre al 4-16-8, tanto per fare un esempio.

Gli esercizi respiratori si faranno all’aperto e possibilmente al sole o in una camera arieggiata di fronte a una finestra aperta. Una seduta di esercizi dovrebbe durare almeno dai 15 ai 25 minuti.

Mai in zona inquinata.

Più esercizi regolari si fanno e più si abitua il corpo a prendere il ritmo giusto, a respirare meglio anche nelle ore successive, anche nelle ore notturne (ricordarsi pure di rispettare la basilare esigenza della finestra aperta o socchiusa, e mai serrata totalmente).

Via le sostanze stimolanti che accorciano il respiro

Mettere dunque il corpo nelle condizioni giuste, dicevamo.

Condizioni giuste che non si raggiungono di certo fumando, respirando il fumo attivo o passivo degli altri, frequentando ambienti pubblici chiusi, stando in aule scolastiche dalle finestre sprangate, dormendo in alberghi nei quali è vietato aprire le finestre, permanendo in ambienti chiusi ad aria riscaldata o condizionata.

Condizioni giuste che non si ottengono certo bevendo caffè, the, cole, Redbull, bevande toniche e gassate, sorbendo bevande pastorizzate e zuccherate industrialmente, sostanze nemiche per chiunque ma acerrime nemiche per tutti gli anemici, in quanto aumentano la stimolazione e abbreviano il respiro, riducendo il già precario apporto di aria pura azotata, ossigenata e magnetizzata.

Mai compromettere l’azione respiratoria e la presenza dei nutrimenti-base come il ferro e la vitamina C

Condizioni giuste che non si perseguono consumando cibi carnei, uova, latticini, cibi cotti e stracotti, cibi concentrati, cibi arricchiti da integratori e vitamine sintetiche, tutti stimolanti quasi al pari del caffè, tutti in grado di compromettere l’azione respiratoria e la mobilità dei micro-muscoli interni correlati alla medesima.

Condizioni giuste che vanno a farsi benedire se uno ricorre a tranquillanti ed analgesici, alle aspirine, agli zuccheri ed al sale, tutte sostanze di carattere distruttivo nei riguardi del ferro e della vitamina C.

Alcalinizzare il sistema ed il sangue

Condizioni giuste che non si rispettano acidificando il sangue con le proteine animali, ma piuttosto proteggendo il sistema, alcalinizzandolo in continuazione con la frutta e le verdure crude. Anche perché il muco accumulato con tali crisi acidificatorie si prende poi le sue rivincite e si trasforma in raffreddori ed influenze, in catarro e in tosse adatta ad espellerlo, in blocco di quelle strategiche vie respiratorie che servono a mantenere il sangue irrorato ed efficace. Un infame circolo vizioso, insomma.

Evitare putrefazioni e fermentazioni intestinali, stare alla larga da tutti gli integratori

Condizioni giuste che non si attuano causando leucocitosi e crisi digestive, provocando fermentazioni di amidi e zuccheri alternate a micidiali putrefazioni intestinali, a febbri intestinali permanenti e quanto mai insidiose.

Condizioni giuste che non si realizzano certamente ricorrendo a vitamine sintetiche e a integratori salini inorganicati, a cloruri di magnesio, a coenzimi Q10 o a spiruline, o a singole sostanze magiche e riparatorie proposte da mille industrie opportuniste, ignorando o facendo finta di ignorare che siamo sempre nel campo delle sostanze droganti e stimolanti, che sostengono temporaneamente l’energia ed il respiro, ma alla lunga li abbreviano invecchiandoci prima del tempo.

Occhio al peso ed alla ginnastica aerobica, dove si sbuffa e si suda

Condizioni giuste che non si materializzano di certo diventando obesi e sovrappeso, stabilizzando il diabete con le cure insuliniche, esorcizzando il colesterolo con le statine, applicando precarie toppe sui pneumatici sforellati dall’incuria e dalla sbadataggine sistematica, ricorrendo alle stampelle dei farmaci, rinunciando alla sana alimentazione e alla ginnastica aerobica che dà una spinta ritmata ed irrinunciabile al sistema linfatico (che a differenza del sistema sanguigno è notoriamente privo di una pompa cardiaca).

La giusta formula del sangue e dello spirito. Fluidi e scorrevoli, senza troppi nodi al pettine.

Il segreto della salute sia nei sani che nelle persone affette da limitazioni anemiche, sta proprio nella formula del proprio sangue, che deve essere il più possibile puro, fluido e scorrevole.

Ma anche nella formula della propria anima, del proprio sentire, del proprio modo di porsi di fronte alla vita, a se stessi, al prossimo, alla natura. E non va mai dimenticato il ruolo dello spirito giusto, il ruolo delle emozioni e delle vibrazioni sentimentali.

Il ridere e l’essere felici fa buon sangue, ma per ridere bisogna essere buoni e generosi con se stessi e con gli altri, soprattutto coi diversi e coi deboli, soprattutto con gli animali.

Non bisogna mai dimenticare che nel quadrupede e persino nell’uccello e nel pesce, nella rana e nella biscia, sta un nostro fratello, se non addirittura un nostro precursore nel lungo ciclo evoluzionistico.

Tutte le anemie si riducono al medesimo problema della lentezza circolatoria

Ferritina bassa, difetti strutturali o quantitativi nei globuli rossi, carenze vitaminiche-minerali-ormonali, squilibri leucemici tra globuli rossi e globuli bianchi, situazioni talassemiche, sideropeniche e sideroblastiche, infiammazioni di vario tipo, stati di sferocitosi e schistocitosi, e tutte le svariate definizioni specifiche della medicina, riguardano alla fine tutte il medesimo problema della lentezza circolatoria del prezioso gas e delle conseguenti difficoltà ossigenative e nutrizionali di cellule e tessuti.

Le soluzioni invasive che lasciano strascichi ed effetti collaterali

La rincorsa al ferro, agli integratori e ai farmaci, alle trasfusioni, o in extremis ai trapianti di midollo e ai trapianti di rene, sono tutte soluzioni percorribili, ma raramente risolutive ed impeccabili, e mai prive di inconvenienti e di effetti collaterali.

In più le soluzioni magiche e alternative esistono eccome, anche se pochi te le insegnano e pochi le vogliono o le possono esperire.

La clorofilla è la sostanza magica, capace di trasformarci e di moltiplicare le nostre energie

Esiste al mondo una sostanza che si chiama sangue verde vegetale, capace di sostituire e di coadiuvare al meglio le nostre carenze sanguigne e plasmatiche.

Si chiama clorofilla e sta in tutti i prodotti del regno vegetale, ovvero nelle 160 mila piante e frutti messi a nostra disposizione dal Creatore e dalla Natura con massima generosità e fantasia.

La sua formula chimica è identica a quella dell’emoglobina, e la sola differenza consiste nel fatto che nella molecola della clorofilla un atomo di ferro è sostituito da un atomo di magnesio.

L’importante è assumerla cruda e al naturale dalla frutta, dalle piante, dai germogli e dai tuberi, e non certo come integratore, altrimenti saremmo ancora daccapo.

Buttarsi con entusiasmo e fiducia nell’alimentazione pacifica e crudista

La magia sta tutta nell’alimentazione crudista, da adottarsi non tramite tentativi curiosi e scettici, ma mediante un convincente ed entusiastico abbraccio.

E’ dunque indispensabile liberarsi dei timori e dei pregiudizi ingenerati e disseminati ad arte o per autentica ignoranza dalle autorità sanitarie, notoriamente poco o niente interessate alla salute dei cittadini per vie naturali, semplici e poco costose. Buttarsi sul crudismo e sul veganismo è un dovere per tutti, e in particolare per chi ha problemi di salute e di scarsa emoglobina.

E’ soltanto col carburante della specie, che la specie umana si potrà salvare dalla catastrofe

Frutta e verdura allo stato naturale posseggono le sostanze magiche che chiamo acqua  biologica o acqua strutturata naturalmente dai meccanismi perfetti di madre natura, accompagnata cioè dalle giuste e bilanciate quantità di fruttosio, di vitamine, di minerali organicati, di ormoni della crescita (auxoni), di proteine vegetali nobilissime e commisurate alle necessità umane, di fitochimici nelle varie colorazioni, di grassi polinsaturi naturali Omega3 e Omega6. Ed è proprio con frutta e verdura crude che si possono risolvere i problemi dell’umanità. E’ col carburante della specie, col cibo non crudele e non offensivo, che si esaltano le migliori qualità e le migliori caratteristiche dell’essere umano.

L’amico inglese degli elefanti

Riporto qui di seguito, a conclusione di questa tesina, la storia attualissima di un giornalista 36enne inglese, che ha deciso di vivere in difesa dei suoi amici elefanti, dopo essersi commosso da turista a vedere questi magnifici animali, condotti con la corda per le vie della capitale thailandese, a divertire la gente e i bambini. John Roberts ha trovato la formula adatta a convincere i conduttori a riportare questi animali nel loro habitat, ovvero nell’elephant camp che ha creato presso l’Anantara Golden Triangle Resort, ai confini settentrionali col Laos e la Birmania.

Offre loro una conveniente sistemazione lavorativa a patto che riportino le bestiole dove meritano di stare, cioè in mezzo al verde della foresta. In pochi giorni si assiste a una trasfigurazione degli animali.

Da creature sfinite e ai limiti del collasso, ridiventano esseri felici e pimpanti, carichi pure di atteggiamenti amichevoli ed affettuosi verso il loro salvatore.

Anche gli animali con la proboscide soffrono di anemia, se privati della loro quota verde

Per ora ne ha recuperati 34, ma resta molto da fare, con le centinaia di giovani elefanti costretti a camminare tra il caotico ed inquinatissimo traffico cittadino, a procedere sull’asfalto bollente delle strade, privi del cibo verde che ogni pachiderma necessita in continuazione.

E’ calcolato infatti che un elefante deve nutrirsi giornalmente per una quantità di fronde e frutti equivalente al 10% del suo peso. Un giovanotto da 2500 chili deve dunque masticarsi 250 chili di fogliame e di frutta di banano e di ananas, di canna da zucchero, di canne di bambù, di piante di mais e di altro foraggio assortito, se vuole stare in forma e non diventare anemico e malaticcio.

Il dieci per cento di alimento verde tutti i giorni e ogni anemia se ne va

Un po’ come tutti gli altri animali erbivori tipo giraffe, rinoceronti, ippopotami, gorilla, antilopi, zebre, bovoini, equini, pecore e scimmie. Diciamo pure che non lontano da quella linea indicativa del 10% sta pure idealmente l’essere umano, fruttariano e vegetariano a tutti i  livelli.

Un corpo umano di 50 kg dovrebbe prendersi quasi 5 kg di materiale crudo al giorno.

Il che è in linea con le raccomandazioni di Cambridge e il five per day di sola frutta, con 5 pasti sazianti che danno 2,5 kg e con altri 2 kg da aggiungersi tra pranzo e cena.

Pur diversi nel sesso, nell’età, nella pelle, nel colore degli occhi, nei gruppi sanguigni, nei segni zodiacali, nell’altezza e nel carattere, nel conto in banca, abbiamo tutti lo stesso identico apparato gastrointestinale, lo stesso identico sangue alcalino, la stessa anima immortale

Chi ama la salute e aborrisce la malattia e le carenze, non può prescindere da queste considerazioni che sono inequivocabilmente scientifiche ed universali, perché, non scordiamocelo mai, tutti gli umani sani e malati, anemici e non anemici, sono dotati dello stesso identico apparato gastrointestinale, dello stesso sistema immunitario, dello stesso sistema nervoso, dello stesso apparato circolatorio, della stessa voglia infinita di armonia e di poesia, che sono quelli tipici di un essere vegano-fruttariano-crudista.

E’ per questo che abbiamo l’obbligo morale perentorio di educare il macellaio a non sgozzare più nessuno, e di insegnare ai nostri simili che la via vegetariana non è un’utopia carica di illusioni o di incognite, ma una realtà concreta e percorribile, oltre che un’inderogabile necessità economica, ecologica, politica, storica, morale e salutistica. Che la via vegetariana significa ritrovare se stessi, ridiventare finalmente uomini nobili nell’animo, nel pensiero e nell’azione, uomini responsabili e di qualità, e non più meschine e mostruose caricature umane, pregne di tare e di vili intenzioni, mascherate ipocritamente di falsa religiosità, di falsa arte, di falsa scienza e di falsa tecnologia.

Il segreto della salute sta innanzitutto nella non-decapitazione dell’anima

Quanto più è indifeso un essere vivente, tanto più ha diritto di essere tutelato e amato dall’uomo.

Gli animali sono esseri a noi legati da fraterna alleanza, ci ricorda Pitagora.

La vita di un agnello, di un maiale, di un’anatra non valgono affatto meno di quella di un uomo, in termini di valutazione morale per il bipede tiranno e di sofferenza per la vittima innocente.

La buona salute dipende dal rapporto armonioso che corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e corpo egoistico intrattengono con la propria anima.

Ogni essere vivente è un individuo unico per il quale la vita ha un significato ed uno scopo particolari.

Ognuno ha un suo karma da portare avanti, una sua realizzazione da compiere e completare.

La perdita di questo senso dell’individualità, e del senso della propria missione individuale, si riflette in un inevitabile deterioramento del benessere mentale, spirituale e fisico.

Non possiamo accettare passivamente che esistano tra di noi dei missionari di tortura e di morte, dei sicari seriali supportati da mandanti tetri ed affamati, pronti a banchettare con le salme dei nostri fratelli.

Valdo Vaccaro
– Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
– Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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