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Giornata mondiale sull’obesità: in sovrappeso un italiano su tre. E preoccupano i giovanissimi

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PAOLO RUSSO
Nel nostro Paese dal 1990 ad oggi è quadruplicata la quota di obesi tra bambini e adolescenti: sedentarietà e cattiva alimentazione tra le cause. E la politica è poco attenta alla prevenzione

Un italiano su tre in sovrappeso e uno su dieci obeso. Perché più della metà della popolazione pratica come unico sport quello dello zapping dal divano, mentre presi dall’attività frenetica di tutti i giorni saltiamo la prima colazione, assorbendo poi più calorie a pranzo e a cena, ordiniamo sempre più spesso cibo da fast food che allarga la nostra circonferenza, mangiamo troppe volte al ristorante o in pizzeria, ordinando antipasti e dolci che normalmente non mangiamo quando siamo in casa. E poi ci sono le vite corrose dallo stress e l’autoisolamento dei nostri giovani nel mondo parallelo dei social. Tutte cose che portano a disistima e depressione, da compensare tuffandosi nel frigorifero.

Quali sono le cause

Le cause di nostri chili in più sono le più variegate. Non ultima una politica poco attenta alla prevenzione e alla promozione dell’attività fisica, che spende decine di miliardi per il bonus facciate ma poi lascia ai Comuni l’onere di elargire qualche mancetta, ad esaurimento dei pochi fondi, per le famiglie con Isee sotto gli 8mila euro, ossia con redditi da miseria, che vogliono mandare i loro figli in palestra o in piscina.
Misceliamo tutto questo e proprio nella Giornata mondiale contro l’obesità scopriamo attraverso gli ultimi dati del nostro Iss che il 32,6% degli italiani è in sovrappeso e il 10,4% obeso. E a sconcertare è anche il fatto che, come rileva sempre lo studio “Passi” dell’Istituto, dinanzi al peso in eccesso il 43,4% dei medici si guarda bene dal consigliare dieta e movimento.

L’allarme tra i giovanissimi

A destare preoccupazione è anche quell’ago della bilancia sempre più in salita per bambini e adolescenti, tra i quali dal 1990 ad oggi è quadruplicata la quota di obesi, come denuncia la Società italiana di pediatria Sip. Ricordando che l’obesità è l’anticamera di malattie serie come il diabete di tipo due, l’ipertensione, le malattie ischemiche del cuore ed anche di alcune forme di tumore, come quello al pancreas, all’esofago, al colon retto e alla mammella. Perché come ci spiega il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Humanitas, “il tessuto adiposo è composto anche da cellule del nostro sistema immunitario e quando si è in sovrappeso o addirittura obesi queste si disorientano e diventano come dei poliziotti corrotti, che anziché combattere infezioni e tumori le fanno proliferare”.

Il problema è che il peso in eccesso quando si è giovanissimi è poi sempre più difficile perderlo con il passare degli anni, per cui quel 21% a 11 anni e 29,6% di ragazzi in sovrappeso a 15 anni, per non parlare del 4,4% di obesi, non fanno ben pensare per lo stato di salute del nostro Paese negli anni a venire.

Tra le cause di questo aumento di taglia c’è una cattiva alimentazione ma anche l’eccessiva sedentarietà, con 38 milioni di italiani che non pratica alcuno sport e solo uno su quattro che lo fa in modo continuativo. Numeri che ci collocano al 21° posto della classifica europea degli sportivi. Del resto non c’è da stupirsene visto che ben sei scuole su dieci non possiedono nemmeno una palestra.

Per come stanno le cose sarà allora bene appuntarsi i consigli della Sip. “I bambini – spiega la presidente Annamaria Staiano- dovrebbero andare a scuola a piedi tutti i giorni, fare attività fisica e giochi all’aria aperta almeno 4-5 giorni alla settimana, di cui 3 o 4 volte in maniera organizzata, possibilmente con gioco di squadra. E per i genitori è importante ricordare che, secondo le raccomandazioni dell’Oms, è opportuno incoraggiare un`attività fisica giornaliera di intensità moderata-vigorosa per almeno 60 minuti in tutti i soggetti di età compresa tra 3 e 17 anni”.

L’allarme dell’Oms

Per combattere quella che l’Oms definisce “una epidemia globale che colpisce più di un miliardo di persone nel mondo” un alleato lo avremmo in casa, ed è ovviamente la dieta mediterranea. Ma come ricordano sempre i pediatri, non è importante solo cosa ma anche come si mangia. Ad esempio non saltare la prima colazione, evitare merende troppo abbondanti e riscoprire il gusto di consumare i pasti in famiglia, perché la convivialità ci fa assimilare meglio quello che mangiamo e aiuta a non lasciarsi andare ad eccessi.

Sport e sana alimentazione. Facile a dirsi meno a farsi quando non si hanno soldi per iscriversi in palestra e il cibo spazzatura risulta più a buon mercato di quello salutare, perché come certifica l’Istat dove c’è disponibilità economica la quota di sovrappeso è al 25,7%, dove i soldi scarseggiano sale al 30,4%. Come dire che le diseguaglianze nella salute partono già dalla bilancia. 04 Marzo 2024
Fonte Link: lastampa.it