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Il Piccolo Principe incontra il Geografo

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Il piccolo Principe incontra il Geografo

Marco Vettori
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Il Piccolo Principe incontra il Geografo

La realtà della vita quotidiana ed il rapporto con il sentimento sono le preoccupazioni che assillano e preoccupano l’esistenza del geografo.

Jung distingue quattro funzioni che definisce come forme di attività psichica che mettono in relazione l’individuo con il mondo: pensiero-sentimento-sensazione-intuizione. Il Pensiero esprime che cosa sia una cosa le conferisce un nome ed è legato alla comprensione dei fatti. Il Sentimento dà ad ogni realtà un valore e non va confuso con l’emozione. La Sensazione trasmette l’esperienza del mondo attraverso i sensi. Contrariamente a quanto avviene nella Sensazione, l’Intuizione percepisce la realtà ‘in fieri’ per mezzo dell’inconscio (esempio: ’i lampi d’intuizione’). Di solito ogni individuo sviluppa in modo naturale la funzione che gli è più consona ed il soggetto diventa più o meno identico alla funzione da lui privilegiata che viene definita da Jung: ”Funzione Principale”.

La funzione meno sviluppata viene chiamata: ”Funzione Inferiore”.

Quando l’Io s’identifica nella funzione superiore, la funzione inferiore esercita sulla personalità conscia un’azione disturbatrice attraverso realtà emotive ed umori spesso negativi.

Il geografo si sente inadeguato nei confronti della Sensazione e del Sentimento che sono per lui causa di difficoltà e sofferenza. Il soggetto, anziché rendersi conto del problema ed integrarlo, si lascia irretire dalla propria Ombra che lo induce a misconoscere il problema con motivazioni pretestuose e superficiali.

Nasconde e mistifica il proprio disagio e la propria paura affermando che la realtà della sensazione è “transeunte ed effimera”: pertanto merita di essere trascurata. Incistato del proprio complesso negativo, questo individuo dà giudizi sulla esperienza degli altri illudendosi di renderla reale attraverso l’inclusione in categorie ed astrazioni simboliche e pertanto peggiora la sua situazione anziché farla evolvere. Mentre gli altri hanno visto con i loro occhi e sperimentato sulla loro pelle, lui s’illude di poter affrontare ciò che lo mette in difficoltà dando un suo ‘personale’ giudizio su tutti e su tutto. Dal nuovo testamento si evidenzia che una visione del mondo senza esperienza del mondo è poggiare le fondamenta dell’intero edificio della vita, l’esistenza intera , ‘letteralmente’ sulla sabbia. L’esperienza di questo individuo è dominata dall’inconscio indifferenziato che lo allontana dalla vita e dalla realtà. Il suo bisogno esasperato di valutare e controllare è la reazione inappropriata alle difficoltà che il suo sentimento inconscio gli procura e lo porta ad incarcerare la propria anima.

Nel domandarci le cause che hanno favorito i disturbi da cui è affetto il geografo potremmo scoprire un’infanzia tormentata da familiari “disturbati e disturbanti” un padre assente, estremamente rigido, e una madre dragonesca . Attraverso la loro lucida follia hanno costretto il figlio al soffocamento  del proprio bisogno d’affetto e delle proprie emozioni. Per mezzo della rimozione di desideri e bisogni, ovvero attraverso la castrazione emotiva della propria relazionalità individuale e sociale [Anima], il soggetto è riuscito a sopravvivere. Solo attraverso la rimozione della propria autenticità e della propria pienezza di vita quest’uomo è riuscito a tenere bada la follia degli adulti …

Quello che nell’infanzia costituiva una difesa, adesso è diventato uno “stile di vita” che una volta lo difendeva dai genitori esterni e adesso lo ‘difende’ dai familiari introiettati. Lo stile nevrotico di cui sopra introiettato e divenuto modalità di approccio alla vita costringe il soggetto a sottomettere al giudizio della propria testa l’esistente e a perpetuare all’infinito il suo stato di disagio interiore e relazionale.

Questo individuo, attraverso la differenziazione della ‘funzione di sentimento’, potrebbe ricercare delle opportunità per migliorare la propria vita attraverso la ricerca e la sperimentazione di relazioni che possano favorire “un adeguato sentimento di sé “che in futuro potranno divenire la base fondamentale per potere esprimere i propri bisogni ed emozioni senza il pericolo di temere devastanti ripercussioni interne ed esterne. Vivendo esperienze e rapporti continuativi nei quali quest’uomo si sentirà accettato per quello che è e non per quello che “deve essere o dare” avrà la possibilità di crescere….

Anche un contatto fisico collegato alla ‘funzione di sensazione’ potrà essere d’aiuto: ad esempio una cordiale stretta di mano ed un abbraccio sincero.

In seguito il geografo potrà constatare che nelle realtà effimere e nelle situazioni apparentemente insignificanti “come la realtà quotidiane” viene rispecchiato ciò che è perenne ed incommensurabile!!

Se il sentimento di questo individuo verrà differenziato, il soggetto diverrà capace di liberare la propria anima dalle ombre negative dell’inconscio e dai suoi archetipi negativi e diverrà capace di dare il giusto valore a questa affermazione: “un gesto che può essere considerato insignificante come dare da bere ad un uccellino ha un valore immenso per l’individuo stesso e per il mondo”.

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