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IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL VANITOSO

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vanitoso

Marco Vettori
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Nel secondo pianeta il Piccolo Principe incontra il vanitoso: un uomo egoista che considera la realtà solo dal suo punto di vista. Questo personaggio tiene conto del suo prossimo solo quando questi è pronto ad applaudirlo ed ammirarlo. Nel suo stereotipato manierismo si comporta come una marionetta pronta ad animarsi quando gli ammiratori lo notano. Sfortunatamente dalle sue parti non passa mai nessuno. [sopportare un personaggio del genere non è tollerabile, ognuno di noi è costretto  ad evitarlo !!] A causa del suo complesso emotivo che blocca il sentimento, il vanitoso non ci incontra se non siamo disposti  ad offrirgli le risposte attese dalle sue aspettative  e proiezioni nei nostri confronti.
Per fare felice il monarca assoluto bisogna rendersi disponibili ad un potere egocentrico ed egoista  che genera paura , disagio e solitudine; per fare contento il vanitoso basta entrare in sintonia  con le richieste della sua personalità disturbata  che ha bisogno di strumentalizzare il prossimo  per continuare a rendere credibile  la favola nevrotica in cui lui recita la parte del protagonista. Sia il monarca assoluto, sia il vanotoso non sono in grado di relazionarsi autenticamente con se stessi e con il prossimo. Individui di questo genere sono difficilmente permeabili all’integrazione delle loro Ombre. Jung ha sottolineato che bisogna essere molto prudenti quando si tocca l’Ombra dei nostri simili.

Spesso il vanitoso attiva un circolo vizioso:” Più chiede, meno ha”! Con questo comportamento ossessivo accumula un carico enorme di frustrazioni che cercherà di compensare con ulteriori assillanti richieste di conferme, ricercate con modalità infantili e atteggiamenti pretenziosi. L’attivazione e la reiterazione di questi “circoli viziosi” fanno sì che questo individuo divenga insopportabile per i suoi simili. Il vanitoso. Il vanitoso è incapace di richiedere in modo corretto “rispetto e stima” qualità che lui apprezza particolarmente e che pensa gli dovrebbero essere riconosciute. Se è un personaggio di potere ottiene spesso ‘adulazione’. Coloro che adulano i vanitosi hanno intenzione di gabbarli come testimonia la favola di Esopo: “La volpe e il corvo”. Se il problema più importante per il vanitoso è la scarsa autostima che è portato a ricercare con modalità sbagliate che lo portano a confermare ed aumentare i suoi problemi con conseguenze disastrose per lui e per i rapporti interpersonali, domandiamoci quali realtà familiari possono essere state causa di questo comportamento disturbato. Nell’anamnesi, di un individuo di questo genere, si potrebbe incontrare una madre narcisista che accetta la sua creatura solo se corrisponde ai suoi desideri e bisogni. Solo se il figlio agisce nel modo che lei considera positivo e la compiace sarà degno del suo amore. Se il figliolo non corrisponde alle aspettative lei ritirerà la sua approvazione nei suoi confronti. Adottando questo comportamento da parte della genitrice, nella fanciullo si costituirà un’immagine negativa di se stesso che lo farà sentire inadeguato e non meritevole d’affetto. Le conseguenze dell’atteggiamento materno mineranno la sicurezza del figlio e gli faranno credere che l’amore e la fiducia gratuita sono una realtà immaginabile per lui. In ultima analisi questo individuo è portato a credere che non ci si può fidare del prossimo e lo si deve tenere a distanza e controllarlo guardandolo dall’alto. La paura di essere valutato “scarso” come in effetti si sente fa sì che senta la necessità di autentiche adulazioni al fine di coprire e compensare superficialmente
la sua scarsa autostima.
I bisogni autentici di un individuo non possono essere soddisfatti attraverso l’esaltazione della sua immagine estetica e pubblica.   Per crescere il vanitoso ha bisogno di imparare ad accettarsi nelle sue luci ed ombre. Accogliere se stesso vuol dire prendersi carico della propria paura, collera, tristezza e a volte anche disperazione…
Solo quando questo personaggio avrà compreso che il suo valore non dipende né dall’eleganza dei suoi vestiti, né dall’esibizione di un’immagine esteriore, ma dalla vitalità interiore’ potrà considerarsi “a buon punto” sulla strada della guarigione dai suoi problemi psicologici ed emotivi. 

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