Home PROGETTI A COLLOQUIO CON L'INCONSCIO IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA L’UBRIACONE

IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA L’UBRIACONE

2537
0

ubriacone

Marco Vettori
[email protected]
sito web

 

Nel terzo pianeta il Piccolo Principe incontra un ubriacone: egli beve per dimenticare la propria vergogna di bere e si trova pertanto chiuso in un circolo vizioso autodistruttivo.
E’ difficile definire i fattori psicologici e sociali che contraddistinguono l’alcolista. L’unica costante è la tendenza a nascondere a se stesso la dipendenza e a negare la sua condizione.

E’ possibile descrivere alcuni disturbi psicologici all’origine dell’alcolismo.
In alcuni casi la tristezza porta l’essere umano alla ricerca di un sollievo momentaneo ‘euforizzante’ nell’alcol che in seguito diventa strumento di autodistruzione. Di fronte a situazioni preoccupanti alcune persone si affidano ad una bevuta ‘preventiva’ prima di affrontarle. A volte la paura e l’ansia scatenano il bere fino allo stordimento come superficiale antidoto ad un continuo stato di preoccupazione e allarme. Giovani insicuri, troppo preoccupati del giudizio pubblico, si rivolgono all’alcol per un facile conforto. Personaggi ‘chiusi ed introversi’ individuano nelle sostanze alcoliche ‘la medicina’ che aiuta ad esprimersi e a farsi valere pur rifuggendo da un autentico contatto sociale. Chi si identifica in un modello di vita antisociale si aggrega facilmente con bande e abusa dell’alcol al fine di dare libero sfogo alla sua irritabilità e aggressività. I narcisisti, sempre alla ricerca di conferme, vanno incontro saltuariamente ad eccessi alcolici di fronte ad avvenimenti che generano rabbia e dolorose frustrazioni. Esistono individui ‘paranoici’ che bevono per allentare lo stato di tensione generato dal timore, spesso immotivato, di essere sfruttati e danneggiati, altri si lasciano andare all’alcol per paura di essere troppo sottomessi e dipendenti.

Narcisista solitario, l’ubriacone non sopporta se stesso e invece di domandarsi perché si odia e preferisce mettere la testa sotto la sabbia come lo struzzo e spera di dimenticare e dimenticarsi… E’ un essere umano estremamente fragile, deluso per l’impossibilità di raggiungere il proprio ideale, spinto alla disperazione e alla mancanza di compassione e disponibilità per se stesso: pensa che dal prossimo non si possa attendere e sperare nulla. La medicina migliore per un personaggio morto dentro è quella di aggrapparsi a una cosa morta (un feticcio) in sostituzione degli uomini. Pensa che la sua miglior medicina “l’alcol”, attraverso l’ebrezza dell’incoscienza, lo protegga dalla propria miseria e dallo sguardo altrui in realtà cade in un circolo vizioso: più tenta di scappare nell’ebbrezza, più si sente solo e disgraziato.

Si può entrare in comunicazione con chi rifugge da ogni dialogo, da ogni impegno stesso, da ogni disponibilità ad un autentico cambiamento? Spesso tale individuo racconta di impegnarsi per divenire più responsabile e adulto, mentre in realtà si comporta in modo infantile e fa in modio che il prossimo lo lasci in pace e non lo disturbi. Il suo motto sembra essere: “Voler cambiare tutto per non cambiare niente”! “
La volpe, amica del Piccolo Principe, consiglia: “Non si vede bene che con il cuore”
Il desiderio d’oblio e di annientamento dell’ubriacone sottintende l’ispirazione ad un autentico e reale bisogno di perdono che gli consenta di porre fine alle eccessive richieste di risultati nei confronti di se stesso; la fiducia e la sperimentazione responsabile del valore della propria persona possono aiutarlo a raggiungere il rispetto di sé.

Previous articleGiacinto Auriti – Questo i magistrati non l’hanno capito, e se ne fottono
Next articleL’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN “MOZART – LA CADUTA DEGLI DEI” parte terza, un concerto di tromboni