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Sabbia n.18 intitolata ”Doccino con doccia”.

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Sabbia 18 Doccino con doccia

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Sabbia n.18 intitolata ”Doccino con doccia”.

Dopo aver pensato, un poco, inizia a lavorare bagnando la sabbia. Sono passati circa venti minuti e il lavoro è terminato. Commenta: “Fare la doccia quando si è stanchi è particolarmente rigenerante. Quando non ne hai voglia è una fatica. Quando la mia tristezza è collegata al fatto che sono stanca fisicamente, la doccia mi fa sentire meglio. Quando sono disturbata da dei problemi psicologici, la doccia mi dà fastidio e non scioglie niente. Una settimana fa ero ’aggomitolata’ nella testa.  Adesso ho fatto una doccia e mi è piaciuto. In questo periodo sono meno inalberata nei miei pensieri. In questo periodo sono a casa e devo fare in modo che le cose ‘vadano’ anche se sono a casa! La mia amica Alessandra sta da sola e fa quello che vuole: guarda la televisione e ascolta le cassette che le piacciono”. La domanda che viene spontanea vedendo questa doccia e quella collegata alle modalità che utilizza la paziente per rapportarsi con il proprio corpo. Da alcuni mesi Eli partecipa ad un corso di scultura ed intarsio. Queste attività sollecitano ’ la testa ‘, ma non offrono un grosso aiuto al suo bisogno di differenziare le emozioni. Eloisa frequenta, dall’autunno, un gruppo di aerobica. Tale attività fisica propone un movimento ’tecnico meccanico’ molto gradito alle ragazze che fanno fatica ’ad usare il colore’!  L’aerobica pare una modalità di movimento che la paziente accetta perché da lei si sente contenuta. La contropartita è quella, però, di non essere stimolata a dare spazio alle proprie emozioni perché ingabbiata in un codice piuttosto rigido. Attualmente Eli s’incontra con due modalità opposte: il gruppo di aerobica e la discoteca. In discoteca bene o male incontra la musica e muovendosi liberamente ha la possibilità di dare spazio ed esprimere con il proprio corpo delle emozioni. Si potrebbe ipotizzare che la realtà odierna sia ”una tappa intermedia” nel difficile percorso di integrazione e superamento di questo dualismo.