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Stimolare il cervello per allontanare la demenza. Convegno lunedì 10 ottobre alle ore 8.30 nella Sala congressi dell’Ospedale di Parma

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“Interventi di stimolazione cognitiva nell’invecchiamento e nella demenza” è il titolo del convegno in programma per lunedì 10 ottobre, a partire dalle ore 8.30 nella Sala congressi dell’Ospedale e organizzato dalla Società Italiana Neurologia delle Demenze, in occasione della riunione regionale. L’appuntamento vede come responsabile scientifico Paolo Caffarra, responsabile dell’Unità Operativa di Gestione delle demenze dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e dell’area Neurologia del Centro dei disturbi cognitivi e demenze dell’Azienda Usl.

Sono circa dieci mila anche a Parma le persone affette da demenza, un dato che si allinea alla media europea, con un 45% di persone al di sopra degli 85 anni e il 5,5% al di sopra dei 60-65. “Non si conoscono le cause primarie della malattia – spiega Paolo Caffarra, responsabile scientifico dell’evento – anche se l’accumulo della proteina amiloide nel cervello pare essere la causa più probabile. Sappiamo però che alimentazione, stile di vita e mancata stimolazione cerebrale possono aggravare”. Fattori che diventano fondamentali, dunque, per allontanare l’insorgere della malattia e per contenerne il peggioramento.

Per quanto riguarda l’alimentazione, l’indice è puntato soprattutto contro l’assunzione di zuccheri, grassi animali, e salatura degli alimenti: diabete, ipertensione, ipercolesterolemia e disturbi vascolari infatti dimostrano una relazione tra la salute vascolare e metabolica e la malattia di Alzheimer.

Le parole d’ordine, oltre al benessere a tavola, sono: esercitare il proprio corpo attraverso il movimento e il cervello  con una continua stimolazione cognitiva. La cosiddetta “riserva cognitiva” infatti contrasta la demenza nell’intero arco di vita.

Insiste su questa relazione Paolo Caffarra, anche per il momento in cui la malattia presenta i primi sintomi: disturbi della memoria, dell’attenzione e del linguaggio, i primi campanelli di allarme da ascoltare con attenzione, senza facili allarmismi.

“Il primo importante riferimento è il medico di famiglia perché è fondamentale  verificare in modo precoce se queste manifestazioni sono sintomi secondari di altre malattie, come quella vascolare e tumorale, o come la semplice depressione”,  indica ancora Caffarra alla vigilia del convegno, che vede in calendario numerosi interventi sul tema delle demenze, considerate oggi un’urgenza mondiale. Per questo, l’incontro scientifico cercherà di affrontare la malattia in modo globale, dai sintomi al trattamento alternativo a quello farmacologico, fino al sostegno psico-sociale.  09/10/2016

Fonte Link parmaquotidiano.info