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Una com­mis­sione farsa per i medici free vax

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■ Il mini­stro della Salute ha messo in piedi un altro comi­tato che dovrà revo­care. Dopo aver ceduto alle pres­sioni di chi non voleva due medici «no vax» all’interno del Nitag, il gruppo tec­nico con­sul­tivo nazio­nale sulle vac­ci­na­zioni, adesso Ora­zio Schil­laci non può fin­gere che sia cre­di­bile un organo di giu­ri­sdi­zione spe­ciale, con all’interno magi­strati e medici «schie­rati» con­tro i dot­tori cri­tici della gestione dell’emer­genza Covid. Stiamo par­lando della Cceps, la com­mis­sione cen­trale eser­centi pro­fes­sioni sani­ta­rie che fun­ziona come una sorta di Corte d’Appello. Due giorni fa doveva svol­gersi a Roma l’udienza, fis­sata a ridosso del Natale per esa­mi­nare i ricorsi di almeno 25 medici radiati dall’Ordine. Nem­meno il tempo di aprire la seduta, e subito è stata rin­viata con data da desti­narsi.

Il 18 sera, infatti, l’indi­pen­denza e impar­zia­lità dei com­po­nenti della Cceps è stata messa in discus­sione dalle istanze di ricu­sa­zione di uno dei legali dei medici radiati, l’avvo­cato Mauro San­dri. La pre­si­dente e il suo vice, così pure diversi mem­bri dell’organo del mini­stero della Salute che eser­cita il giu­di­zio di secondo grado, si sono già espressi con­tro le cri­ti­che nei con­fronti del vac­cino Covid. In alcuni casi, anche con­tro gli stessi dot­tori che hanno pre­sen­tato ricorso, si legge nella memo­ria di ricu­sa­zione.

Nem­meno il tempo di aprire la seduta che essa è stata subito rin­viata

Una cosa inau­dita, che vani­fi­che­rebbe qual­siasi con­clu­sione della com­mis­sione. Non attiva da anni, la Cceps era stata rico­sti­tuita lo scorso otto­bre dal mini­stro Schil­laci su pres­sione di Filippo Anelli, pre­si­dente Fnom­ceo, la Fede­ra­zione nazio­nale degli Ordini dei medici chi­rur­ghi e degli odon­to­ia­tri. A marzo, il capo dei medici si lamen­tava per­ché il ricorso «di fatto vani­fica l’azione san­zio­na­to­ria degli Ordini, facendo sì che medici sospesi o addi­rit­tura radiati con­ti­nuino a eser­ci­tare».

Così, per liqui­dare in fretta la que­stione, in un’udienza fis­sata per trat­tare i soli pro­ce­di­menti dei medici radiati (in vio­la­zione del nor­male calen­da­rio), tutte le memo­rie scritte dei difen­sori dove­vano essere pre­sen­tate nella stessa mat­ti­nata del 19 e «date in pasto» a medici, a magi­strati che il loro giu­di­zio già l’hanno for­mu­lato.

Le istanze di ricu­sa­zione pre­sen­tate dall’avvo­cato San­dri sono state nei con­fronti della pre­si­dente della Cceps, Giu­lia Fer­rari, in quanto come com­po­nente del Con­si­glio di Stato ha par­te­ci­pato alla ste­sura di nume­rose sen­tenze nelle quali ha «sem­pre respinto le domande di ille­git­ti­mità delle sospen­sioni dal lavoro avan­zate da pub­blici dipen­denti».

E nei con­fronti del vice pre­si­dente Oscar Maron­giu «che ha par­te­ci­pato a deci­sioni di con­te­nuto ana­logo quale com­po­nente del Tar di Cagliari». Ma non è finita. La mag­gior parte dei com­po­nenti la Cceps per quanto riguarda i ricorsi dei medici sono pro­fes­sio­ni­sti che hanno fatto parte di Con­si­gli dell’Ordine, che hanno emesso prov­ve­di­menti di radia­zione e che hanno espresso, prima del pro­cesso, opi­nioni che fanno già chia­ra­mente tra­spa­rire la posi­zione che avranno nel giu­di­zio di secondo grado.

Tra que­sti c’è Gio­vanni Leoni, pre­si­dente dell’Ordine dei medici chi­rur­ghi e odon­to­ia­tri della Pro­vin­cia di Vene­zia e vice pre­si­dente nazio­nale Fnom­ceo. Il pre­si­dente a luglio 2022 si era oppo­sto all’idea dell’allora gover­na­tore Luca Zaia di rein­te­grare i medici sospesi per­ché non vac­ci­nati: «Sarebbe un pes­simo mes­sag­gio», disse. E che aveva defi­nito l’abo­li­zione della san­zione ai no vax «un pre­mio ai fur­betti. Que­sta scelta non è un mes­sag­gio edu­ca­tivo alla popo­la­zione sul rispetto delle regole». Qual­cuno ha dei dubbi su come Leoni giu­di­cherà il ricorso di medici quali Ennio Cag­giano, Bar­bara Balan­zoni, Fabio Milani, Ric­cardo Szum­ski? Sono solo alcuni dei dot­tori sti­mati, amati dai loro pazienti, però presi di mira dagli Ordini pro­fes­sio­nali per­ché osa­vano con­tra­stare la non scienza impo­sta con i dpcm di Spe­ranza e Conte.

Ennio Cag­giano di Cam­po­no­gara, nel Vene­ziano man­dato a pro­cesso per aver com­pi­lato 16 cer­ti­fi­cati di esen­zione dal vac­cino rite­nuti falsi dalla Pro­cura di Vene­zia, è stato assolto da ogni accusa pochi mesi fa. Eppure il 20 mag­gio del 2022 il pre­si­dente dell’Ordine dei medici di Vene­zia ne firmò la radia­zione. Oggi il medico si dice scon­cer­tato di sapere che lo stesso Leoni dovrebbe valu­tare il suo ricorso. «L’incom­pa­ti­bi­lità asso­luta. Invece di chiu­dere una vicenda che si tra­scina da anni, ana­liz­zando ogget­ti­va­mente i fatti, vogliono riba­dire che ave­vano ragione. È una cosa ridi­cola e tra­gica nello stesso tempo».

Un periodo, quello della pan­de­mia e dei dik­tat, segnato anche da brutte sto­rie di dela­zioni. Fabio Milani, sti­mato pro­fes­sio­ni­sta bolo­gnese non vac­ci­nato, nel dicem­bre del 2021 curò con anti­bio­tico e cor­ti­sone una fami­glia con pol­mo­nite da Covid abban­do­nata a Tachi­pi­rina e vigile attesa dal pro­prio medico di fami­glia. Segna­lato dal col­lega all’Ordine, aveva subìto un lungo pro­cesso per eser­ci­zio abu­sivo della pro­fes­sione, con­clu­sosi nel gen­naio 2025 per­ché «il fatto non sus­si­ste». Ma non era finita. Il medico venne radiato nell’ago­sto 2022 con l’accusa di aver vio­lato il codice deon­to­lo­gico. Con quale impar­zia­lità sarà giu­di­cato in secondo grado da una simile com­mis­sione?

«Nes­sun medico radiato può essere giu­di­cato per avere espresso opi­nioni cri­ti­che sulla gestione dell’emer­genza sani­ta­ria», riba­di­sce l’avvo­cato San­dri. «Nes­suno mi ha denun­ciato per aver mal­trat­tato un paziente», osserva Ric­cardo Szum­ski, il con­si­gliere di Resi­stere Veneto risul­tato tra i più eletti alle ultime Regio­nali, evi­den­ziando l’assur­dità di una san­zione così grave. «Mi sem­bra una com­mis­sione non a tutela dei medici e dei pazienti, ma dell’obbe­dienza a ogni costo. E Schil­laci era un col­la­bo­ra­tore dell’ex mini­stro Roberto Spe­ranza.

Con la pan­de­mia si sono dif­fusi i «kapò» con le loro con­ti­nue dela­zioni
Nella mia radia­zione venne citata la frase del pre­si­dente Ser­gio Mat­ta­rella “non si invo­chi la libertà per sot­trarsi all’obbligo vac­ci­nale” ma la libertà, secondo me, è un bene asso­luto». 21 dic 2025

Fonte Link: la verità 

 

 
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