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BCE: TRICHET, POSSIBILE TAGLIO TASSI IL 6 NOVEMBRE

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(ansa.it) ROMA – La Banca centrale europea potrebbe nuovamente tagliare i tassi d’interesse al consiglio del 6 novembre, in presenza di minori aspettative inflazionistiche e rischi per la stabilita’ dei prezzi. Lo ha detto il presidente della banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, spiegando che l’eventuale taglio e’ ”una possibilita”’, non una certezza, e che dipendera’ dall’allentamento delle prospettive d’inflazione. L’istituto centrale di Francoforte resta impegnato ad evitare che si manifestino effetti inflazionistici a cascata, ma nel complesso sembrano prevalere – ha spiegato Trichet parlando a Madrid, come riporta la Bloomberg – i rischi al ribasso per la crescita economica piuttosto che quelli al rialzo per l’inflazione.

MILANO: RESTA PESANTE (-3,6%) CON INTESA E BPMPiazza Affari si conferma in deciso calo nonostante le parole del presidente della Bce Jean Claude Trichet di valutare un taglio dei tassi in occasione della riunione del 6 novembre. Il Mibtel cede 3,6% a 14.830 punti e lo S&P/Mib il 3,8% a 19.103 punti. Tra i titoli peggiori Intesa SanPaolo (-7%) e Bpm (-12%). Deboli anche Fiat (-6,8%) e Pirelli (-5,4%).
NEW YORK; DOW JONES -0,43%, NASDAQ -1,11%Elevata volatilita’ alla Borsa di New York dove, attorno alle 16.00 ora italiana, il Dow Jones segna -0,43% a 8.342,71 punti; il Nasdaq composite -1,11% a 1.534,82 punti e lo S&P 500 -0,77% a 869,99 punti.
ALMUNIA: RAGIONEVOLE STIMARE FINE CRISI ENTRO UN ANNO
 ”Stiamo vivendo momenti di grande incertezza, ed e’ molto difficile fare previsioni su quanto accadra’ nei prossimi mesi: tuttavia, e’ ragionevole aspettarsi che, da qui a un anno, l’orizzonte cominci a rasserenarsi”. E’ quanto sostiene il commissario europeo agli Affari monetari, Joaquin Almunia, in una chat con i lettori di El Pais.

Secondo Almunia, ”nel breve i mercati rimarranno molto volatili, in un clima di pessimismo e di tensione. Ma poi – aggiunge il commissario Ue – e’ chiaro che ci sara’ chi comincera’ a vedere che gli attuali livelli dei prezzi in Borsa offrono delle opportunita’…”.

Per attutire l’impatto della crisi finanziaria sull’economia europea, e frenare una possibile recessione, e’ necessario ”un mix di politica macroeconomica, monetaria e fiscale. Oltre a cio’ – aggiunge Almunia – bisogna continuare nelle riforme strutturali del mercato del lavoro, dare impulso agli investimenti e indirizzarsi verso un modello di crescita sostenibile dal punto di vista ambientale, demografico e di bilancio. Tutto questo – ricorda – richiede un coordinamento piu’ stretto tra le decisioni che possono essere adottate solo a livello nazionale, ma che devono essere decise in comune e su scala europea”.

”L’esistenza di fondi sovrani e’ un fattore importante per incanalare capitale nelle mani di Stati con grandi attivi esteri verso quelle imprese e quei Paesi che necessitano di questo capitale, ma non sono sicuro che l’idea avanzata da Sarkozy abbia a che vedere con questo tipo di fondi”.
”Piu’ che altro – ha spiegato Almunia – mi sembra si tratti di incanalare denaro pubblico francese per rafforzare la posizione di aziende francesi”.
PER LE BORSE OTTOBRE NERO, ASIA A MINIMI STORICI
La settimana borsistica si apre con nuovi crolli, partiti dall’Asia e arrivati in Europa, in attesa di vedere come si muoverà Wall Street: l’apertura è attesa in calo con i futures sullo Standard & Poor’s che cedono il 3,5 per cento. Resta la paura sul fronte bancario e la convinzione che gli sforzi dei governi non allontaneranno la recessione. Il lunedì nero ha segnato Hong Kong (-13%) dove l’indice guida ha segnato il peggior calo dal 1997 e nel corso della seduta ha toccato un minimo a -15,4%, sui livelli segnati nel 1989 dopo i fatti di piazza Tienanmen.

 "Ad ogni calo, segue un calo" commenta un operatore lasciando intendere che non si vede uscita dal circolo vizioso. In Europa l’indice di riferimento, il DJ Stoxx 600 lascia il 4,3%, e si avvia a chiudere ottobre come peggior mese della storia, con un calo complessivo ad oggi del 26 per cento e oltre 12 trilioni di dollari bruciati. Tra i più colpiti i bancari con Ubs e Deutsche Bank che cedono oltre l’8 per cento.

A Parigi Societé Generale perde quasi il 15% e Bnp Paribas il 9,65 per cento. A Milano Intesa Sanpaolo è costretta a due stop per eccesso di ribasso (-11%) e Unicredit lascia il 6,61 per cento. A Francoforte invece fuochi artificiali di Volkswagen (+74%) grazie al rafforzamento dell’asse con Porsche.

Di seguito gli indici dei titoli guida delle principali borse europee. – Londra -4,50% – Parigi -6,20% – Francoforte -3,94% – Madrid -5,90% – Milano -5,55% – Amsterdam -5,28% – Stoccolma -5,37% – Zurigo -4,68%.