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Cibus più appetitoso che mai. E Parma si gioca il futuro

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Apertura trionfale del salone. Incontri per mantenere la manifestazione a Parma fino al 2020 nonostante l’expò di Milano

Alessia Ripani

(parma.repubblica.it) Un’edizione straordinaria, nei numeri e nella posta in gioco. Quello che si deciderà tra i padiglioni e gli stand degli espositori di questo Cibus 2008 vale molto di più dell’ammontare dei contratti che firmeranno buyers e produttori da qui a giovedì prossimo. Vale 300 milioni di euro, tutto l’indotto per l’agroalimentare parmense di una manifestazione arrivata alla sua 14esima edizione, che in 23 anni è diventata la più importante e completa rassegna dell’italian food nel mondo.

Da qui a giovedì, giornata di chiusura e di bilanci, gli industriali decideranno se restare a Parma con Cibus o partire verso altri lidi. Milanesi per la precisione. Lo deciderà una commissione interna a Federalimentari, l’anima agroalimentare di Confindustria, che detiene il 50% del marchio Cibus in comproprietà con Fiere Parma Spa. Sta valutando, ormai da più di un mese, scenari e possibilità della kermesse, ora che il contratto che lega Cibus a Parma va verso la scadenza (2012) e il capoluogo milanese si è aggiudicato l’Expo 2015. Una prima riunione ci sarà il 12 maggio, una il 15, ma è certo che entro la fine del mese una parola definitiva si sarà. Per il momento, però, resta la richiesta del sindaco che spinge per un rinnovo del contratto fino al 2020 e l’intenzione "sincera" di Federalimentari di onorare gli impegni e non scontentare nessuno.

"Federalimentare – ha spiegato il presidente Giandomenico Auricchio – chiedeva da tempo di realizzare alcuni interventi sui padiglioni e sui collegamenti indispensabili affinché Parma fosse all’altezza dell’appuntamento. Gli impianti di condizionamento, la complanare dall’autostrada, l’asfaltatura dei parcheggi. Con piacere prendiamo atto che gli accordi sono stati mantenuti e gli sforzi sono stati ripagati. Questa edizione di Cibus è stata accolta con molta soddisfazione dagli operatori e tutto fa pensare che ci siano i presupposti perché sia un successo. Allo stesso tempo, l’Expo è un’opportunità concreta che dobbiamo valutare. Parma è conosciuta in tutto il mondo come sinonimo di qualità e porta con sé il valore aggiunto del suo territorio. Dà a Cibus un gusto particolare, ma obiettivo di Federalimentare è fare l’interesse delle aziende, non delle città. Oggi come oggi l’esigenza vera è quella di avere una fiera fortemente specializzata e forte vocazione internazionale. Personalmente sto lavorando perché Parma e Milano dialoghino, e l’Expo si trasformi in un’occasione importante per tutti".

Così Auricchio risponde al sindaco, non dice di più. Gli fa eco una figlia d’arte: Stefania Rosi, responsabile marketing di Parmacotto. "Vedremo come va e poi decideremo. Questi saranno giorni importanti – ha spiegato – per pesare le opportunità concrete offerte da Cibus. Se va bene resteremo, altrimenti valuteremo serenamente se lasciare Cibus e preferire altre manifestazioni. Non abbiamo partecipato volutamente a TuttoFood un anno fa a Milano perché crediamo nell’importanza e nel significato di Cibus a Parma. È presto per fare pronostici, ma i primi riscontri con i nostri clienti sono molto positivi".

Dunque siamo alla prova del fuoco, la sfida vera che sovrasta e fa scomparire le tante "prove del cuoco" che nel frattempo animano i padiglioni. Padiglioni vestiti a festa, con stand a due piani e grande spolvero di design. Una fiera extralusso, che vuole – e si capisce – stupire. E se sta ai singoli produttori mostrare ciò che di buono bolle nelle loro pentole (in generale è monoporzionato, light, arricchito di principi attivi), a Vignali è toccato illustrare alla stampa nazionale e internazionale il bello di Cibus, così come lo abbiamo sempre conosciuto, anzi meglio.

Il sindaco ha parlato alla stampa perché Federalimentare intenda. Ha ricordato tutti gli interventi già realizzati, costati 7 milioni di euro. Si è presentato forte del successo di pubblico (migliaia i visitatori già dalle prime ore del mattino) e con un dvd promozionale, in cui una voce fuori campo ha illustrato la città della Fiera che verrà. La "NeWcity", la "Città delle funzioni", come l’ha chiamata. Per descriverla ha nominato il ponte nord, la complanare, la nuova stazione ferroviaria e l’alta velocità, la metropolitana leggera, il potenziamento dell’aeroporto, la nuova sede dell’Efsa, il polo "altamente attrattivo dal punto di vista architettonico" che sorgerà nella zona nord ovest della città.

"Credo che Parma abbia tutte le carte in regola per continuare a ospitare Cibus", ha concluso il sindaco. Ma se non fosse così? E se Federalimentare entro maggio dovesse dire "Grazie arrivederci?". Fine di Cibus. Né Fiere di Parma potrebbe continuare a organizzarlo, né Federalimentari potrebbe portarlo a Milano. "A meno che – spiega Daniele Rossi, direttore generale della Federazione – uno non ricompri il 50% del marchio dall’altro". Quanto costerebbe? "Quindici milioni di euro o giù di lì".(05 maggio 2008)