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La finanza islamica in Italia

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Fatima Edouhabi –
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mercoledì 21 marzo 2007

Gli istituti di credito italiani sono alla ricerca di strumenti bancari che soddisfino i principi coranici e negli ultimi cinque anni si è assistito al proliferare di offerte ad hoc per gli immigrati musulmani.

Le esigenze dei fedeli musulmani iniziano a farsi sempre più consistenti in seguito all’incremento di immigrati dal mondo arabo. I musulmani in Italia sono oggi 824mila secondo gli ultimi dati della Caritas. La gran voglia di impresa tra i musulmani dei paesi arabi si traduce in 66mila imprese avviate su 200mila aziende individuali presenti in Italia appartenenti a cittadini stranieri.
La risposta finora data dagli istituti di credito italiani è stata puramente "commerciale" nel senso più spregevole del termine. Tale situazione mostra una scarsa lungimiranza e predisposizione al cambiamento ed a strategie di lungo periodo.

In Italia infatti non esistono esempi di strumenti di finanza islamica ma solo prodotti bancari occidentali mascherati per soddisfare i principi musulmani.
Finanza islamica non significa banalmente divieto di percepire interessi. Per capire i principi alla base degli strumenti fondati sulla Shari’a è necessaria un’analisi approfondita che punti ad integrare l’attuale struttura finanziaria con elementi di innovazione che consentano di rendere i mercati del capitale sempre più efficienti ed affidabili. Il sistema finanziario occidentale ha affrontato negli ultimi anni una profonda crisi che ha investito non solo gli istituti ma anche le regole alla base del sistema.

Introduzione ai principi della finanza islamica e differenze con modello occidentale

Innanzitutto è bene rimarcare quali sono i quattro principi alla base del sistema finanziario islamico:

1) la riba: divieto del pagamento di interessi legati al fattore temporale
2) il gharar: vieta gli investimenti in attività che comportino irragionevole incertezza ed ambiguità
3) il maisir: divieto di speculazione
4)l’haram: vieta gli investimenti in attività economiche proibite dal corano: distribuzione/produzione di alcol, tabacco, armi, carne suina, pornografia, gioco d’azzardo

Di questi solo l’haram rappresenta un principio strettamente legato alla fede musulmana. Gli altri tre invece, compresa la riba, sono principi pienamente condivisibili anche dai valori occidentali.
La riba infatti proibisce l’interesse frutto di una semplice rendita finanziaria che non sia correlato ad un’attività reale comportante un determinato livello di rischio. Il principio è dunque corretto: io guadagno solo se investo in maniera efficiente. Nel sistema occidentale invece i miei risparmi possono essere utilizzati per attività di cui io conosco ben poco e la cui profittabilità può risultare spesso dubbia. Questo è in palese contrasto con i principi alla base del libero mercato concorrenziale che dovrebbe garantire il successo delle iniziative più profittevoli.
L’artifizio è consentito dall’utilizzo dell’interesse e dal ruolo predominante delle banche nel sistema occidentale. L’interesse fisso sui depositi bancari permette di semplificare la raccolta di fondi. Allo stesso modo l’interesse fisso pagato sul debito diviene una regola che facilita il prestito di capitale. Lo spread tra interessi attivi e passivi costituisce il guadagno della banca che in tal modo funge da "separatore" tra risparmiatori ed investitori.

L’utilizzo dell’interesse come forma di garanzia per il prestatore tende ad allontanare il capitale investito dall’obiettivo reale dell’investimento.

Il sistema occidentale basato sull’interesse è estremamente efficiente nella fase di raccolta dei capitali in quanto fornisce ampie garanzie anche ai soggetti avversi al rischio. Nella fase di impiego degli stessi però può avvenire una allocazione inefficiente delle risorse proprio a causa della dimensione "finanziaria" spesso astratta dalla dimensione reale e materiale.
In questo senso il sistema finanziario islamico può costituire un modello verso cui ispirarsi per un sano ripensamento dei nostri mercati di capitali.

La speculazione e l’irragionevole incertezza, maisir e gharar, rappresentano invece due principi comuni, almeno in linea teorica, ai due sistemi. Almeno in linea teorica perché è noto come essi vengano spesso disattesi sui mercati finanziari internazionali soprattutto. L’avvento delle internet company ad esempio ha negli anni ‘90 slegato completamente il valore reale delle imprese dal loro valore sui mercati, e i meccanismi di borsa sempre più votati a favorire il profitto a breve hanno trasformato la finanza in un puro gioco speculativo.

La finanza islamica è fondata su un sistema di tracciabilità dei capitali che permette di collegare facilmente fonti ed impieghi evitando situazioni indecifrabili dovute alle asimmetrie informative tipiche del sistema occidentale. Il principio permeante è quello di rendere più snella è trasparente la funzione di intermediari finanziari, banche e mercati di capitali.
Strumenti di finanza islamica per l’Italia

Superando tale pregiudiziale proviamo dunque ad esaminare quali innovazioni potrebbe apportare la finanza islamica all’interno del contesto bancario occidentale.
Tralasciando gli strumenti islamici che ricalcano prodotti occidentali già esistenti (Ijara-Leasing, Bai’ Salam-Future, ecc.) poniamo la nostra attenzione su quelli che presentano caratteri innovativi e di interesse per le banche occidentali.

Uno degli strumenti che potrebbero svecchiare il sistema bancario italiano è quello dei conti correnti al-wadiah. Nella sua versione di conti di risparmio tale strumento prevede al posto di un tasso di interesse fisso legato al fattore temporale un premio in relazione all’andamento dei profitti totali della banca. Si tratta di un fatto rilevante se si pensa come oggi le banche costituiscono uno dei pochi soggetti di cui i creditori/finanziatori sanno poco o niente. Avete mai pensato di chiedere in filiale un bilancio della vostra banca?
Uno strumento che lega in maniera diretta o almeno in parte i conti correnti di risparmio all’efficienza della banca potrebbe indurre dei miglioramenti all’interno delle stesse migliorano al contempo il livello concorrenziale del mercato dei capitali.

Attualmente nel sistema occidentale il tasso di interesse viene fissato dalle banche centrali. Questo offre si numerose garanzie ma implica anche un sostanziale appiattimento dell’offerta da parte del mercato. Tutti gli istituti bancari offrono prodotti a condizioni pressoché identiche con poche variazioni non significative, il tutto, da un certo punto di vista, a scapito del "consumatore".

Un altro strumento di enorme validità per il pubblico è il murabaha che sostituisce alcune forme di prestito: la banca acquista il bene desiderato dal cliente e glielo rivende ad un prezzo maggiorato. L’obiettivo è dunque ben preciso e il valore degli interessi viene inglobato nel prezzo finale al cliente. Il murabaha è utile per gli acquisti di beni immobili (auto, elettrodomestici, altre spese per la famiglia) e si differenzia rispetto ai prestiti offerti da vari istituti di credito in quanto viene giustificato dall’obiettivo e sottintende un bene reale.
L’importo dovuto è ratealizzabile e il mark up costituisce una sorta di premio per il servizio offerto dalla banca e per il rischio che essa sopporta nel tempo in cui il bene rimane di sua proprietà.

Il murabaha può sembrare a prima vista un semplice artifizio che non cambia la sostanza. Questo non è vero perché tale strumento comporta una serie di vantaggi:
– la banca è in grado di acquisire il bene ad un costo inferiore grazie alle economie di scala che ne derivano;
– vengono meno i costi amministrativi relativi alla documentazione che abitualmente i centri commerciali redigono per dilazionare i pagamenti;
– si ha un rapporto diretto tra prestito ed investimento con i vantaggi che ne derivano (il bene sottostante costituisce un garanzia del rientro dell’investimento effettuato dalla banca.)

Un altro strumento per gli investimenti delle famiglie meno abbienti è costituito dal qard al-hasan: prestiti per persone particolarmente bisognose che non richiedono il pagamento di interessi ne nessuna altra maggiorazione. Vengono rimborsati alla banca i soli costi di gestione della pratica. Si tratta di un prodotto con un elevato valore sociale e non è del tutto impraticabile in quanto consente a persone che si trovano in una situazione patrimoniale compromessa di accedere ugualmente al credito. In questo caso le banche potrebbero ricevere sovvenzioni statali data la nobiltà del servizio offerto, che consente a persone in difficoltà di rientrare nel sistema consumistico.

In ultimo, uno strumento islamico che potrebbe trovare applicazione in Italia incontrando anche una buona accoglienza da parte della comunità musulmana è rappresentato dai fondi per lo zakat che è la tassa sulla ricchezza prevista dal Corano che tutti i musulmani sono tenuti a versare annualmente in base al loro reddito. Costituisce una sorta di ridistribuzione del capitale che oggi viene effettuata dai musulmani verso conoscenti meno fortunati e persone bisognose. Con il tempo però potrebbe essere utile avere a disposizione un soggetto che provveda alla raccolta di questi denari per investirli in progetti umanitari e di beneficenza di più grande portata. Il bisogno è reale se si pensa che in breve i musulmani presenti in Italia saranno totalmente estranei ai loro paesi di origine e non avranno probabilmente nessuno a cui versare l’imposta. Inoltre l’Italia è per sua natura un paese dove le donazioni e la beneficenza sono molto utilizzate. La banca potrebbe rendere più efficiente la raccolta e l’impiego delle risorse integrando e/o sostituendo l’operato di fondazioni/associazioni/organizzazioni. I fondi di beneficenza bancari diventerebbero così nelle varie tipologie uno strumento valido per tutta la clientela.

Per quanto riguarda invece il mondo delle imprese, il mudaraba rappresenta lo strumento di finanza islamica più adatto per consentire l’accesso al credito alle Pmi. Nel mudaraba la banca valuta il progetto aziendale e la redditività dell’investimento lasciando piena facoltà di agire all’imprenditore ma partecipando ai profitti in relazione al capitale investito, consentendo quindi all’azienda di sviluppare progetti per i quali non possiede risorse adeguate. L’interesse è anche qui sostituito dal profitto e dalla relazione diretta tra risparmio e investimento.
È, in sostanza, il ruolo che oggi in Italia viene svolto dalle società di venture capital, dalle banche di investimento e dai così detti business angels.

Le banche italiane sono frenate in questo senso dal principio che limita la commistione banca-impresa, ma i vantaggi che deriverebbero dall’inserimento di alcune finestre di questo tipo in sostituzione dei semplici servizi offerti alle imprese potrebbe apportare una maggiore efficienza dl sistema finanziario e produttivo.
Innanzitutto le linee di credito per le aziende tenderebbero ad aumentare in quanto la banca avrebbe maggiori vantaggi dall’investire in attività efficienti rispetto al mero interesse sul prestito.

Parlando invece di strumenti finanziari veri e propri, il sukuk costituisce una buona alternativa ai titoli obbligazionari.
Il sukuk sostituisce la rendita di un’obbligazione con la rata dell’affitto di un bene. In poche parole avviene questo: la banca riceve i soldi dal cliente e compra per conto suo un bene immobile. Il bene viene preso in affitto dalla banca che paga la rata al cliente. In questo modo l’investimento è legato ad un bene materiale che appartiene formalmente al risparmiatore ma viene utilizzato dalla banca. Il vantaggio risiede sempre nella correlazione diretta tra risparmi e investimenti. L’obbligazione con la sua cedola rende astratto e distante l’impiego dei fondi prestati all’azienda. Il sukuk lega indissolubilmente le due cose.

Il ruolo della finanza islamica per lo sviluppo del sistema finanziario italiano

La finanza islamica è fondata su un sistema di tracciabilità dei capitali che permette di collegare facilmente fonti ed impieghi evitando situazioni indecifrabili dovute alle asimmetrie informative tipiche del sistema occidentale. Il principio permeante è quello di rendere più snella è trasparente la funzione di intermediari finanziari, banche e mercati di capitali.
Il filo diretto risparmiatore-intermediario-impresa offerto dagli strumenti islamici dovrebbe consentire di superare i problemi legati alla partecipazione delle banche ai capitali di impresa (es. finanziamento ad imprese inefficienti di cui si detengono quote cospicue di capitale). Se la banca fosse soggetta al giudizio del risparmiatore non potrebbe permettersi certe inefficienze. Al tempo stesso un rapporto di maggiore esposizione verso l’attività bancaria comporta per il risparmiatore un più alto livello di rischio degli investimenti.

È fondamentale che certe riflessioni vengano fatte al più presto dalle istituzioni competenti e dagli operatori del mercato. L’inserimento di strumenti di finanza islamica deve avere come obiettivo non solo quello di aprire gli istituti bancari verso le esigenze delle diverse tipologie di clienti (diversity banking, né quello di semplice veicolo verso l’integrazione (welcome banking), ma contribuire alla formazione ad un modello di open bank, aperto verso le innovazioni ed il miglioramento continuo e non chiuso in schemi e strumenti che tendono ad appiattire il mercato più che a renderlo efficiente e sicuro.
In tale strategia, le istituzioni pubbliche devono avere un ruolo predominante di supporto e coordinamento del confronto tra i due modelli.

La banca e più in generale l’economia, costituisce uno dei principali veicoli per l’integrazione ed è bene che le istituzioni politiche del paese ne tengano conto non solo per sfruttare economicamente i "nuovi italiani" ma anche per integrarli socialmente.

Commenti

… : tarek f.

Salam alaykum sorella fatima….
ho parzialmente letto la tua tesi di università oltre a vari articoli e presentazioni, e vorrei farti i miei piu sentiti ringraziamenti.
il tuo lavoro e impegno li prendo da esempio…..fi amani llah.

2007-05-06 13:14:49

… : Hany Abdelkarem

Salve,
è un argomento molto interessante e utile. So che in altre realtà questi studi sono già stati attuati e presi in considerazione da parte sia dagli istituti bancari sia da parte delgli stessi governo.
Tempo fa stavo cercando del materiale in lingua italiana sul sistema finanziario islamico per poterlo presentare ai dirittori delle banche con cui ho buoni rapporti, ma purtroppo non ho trovato nulla. Ora grazie a questa relazione e anche al file .ppt che si trova su internet della stessa autrice si può avere qualche strumento in più riguardo a questo importante tema.
Nella relazione si nota anche la cura dell’autrice di offrire gli strumenti tangibili che si possono utilizzare dagli istituti bancari italiani per venire incontro ai cittadini musulmani.
Ottimo lavoro

2007-05-15 14:06:35

… : marista urru

Scusa, mi viene da commentare solo : le Voraci mani delle Banche Italiane si appropinquano all’ISLAM.Già pensano a come arraffare lo ZAKAT.
Non dobbiamo aver paura dell’Islam, lo distruggeranno le nostre Banche, purtroppo, come hanno fatto con l’Italia. D’altra parte i Sindacati fiaccheranno la Cina. Se fossimo meno fessi collaboreremmo con queste popolazioni per buttare dove meritano queste piaghe : Banche e Sindacati. Invece produciamo studi di fantasia pura, come il tuo: Le banche caro mio non presentano bilanci che permettono di partecipare a dei profitti ragionevoli , trovano il modo contabile di fare bilanci che gli permettano di pagare , a fronte di ottimi guadagni, poche pochissime tasse, altro che partecipare agli utili,ma che raccontate balle!!!

2007-06-24 18:15:31

… : mohamed

vorrei chiedere se in confronto al islam e vietato affitare un locle per un italiano perche vuole fare un br enoi avremmo bisogno di soldi .DESIRIAMO UNA RISPOSTA.GRAZIE

2008-01-03 11:54:41

… : mohamed

IO SONO MARROCHINO E VIETATO AFFITARE UN LOCALE PER UN ITALIANO PERCHE VUOLE FARE UN BAR E NOI AVVREMMO BISOGNO DI SOLDI GRAZIE

2008-01-03 12:02:10

… : Quratulain

Complementi!!!!!un lavoro bellissimo! il tuo lavoro mi ha aiutato a fare la mia tesina per l’esame di maturità. grazie mille e complementi ancora!!!!!!

2008-07-03 14:07:13

 

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