Home Argomenti Economia e Finanza Standard and Poor’s taglia il rating del debito italiano

Standard and Poor’s taglia il rating del debito italiano

235
0

L’agenzia porta la valutazione da A+ ad A. Decisione motivata con le prospettive di crescita indebolite e la situazione politica che “probabilmente continuerà a limitare la capacità del governo di rispondere a un contesto difficile”

(repubblica.it) WASHINGTON – Standard and Poor’s ha abbassato il rating sul debito italiano dell’Italia portandolo da A+ ad A. E l’outlook è negativo, il che significa che in futuro potranno esserci ulteriori tagli. Anche perché le previsioni per il debito sono decisamente peggiorate: il picco – spiegano gli analisti dell’agenzia – è atteso più in là nel tempo e raggiungerà un livello ancor più elevato del previsto. La decisione di S&P arriva in una fase in cui tutti gli occhi erano puntati su Moody’s 1, che giorni fa aveva rinviato la sua decisione sul nostro Paese e oggi ha avvertito che la manovra del governo mette a rischio 2 i bilanci degli enti locali.

Il declassamento, spiega S&P in un comunicato, “riflette la nostra visione di prospettive di crescita indebolita” che “probabilmente limiterà l’efficacia del programma di consolidamento del bilancio in Italia”. Inoltre, spiega l’agenzia, “la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare la capacità dell’esecutivo di rispondere con decisione a un contesto macro-economico interno ed esterno difficile”.

Per Standard and Poor’s gli obiettivi di bilancio fissati nella manovra del governo italiano, a partire dai 60 miliardi di risparmi, sono “difficili da raggiungere”. E – si legge nel rapporto – “il tentativo di risposta politica dell’esecutivo italiano alle recenti pressioni dei mercati suggerisce il prosieguo di una incertezza politica sui mezzi con cui affrontare le sfide economiche dell’Italia”.

Secondo l’agenzia di rating le autorità italiane, infatti, “rimangono riluttanti” ad affrontare le questioni chiave, “come gli ostacoli strutturali alla crescita, il basso tasso di partecipazione al lavoro e mercati dei servizi e del lavoro troppo strettamente regolati”.

Il risultato è che aumentano i rischi per cui il già elevato debito pubblico italiano possa aumentare ancora. Ed in questo caso – avverte Standard&Poor’s – “potremmo abbassare nuovamente il rating di lungo e breve termine”.

(20 settembre 2011)