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CONCESSI I DOMICILIARI AD ADRIANO SOFRI

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(ANSA) FIRENZE – Il tribunale di sorveglianza di Firenze, accogliendo la richiesta avanzata dal procuratore generale, ha concesso ad Adriano Sofri la detenzione domiciliare speciale per sopravvenuta malattia.

Sofri, difeso dall’avvocato Alessandro Gamberini, stava beneficiando del differimento della pena dopo gli interventi chirurgici subiti per la rottura dell’esofago, avvenuta nel novembre del 2005 durante il periodo di detenzione nel carcere pisano don Bosco. La decisione del tribunale di sorveglianza è  stata presa sulla base di una perizia medica che, esprimendosi sulla compatibilità dello stato di salute dell’ex leader di  Lotta continua con la carcerazione, ha evidenziato la persistenza di rischi per la salute stessa.

Adesso Sofri – condannato a 22 anni di carcere per l’ omicidio del commissario Luigi Calabresi, avvenuto il 17 maggio del 1972 a Milano – sconterà la sua pena nella sua abitazione, nei pressi di Firenze, nel comune di Impruneta, da dove, in base alla decisione del tribunale, non potrà uscire, ma usufruirà di permessi permanenti per ragioni medico-sanitarie.

Nel giugno del 2005, Sofri venne autorizzato al lavoro esterno dal carcere, da svolgere alla Scuola Normale di Pisa.

Dopo l’operazione subita il 26 novembre del 2005, l’ex leader di Lotta continua aveva beneficiato del differimento della pena, che gli permise di essere assistito fuori dal carcere, ma che – a differenza della detenzione domiciliare – non gli consentiva di continuare a scontare la pena, ‘sospendendola’ soltanto.

Il provvedimento è stato poi prorogato nell’aprile e nel dicembre del 2006. Proprio in quest’ultima occasione, su richiesta del ministero della giustizia, la procura generale ha chiesto una perizia medica su Sofri.