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CSM: IL SISMI SPIAVA I MAGISTRATI

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(ANSA) ROMA – C’era il Sismi in quanto tale e non "settori deviati" del servizio dietro l’attività di spionaggio nei confronti magistrati, venuta alla luce con la scoperta dell’archivio di via Nazionale a Roma. Un’attività "estranea" ai compiti del Sismi il cui scopo era "intimidire" e far "perdere credibilità " ai magistrati. La sottolinea il Plenum del Csm in una risoluzione approvata all’unanimità. La presa di posizione del Csm arriva all’indomani delle dichiarazioni spontanee con cui l’ex funzionario del Sismi Pio Pompa ha voluto sminuire la vicenda davanti ai pm di Roma che lo indagano insieme con l’ex direttore del servizio Nicolò Pollari. E dopo un’attività istruttoria del Consiglio che ha acquisito documentazione e ha ascoltato i pm romani.

"La documentazione acquisita – scrive al riguardo il relatore della risoluzione, Fabio Roia (Unicost) – evidenzia che a partire dall’inizio dell’estate del 2001 (e cioé subito dopo l’elezioni del maggio dello stesso anno) ebbe inizio nei confronti di alcuni magistrati italiani ed europei e delle associazioni di loro riferimento un’attività di intelligence da parte del Sismi, che si è protratta in modo capillare e continuativo, fino al settembre 2003 e in modo saltuario fino al maggio 2006". Questa opera "fu oggetto di ripetute informazioni al direttore del servizio e sembra quindi riferibile al Sismi in quanto tale e non a suoi settori deviati – sottolinea il Csm – come conferma del resto nella memoria depositata alla procura di Milano il 7 luglio del 2006 il coordinatore di questa attività, Pio Pompa".

L’opera di intelligence nei confronti delle toghe, denuncia il Csm, "si è concretizzata non solo nella raccolta e nella schedatura di materiali noti o comunque pubblici, ma anche in un capillare monitoraggio delle attività dei movimenti e della corrispondenza informatica di magistrati, mediante forme di osservazione diretta o a opera di terzi non individuati".  E non basta: "sono stati posti in essere dal Sismi specifici interventi tesi a ostacolare e contrastare l’attività professionale o politico culturale dei magistrati e delle loro associazioni", in particolare Magistratura Democratica e Medel. A preoccupare il Csm sono non solo gli effetti di intimidazione nei confronti dei magistrati, ma anche un’altra circostanza emersa pure dalle indagini della procura di Roma: il fatto cioé che l’opera di intelligence nei confronti di magistrati "si è talora svolta con la partecipazione o l’ausilio di appartenenti all’ordine giudiziario".  "Ogni tipo di collaborazione di magistrati con i servizi segreti oltre che espressamente vietata dalla legge – ammonisce Palazzo dei Marescialli – è estranea al modello costituzionale dell’ordine giudiziario e ai suoi connotati di terzietà e indipendenza".

DIFENSORE POLLARI: CSM PRONUNCIA SENTENZE
Apprendo con sorpresa che il Csm, su certi fatti, pronunci una sentenza di condanna, mentre, parallelamente, è in corso un’attività istruttoria". Così l’avvocato Franco Coppi, difensore dell’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari, commenta la risoluzione del plenum dell’organo di autogoverno dei magistrati secondo il quale c’era il Sismi, in quanto tale e non "settori deviati" del servizio, dietro l’attività di spionaggio nei confronti magistrati. "Forse – ha aggiunto Coppi – sarebbe il caso di aspettare".

DIFENSORE POMPA: TRANQUILLI SU ARCHIVIO IN DVD
La procura di Roma vuole accertare la tipologia, ossia la classificazione, dei documenti dell’archivio del Sismi trovati su due dvd nell’auto di Pio Pompa, già braccio destro dell’ex direttore del servizio segreto militare Nicolò Pollari, e se questi, già custoditi nei computer sequestrati dalla magistratura milanese nel quadro degli accertamenti sul caso Abu Omar, siano stati estrapolati precedentemente al deposito degli atti sul rapimento dell’imam egiziano, per il quale Pompa è sotto processo per favoreggiamento. Dopo il ritrovamento dei dvd, per Pompa il pm Pietro Saviotti ha disposto, come riportato oggi da alcuni quotidiani, l’iscrizione nel registro degli indagati per procacciamento e possesso ingiustificato di documenti sulla sicurezza dello stato. Si tratta di atti riguardanti, tra gli altri, gli scenari di guerra in paesi come l’Iraq, l’Afghanistan e la Somalia. "Si tratta di una vicenda che non ci preoccupa – ha commentato l’avvocato Titta Madia, difensore dell’ex funzionario del Sismi – si tratta di atti processuali della magistratura milanese legittimamente detenuti da Pio Pompa". Anche su queste contestazioni, come per quelle che ieri hanno portato al faccia a faccia tra il Saviotti e l’ex braccio destro di Pollari, Pompa depositerà una dichiarazione spontanea.