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Parmalat, fuori gli stranieri dalla class action Usa

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La corte del distretto sud di New York ha stabilito che potranno partecipare all’azione collettiva della Parmalat Security Litigation solo obbligazionisti americani, escludendo tutti gli stranieri. Secondo il tribunale avrebbero scarsa possibilità di successo. A settembre potrebbe tornare una classe allargata

Silvio Marvisi

(parma.repubblica.it) La corte del distretto sud di New York ha emesso una prima decisione sulla security litigation avviata circa due anni fa nei confronti della vecchia Parmalat. Verranno accettati a partecipare all’azione collettiva solo obbligazionisti americani, sono quindi esclusi tutti gli stranieri. A settembre però il collettivo dei richiedenti potrebbe essere allargato nuovamente a chi non è in possesso di passaporto Usa.

Il motivo è da ricercarsi nella scarsa possibilità di successo che gli azionisti stranieri potrebbero ottenere, valutazione che il tribunale americano è tenuta a dare per evitare processi inutili e lungaggini burocratiche sconvenienti.

La decisione di oggi non compromette però la possibilità che nella prossima fase, prevista per settembre, si possa ritornare a una classe allargata in cui possono rientrare anche obbligazionisti non statunitensi.

Tutto è nato da un errore nelle prime fasi della causa quando a richiedere la certificazione sono stati azionisti non in possesso di bond e che, quindi, non sarebbero al primo posto fra i risarciti in caso di vittoria. Nella motivazione della corte del South District of New York, riguardo gli obbligazionisti, si legge "in quanto nessuno dei promotori della classe che hanno chiesto la certificazione era titolare di pretese basate sull’acquisto di obbligazioni".

La class action avviata dallo studio Milberg di New York due anni fa circa si proponeva di certificare una "classe" in cui potevano rientrare tutti coloro che hanno acquistato obbligazioni e azioni del vecchio gruppo Parmalat nel periodo compreso fra il 5 gennaio 1999, data di riapertura della borsa dopo il capodanno, e il 18 dicembre 2003, data del crac del gruppo di Collecchio. Nella stessa causa Bnl e Credit Suisse hanno già trovato un accordo e versato 25 milioni di euro a testa. La nuova Parmalat, rappresentata da Enrico Bondi, il 2 maggio scorso ha raggiunto l’accordo per il trasferimento ai partecipanti di 10 milioni e mezzo di azioni del nuovo gruppo e fino a un milione di euro per i costi di notifica per chiudere il contenzioso con la classe della Parmalat Securities Litigation in qualunqu parte del mondo.

In caso di vittoria tutte le somme recuperate verranno divise in modo proporzionale al danno tra i membri. (22 agosto 2008)