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Ucciso sindaco del Casertano

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(ansa.it) CASERTA – Una vendetta per fatti riconducibili alla sua attività di sindaco, forse per motivi in qualche modo legati a interessi nel settore delle opere pubbliche. Ne sono convinti gli amici e gli oppositori politici di Giovanni Piscitelli, sindaco al suo secondo mandato a capo di una giunta di centrosinistra a Cervino, piccolo centro non lontano da Caserta, il cui cadavere semicarbonizzato è stato trovato la notte scorsa dai carabinieri, con mani e piedi legati a qualche metro di distanza dalla sua autovettura, data alle fiamme.

A portare i militari della compagnia di Maddaloni e del reparto operativo di Caserta sul luogo del delitto, una zona collinare del vicino comune sannita di Durazzano, è stata la telefonata di un agricoltore, che dalla propria abitazione aveva notato le fiamme provenienti dalla zona sovrastante, davanti ad una fatiscente masseria che, secondo quanto si è appreso, doveva diventare un agriturismo. Sugli sviluppi delle indagini gli investigatori – che nella giornata di oggi hanno interrogato i familiari del sindaco ucciso, amici e anche persone che lo hanno visto ieri sera in Comune prima che salisse a bordo della sua auto insieme con una o due persone – mantengono il più stretto riserbo, limitandosi a ribadire che "non si tratterebbe di una esecuzione camorristica" e che "le indagini sono orientate in tutte le direzioni". Gli assassini, che quasi certamente il sindaco conosceva, hanno agito con inaudita ferocia. Secondo le risultanze dell’esame esterno del cadavere, che non presentava fori di entrata di proiettili, infatti, lo avrebbero prima tramortito con un corpo contundente e, poi, con della benzina avrebbero appiccato il fuoco alla vettura. Giovanni Piscitelli, infermiere nell’ospedale di Caserta, sarebbe riuscito a uscire dalla macchina, in un disperato tentativo di salvarsi, ma le fiamme non gli hanno dato scampo. A Cervino pareri contrastanti sulla figura del sindaco ucciso. Per i più una persona perbene, disponibile in tutte le ore a mettere a disposizione la sua professione di infermiere al servizio dei concittadini, soprattutto anziani e bisognosi.

Per altri, una persona che non disdegnava di essere particolarmente attento agli interessi personali e di famiglia. Il figlio maggiore, Alfonso, di 26 anni – l’altra, Giuseppina, ha conseguito la laurea breve nel settore infermieristico – circa due anni fa è risultato vincitore di un concorso per vigile urbano, bandito dallo stesso comune di Cervino e al quale avevano preso parte due soli aspiranti. Piscitelli era anche criticato per rapporti conflittuali con alcuni impiegati comunali e, per questo motivo, aveva partecipato alla trasmissione ‘Mi manda Rai Tre’ in un confronto con una vigilessa che, per motivi non chiari, era stata allontanata dal servizio. Il sindaco ucciso, che aveva iniziato la sua attività politica da giovane nel gruppo della DC, capeggiato dallo scomparso ex senatore Giuseppe Santonastaso, era stato rieletto nella carica nel 2004.