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Un docente ai giudici: “Tanzi e i suoi dirigenti non erano preparati per gestire una multinazionale”

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(gazzettadiparma.it) La situazione di Parmatour non poteva essere un mistero per nessuna delle "centrali rischi" delle banche italiane che con il gruppo turistico di Calisto Tanzi avevano avuto rapporti. Lo sostengono Francesco Ghiglione e Angelo Ghio, due dei consulenti tecnici incaricati dall’allora supercommissario Enrico Bondi di compiere accertamenti sul gruppo Parmalat oramai in bancarotta. Ghiglione e Ghio sono comparsi oggi in aula nel corso del processo Ciappazzi, che vede tra gli imputati Cesare Geronzi (all’epoca dei fatti numero uno di Capitalia).

Prima di loro ha testimoniato il professor Paolo Bastia, ordinario di Economia Aziendale a Bologna, che ha individuato esaminando i bilanci del gruppo di Calisto Tanzi e il materiale documentale raccolto, nel corso dell’inchiesta, dagli inquirenti del pool Parmalat con la collaborazione degli uomini della Guardia di Finanza. «Il gruppo aveva un management storico – ha detto Bastia – composto per lo più da familiari di Calisto Tanzi, tra cui il figlio Stefano e il fratello Giovanni, o da dirigenti molto fedeli, tra cui Fausto Tonna e Stefano Del Soldato. Manager che non hanno la preparazione per gestire una multinazionale con più di duecento società sparse in ogni parte del globo. Da un certo punto in poi, Parmalat ha lavorato per pagare le banche con cui era indebitata».

Gli esperti di Bondi, poi, hanno spiegato il motivo per cui la situazione di Parmatour non potesse essere un mistero. E’ testimoniato dai termini e dalle condizioni dei finanziamenti concessi, l’ammontare del debito di Parmatour, i costi del ricorso al credito e le relazioni degli stessi uffici bancari.