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Il Festival Verdi 2022 apre con la diffida della Meo a Luigi Boschi

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festival Verdi 2020: Teatro Regio di Parma

 

Anna Maria Meo direttrice Teatro Regio di Parma

La doverosa critica giornalistica alla prossima inaugurazione del Festival Verdi 2022 che riprende il malumore artistico e cittadino registrato, è diffidata con un imperio legale manipolato e intimidatorio (pagato dai cittadini) dalla direzione uscente del Teatro Regio di Parma. Marameo le mancava pure questo per chiudere in “bellezza” la sua dipartita dalla nostra città.
Vorrebbe pure vietare il dissenso come le più cruente dittature? Non le è bastato, in questi anni, aver tappato la voce al Coro di Parma con le sue scelte malvagie!


immagine dell’opera La Forza del destino

La diffida si riferisce all’articolo del 29 Luglio 2022 : “Forza del destino a Parma per il Festival Verdi 2022: sarà solo contestazione”[LINK]

Un articolo di critica sui fatti commentati relativo alle scelte delle masse artistiche foreste rispetto a quelle locali di Parma (Coro di Parma e Orchestra Toscanini), con grave danno all’immagine dell’unicum verdiano di Parma proposto con il Festival Verdi; alle casse della Fondazione (minor Fus)  e al Coro di Parma che negli anni della Meo si trova in progressivo mancato utilizzo e con conseguente grave perdita economica.  
Scelta artistica di cui si registra un ampio malcontento in città. E’ risaputo e discusso in un acceso incontro pubblico al Teatro Regio.[LINK video]
Forse dovrebbe andarsene in Russia da Putin per vietare la libera critica e la libertà di parola. Da noi in Italia la Costitizione ancora li garantisce (Art.21 Costituzione: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione).

FotoLB: striscione di contestazione all’inaugurazione del FV 2022

E’ l’ultimo atto della uscente Meo che ha usato il Regio di Parma per il suo personale CV nel teatro lirico, ma noi l’abbiamo pagata da imparata, non per la sua formazione. Lei sa che lascia il Teatro Regio lacerato al suo interno come mai lo fu prima. Oltre la contestazione, ipotizzata per sentito dire, non da me minacciata, come vorrebbe, invece, far credere dalla sua diffida, per le sue sciagurate scelte artistiche che penalizzano il nostro teatro, devo difendermi dalla sicumera del potere uscente. Meo dovrebbe guardarsi dentro. Lei sa che diffidare il giusto con la violenza della diffida legale oltre ad essere menzognero (grave per un dirigente pubblico) è compiere un atto antidemocratico di cui dovrà pentirsene anche nel prosieguo della sua attività e pure al cospetto di Dio: “Chi si avvale del potere e non svolge il suo dovere di servizio, sarà maledetto”. Non si può utilizzare il potere pubblico per la propria carriera personale. Se la verità spesso non emerge nelle aule processuali (quelle di Parma non peccano in questo esercizio), la condanna viene dalle coscienze individuali e collettive (dove non ci sono Tribunali ammaestrati). Vi è un solo nome per qualificare questo comportamento: malvagità! (Parma, 20/09/2022)
Luigi Boschi  

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