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Manifestazione contro il prosciuttificio Galloni a Torrechiara, l’Upi non ci sta: “Ferma condanna dell’iniziativa”. La Lettera di Cesare Azzali

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Castello di Torrechiara nella sua area verde
Castello di Torrechiara nella sua area verde

Lettera alle Istituzioni di Cesare Azzali direttore UPI: “Inammissibile intromissione nel procedimento di valutazione” del secondo progetto di stabilimento presentato dall’azienda Galloni

“In relazione all’annuncio di una manifestazione indetta da alcune sigle del mondo ambientalista finalizzata a impedire l’approvazione di un progetto di nuovo insediamento produttivo in un area peraltro potenzialmente idonea a consentire la realizzazione di un attività manifatturiera, l’Unione Parmense industriali con una lettera del suo direttore prof. Cesare Azzali [DOC. PDF], ritiene doveroso e auspicabilmente utile esprimere la propria ferma condanna per l’iniziativa. Suscita infatti sconcerto e preoccupazione dover constatare comportamenti che hanno l’evidente obiettivo di alterare il contesto di trasparente, equilibrata, serena valutazione da parte delle autorità amministrative competenti di un progetto di nuova attività”. [ndr: calcisticamente si protrebbe definire un autogol, del geniale professore ambientalista]

prof.Cesare Azzali direttore UPI

Inizia così la lettera del direttore dell’Unione Parmense degli Industriali che ha inviato a tutte le istituzioni del territorio, dai rappresentanti del Comune di Langhirano, alla Regione sino ai vigili del fuoco e Ausl, in vista della manifestazione, in programma a Torrechiara domenica 15 gennaio per protestare contro l’insediamento di un prosciuttificio nella frazione.

Secondo l’Upi l’iniziativa contraria alla realizzazione del nuovo stabilimento Galloni, progetto già bocciato e ora riproposto,  “introduce nel contesto in cui si svolge il procedimento di valutazione elementi di contenuto e matrice ideologico-politica estranei alle regole che lo disciplinano e che strumentalizzando in modo ingiustificato gli indiscutibili e indiscussi principi di tutela dell’ambiente e del paesaggio tende a condizionare, orientare e fuorviare il corretto svolgimento di una procedura amministrativa”.

L’Upi censura associazioni e cittadini e difende il progetto dell’azienda Galloni e la scelta di “investire nella costruzione di un nuovo stabilimento produttivo con cui potenziare la propria capacità di reggere le sempre nuove sfide dei mercati, soprattutto esteri”.

Una attività imprenditoriale che “merita di essere accolta e valutata più che positivamente” in quanto “crea le condizioni per promuovere e consolidare la possibilità di creare ricchezza e lavoro sul nostro territorio”.

Viene ricordato che il primo progetto “era, per chi lo ha esaminato, di grande qualità architettonica e ambientale e che tuttavia l’azienda ha dovuto abbandonare per la valutazione negativa della Sovraintendenza competente sul vincolo paesaggistico”.
Attualmente l’azienda, conferma l’Upi, “con ammirevole tenacia e attaccamento al suo territorio, anziché delocalizzare l’intervento, ha presentato un nuovo progetto, molto diverso dal primo per funzione ed estensione, che ovviamente, con l’assistenza di qualificati professionisti, ritiene pienamente legittimo e che è oggetto di valutazione da parte delle autorità competenti”. LETTERA DI CESARE AZZALI PDF

locandina di protesta contro il nuovo stabilimento di Galloni

In questa situazione, viene ribadito, l’iniziativa di convocare una manifestazione per chiedere la bocciatura anche del secondo progetto appare, a nostro giudizio, una “inammissibile intromissione nel procedimento di valutazione, intromissione che solleva una semplice domanda: nel nostro Paese, nel nostro territorio, le aziende quando intendono compiere investimenti devono rispettare le regole del diritto che sono poste a tutela delle necessità e degli interessi di tutti e sono affidate alla responsabile e consapevole applicazione delle autorità competenti o devono ‘sottomettersi’ alla valutazione di chi nelle piazze, magari essendo minoranza sparuta ma determinata, con diverse motivazioni personali o ideologiche e di lotta politica, senza alcun diritto e senza minimamente doverne eventualmente risponderne, pretende di far prevalere la propria opinione?”.

L’associazione conclude la letter “auspicando vivamente che le autorità politico-amministrative sappiano tutelare, ciascuno per la parte che gli compete, nell’interesse comune, il principio del doveroso rispetto delle regole del diritto e del bilanciamento delle esigenze che è la base della convivenza civile e dell’attività delle aziende”. 12 GENNAIO 2023
Fonte Link: parma.repubblica.it

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