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Il Recovery Fund spiegato da Ezra Pound e Giacinto Auriti

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Sul Recovery Fund, nelle ultime ore, si stanno sprecando fiumi di inchiostro. Si parla del più grande risultato raggiunto nella storia dell’Unione Europa, di miliardi di euro che verranno iniettati per far ripartire l’economia e addirittura di grande risultato raggiunto dal Governo italiano. Tuttavia, senza voler entrare nel merito dell’inutile diatriba da talk show  tra favorevoli e dei contrari, proveremo a dare un taglio originale al tema facendo parlare direttamente due personaggi considerati scomodi dalla comune vulgata, Ezra Pound e Giacinto Auriti. Il primo, fu poeta e cultore di diverse discipline tra cui l’economia. Il secondo, seguace del pensiero poundiano, fu giurista, professore di diritto e noto per aver elaborato la Teoria del valore indotto della moneta.

Alcune massime per comprendere il Recovery Fund

Entrambi pensatori, nell’analizzare l’accordo raggiunto dal governo italiano, sarebbero partiti da un presupposto comune: l’etica. “Tu non puoi fare una buona economia con una cattiva etica”, ebbe a dire Pound. “Quando si riduce l’etica a derivato dell’economia non si può ammettere altro sacrificio che quello economico spacciato sotto la parvenza di sacrificio etico, facendo credere che è giusto fare ciò che conviene piuttosto che fare ciò che è giusto”, disse il prof. Auriti. Pertanto, sulla base di queste massime, cosa può avere di etico un fondo che ha come fondamento la concezione del prestito e quindi dell’indebitamento?

I più ferventi sostenitori dell’UE potrebbero annotare che nell’accordo sono comprese delle sovvenzioni a fondo perduto. Ma siamo davvero sicuri che l’Unione Europea improvvisamente sia divenuta benevola nei confronti dell’Italia? Siamo davvero sicuri che su questa ingente somma a fondo perduto non scatteranno, ad emergenza Covid finita, delle condizionalità?

Giacinto Auriti, probabilmente, si sarebbe così espresso. “Pagare un debito di moneta con altra moneta emessa a debito è impossibile. A lungo andare si pagherà con i propri beni o con il proprio lavoro non retribuito quindi, con la schiavitù.” Ecco il punto sostanziale della questione Recovery Fund: la moneta debito. Citando sempre Auriti. “Ma voi volete essere proprietari o debitori della moneta che avete in tasca?”

Tale interrogativo ci pone di fronte alla riflessione di Ezra Pound. “Un popolo che non si indebita fa rabbia agli usurai”. Su questo spunto occorrerebbe ribadire un concetto di basilare importanza. La sovranità è del popolo quando lo stesso diviene titolare sia della sovranità monetaria che di quella politica. “Se questa regola non viene recepita dall’Unione Europea significa che essa non segue la regola della democrazia ma quella dell’usurocrazia”, sostenne Auriti.

Ezra Pound

L’onestà… questa sconosciuta!

La tanto sbandierata onestà è stata da tempo gettata nel dimenticatoio – Pound, riprendendo Confucio, disse che “il tesoro di una Nazione è la sua onestà – e di politici che abbiano realmente a cuore il destino della Nazione – “Merita di governare un popolo soltanto chi lo ama” dichiarò Auriti – non si contano nemmeno sulle dita di una mano. Il dado è ormai tratto! Il cappio al collo degli italiani è sempre più stringente a causa di una classe politica al soldo degli interessi stranieri. Restiamo fiduciosi perché presto la verità sulla trappola del Recovery Fund salterà fuori e il governo Conte dovrà fare i conti con le bugie raccontate e le promesse non mantenute.  23 Luglio 2020



Fonte Link: adhocnews.it

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