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Mosca minaccia l’accordo sul grano ma è un’arma a doppio taglio. Le precauzioni dell’Onu

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FEDERICO BOSCO
Mancano meno di venti giorni alla scadenza e la Russia ha già segnalato la volontà di non prolungare l’intesa. Si studiano corridoi alternativi, attraverso altri percorsi marittimi o in treno passando per Romania e Polonia. Ma tutto ciò potrebbe essere insufficiente per garantire la sicurezza alimentare

Nella giornata di ieri altre tre navi mercantili sono salpate dai porti del golfo di Odessa per consegnare 85 mila tonnellate di grano e altre forniture alimentari al mercato mondiale, dopo le 12 navi con 350 mila tonnellate di carichi partite lunedì. L’Ucraina, con il pieno sostegno della Turchia e delle Nazioni Unite, sta continuando a far funzionare l’accordo per il corridoio di navigazione sicura nel Mar Nerononostante il tentativo della Russia di affossarlo sollevando “questioni di sicurezza”, in quella che appare come una rappresaglia per l’attacco alle sue navi militari nel porto di Sebastopoli. Oggi infatti non è previsto il passaggio di nessuna nave, perché l’Onu inizia a temere per la sicurezza delle spedizioni.

Stavolta però il bisogno disperato di Vladimir Putin di ricattare gli ucraini e l’occidente con destabilizzazioni asimmetriche potrebbe essersi spinto troppo oltre. Non solo Kyiv, ma diversi paesi si domandano adesso se Mosca sia davvero pronta ad attaccare una nave commerciale che trasporta generi alimentari sotto l’egida dell’Onu davanti agli occhi del mondo. Il ricatto di Mosca ha infatti suscitato la condanna dei leader di Stati Uniti e Unione europea, ma anche dei leder di paesi più “neutrali”, dell’Africa e del medio oriente, preoccupati per le conseguenze di una mossa che minaccia la sicurezza alimentare e la stabilità politica nelle nazioni più povere. L’accordo sui corridoi per la navigazione sicura del grano, mediato a luglio dalla Turchia e dall’Onu, sta infatti funzionando, ed è troppo importante per essere interrotto senza una causa di forza maggiore.


In questi mesi è stato determinante per far abbassare i prezzi globali di grano, cereali, olio di semi di girasole e altre commodity alimentari schizzate in alto a causa dell’invasione russa dell’UcrainaI corridoi hanno permesso a Kyiv di tenere in vita uno dei pochi settori economici in grado di portare entrate in un paese costretto ad affrontare una guerra per la sopravvivenza. Secondo i dati dell’Onu, nei mesi di agosto, settembre e ottobre l’Ucraina ha esportato 9,3 milioni di tonnellate di cereali e altri alimenti. Un volume che su base trimestrale è inferiore ma paragonabile a quello del 2021, quando le esportazioni hanno raggiunto le 47 milioni di tonnellate ma il paese non era stato privato e depredato di alcune delle zone agricole più produttive. 

Tecnicamente l’accordo prevede che le navi ucraine conducano le navi mercantili dentro e fuori i loro porti attraverso rotte sicure, aggirando le mine posate per difendersi da un attacco della marina russa. La Turchia ha il compito, su richiesta della Russia, di ispezionare le navi alla ricerca di armamenti nascosti, mentre le navi in ​​entrata e in partenza ricevono istruzioni dal Centro di coordinamento dell’Onu. L’accordo ha la durata di 120 giorni e termina il 19 novembre, la Russia aveva già segnalato la volontà di non prolungarlo, ed è probabile che aspetti la scadenza ufficiale prima di mettere concretamente a rischio la libera navigazione nel Mar Nero. 

Tuttavia, anche se Mosca non sosterrà il rinnovo dell’accordo non significa necessariamente che le operazioni non possano andare avanti, perché in questi mesi si è consolidato un sistema. Le circa duecento navi già in rotta di entrata o in uscita dall’Ucraina non dovrebbero avere problemi e rispetteranno i contratti che rientrano nel periodo dell’accordo, ma per i contratti dei prossimi mesi bisognerà vedere come si muoveranno gli armatori senza garanzie da parte della Russia.

Un’alternativa parziale è rappresentata dal traffico marittimo attraverso il delta del Danubio, una rotta dai volumi limitati, stretta e impervia, ma che dopo la riconquista dell’Isola dei Serpenti è praticabile in sicurezza. Poi ci sono i corridoi terrestri attraverso Romania e Polonia, ma i volumi trasportabili via terra sono estremamente più bassi rispetto a quelli delle navi cargo. Inoltre, gli standard ferroviari dell’Ucraina e dei paesi dell’Ue sono diversi e i carichi vanno trasferiti da un treno all’altro, senza contare che i binari in territorio ucraino sono vulnerabili agli attacchi russi e possono essere sabotati anche senza colpire direttamente i carichi. 

Ma tutto ciò è chiaramente insufficiente per garantire la sicurezza alimentare in molti di quei paesi del sud globale a cui Putin si rivolge nel tentativo di creare un fronte di paesi ostili all’occidente. A luglio molti di questi paesi avevano spinto Mosca a consentire l’esportazione di  grano ucraino, e adesso ignorare i loro interessi potrebbe ritorcersi contro il Cremlino. La scommessa di vittoria da parte della Russia si basa ancora sulla “stanchezza della guerra” dei paesi occidentali, ma anche il resto del mondo comincia a essere sfiancato da un conflitto destabilizzante, ed è un mondo di paesi governati da leader molto meno pazienti dei leader occidentali. 02 NOV 2022
Fonte: ilfoglio.it

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